Il Codice della Pirateria parlava chiaro: le donne non potevano far parte di un ciurma, non erano abbastanza forti e coraggiose per la vita in mare e avrebbero scatenato gelosie e rivalità tra gli uomini a bordo. Eppure, nei secoli abbiamo assistito a una contro-narrazione scandita da esempi che ribaltano questo stereotipo, con donne pirata che hanno intrapreso la via del mare talvolta apertamente, altre volte travestendosi da uomini. Tra queste: Anne Bonny e Mary Read.
Già nel III secolo a.C., mentre Roma cercava di imporre il suo ordine sul Mediterraneo doveva fare i conti con le navi di Teuta. La regina degli Illiri (abitanti nell’attuale costa della Croazia) non era una semplice sovrana, ma il cuore pulsante e la mente astuta di una flotta corsara. La povertà dei loro territori, in larga misura incoltivabili, aveva spinto gli Illiri alla pirateria come mezzo di sopravvivenza. Teuta non si limitò a gestire la pirateria dei sudditi subendone passivamente ogni regola e necessità figlia di stereotipi machisti, ma abbracciò la pratica come ci si attendeva da una regnante. Si munì di flotte senza precedenti che fecero tremare anche le navi romane, come tramanda lo storico Polibio nelle sue Storie, nel II secolo a.C.
Più tardi le onde del Mare Cinese si tinsero del sangue sparso dalle navi di Ching Shih. Nel 1807, quella che era iniziata come la successione al comando del defunto marito Cheng Yi, si trasformò in una imponente macchina da guerra marittima. Armata di 1.500 navi e 80.000 persone (tra cui anche donne e bambini), Ching Shih non si limitò al saccheggio ma mise in ginocchio l'Impero Cinese e sfidò apertamente le grandi potenze europee. Il suo regno assoluto terminò solo nel 1810, quando decise di patteggiare con i nemici - ma solo alle sue condizioni.
In Occidente, invece, le donne pirata più famose e ricordate sono Anne Bonny e Mary Read. Di loro, restano le testimonianze dirette di chi le aveva incontrate sul proprio cammino, oggi raccolte in testi unici nel loro genere, come A General History of the Pyrates (1724), scritto dal capitano Charles Johnson, oppure The Tryals of Captain John Rackam and other Pirates (1721).
Anne Bonny nacque in Irlanda tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento da una relazione illegittima del padre, l’avvocato William Cormac, con una domestica.
La moglie dell'avvocato, malata, fu mandata dalla suocera per riprendersi. In sua assenza, l’uomo era spesso fuori per lavoro ma, a casa, poteva contare sulla vicinanza di una serva in particolare, diventata sua amante. La giovane, però, aveva una relazione anche con un conciatore del luogo, che lei invitava spesso a casa quando non c’era nessuno.
Un giorno, il conciatore rubò tre cucchiai d’argento dalla casa. La serva se ne accorse e lo minacciò di denunciarlo alle autorità. Spaventato, il conciatore nascose i tre cucchiai sotto le lenzuola in un cassetto nella camera della serva e la invitò a cercarli, così da creare un alibi perfetto per uno scherzo ingenuo. Sapeva che lei avrebbe trovati lì andando a prendere le coperte come ogni giorno. Lei, però, disse di non averli trovati e lo denunciò alle autorità. Lui capì il piano della serva: voleva tenerseli per sé e far ricadere la colpa su di lui.
Proprio in quei giorni, la padrona di casa, ormai guarita, fece ritorno, scortata dalla suocera. Appreso del furto, interrogò la serva. La giovane le disse che si era trattato di un futile scherzo. Il conciatore, ignaro di questa versione dei fatti, volle difendersi e indicò alla padrona dove avrebbe potuto trovare l'argenteria sottratta. Ed effettivamente i cucchiai erano ancora lì. A quel punto, il furto era passato in secondo piano per la padrona: se la serva non aveva trovato i cucchiai per tutto quel tempo poteva solo significare che la giovane dormiva altrove, ovvero con suo marito. Non ci fu più alcun sospetto a riguardo. Tutta la gentilezza del marito nei confronti della serva, adesso, aveva una spiegazione, così come l’assenza di lettere durante la permanenza dalla suocera e nessuna galanteria ad attenderla al rientro con la suocera.
Con una mossa astuta, la padrona pianificò la sua vendetta: ordinò alla domestica di prepararle il letto proprio nella sua stanza, perché lei avrebbe dormito lì, cedendo alla suocera un giaciglio più consono. Quella notte, non solo la domestica trovò i tre cucchiai nel sistemare la stanza, ma li nascose come previsto in un baule a portata di mano nella stanza. In più, il padrone la raggiunse al buio e si infilò nel suo letto sicuro di trovarla ad aspettarlo come sempre. Lui la chiamò per nome - Mary - senza sapere che lì distesa al buio nel letto ci fosse sua moglie. Silenziosa, lei resse il gioco durante l'amplesso col marito e trascorse la notte con lui. Al mattino, corse a raccontare tutto alla suocera.
Prima di abbandonare indignate la casa, le due donne accusarono la serva di furto, ritrovarono i cucchiai e lei fu arrestata. La prigionia della giovane durò circa sei mesi, quando il giorno del processo si scoprì che era incinta. Questo le permise di essere scagionata, complice anche la clemenza della padrona che, nel mentre, era diventata più indulgente: d’altronde, anche lei era incinta del marito, ancora ignaro di aver giaciuto con lei quella notte di sei mesi prima. Per questo, lui provò ad accusarla di tradimento, ma fallì, smentito. Per giunta, la madre morì lasciando tutto il patrimonio alla nuora, diseredandolo.
In povertà, si prese cura della nuova compagna e della figlia Anne, che crebbe robusta e vivace. Il padre volle fingere che fosse il figlio di un lontano parente e la crebbe vestendola e presentandola come un maschietto. La farsa non resse: ormai in disgrazia, l’ex avvocato decise di lasciare l’Irlanda e salpare per il Nuovo Mondo. Qui divenne proprietario terriero, con ottime rendite.
Nel frattempo, Anne era sempre più a suo agio nei panni maschili e a comportarsi come un ragazzino irruento. Nella Carolina del Sud, a Charleston, Anne iniziò a distinguersi come una ragazza ribelle e poco incline alle convenzioni sociali, che voleva scegliersi da sola i propri spasimanti, senza alcuna costrizione. Per questo, senza il consenso di suo padre, sposò in breve tempo James Bonny, un giovane marinaio, povero in canna. James mirava a prendersi una fetta del patrimonio terriero che la ragazza, prima o poi, avrebbe ereditato dal padre. Però l’uomo mise da parte l’amore per la figliola e la rinnegò, lasciandola senza eredità. I novelli sposi scapparono così a New Providence, nelle Bahamas, forse dopo aver incendiato le piantagioni paterne, tra il 1714 e il 1718.
James divenne un informatore del governo. Così, a New Providence, Anne decise di lasciarlo e iniziò a frequentare le taverne dove si riunivano i pirati. Proprio in una taverna conobbe John Rackam, meglio noto come Calico Jack, uno dei pirati più noti del tempo. Anne divenne la sua amante e si unì alla sua ciurma in abiti maschili, facendosi chiamare Adam Bonny, in grado di brandire spada e pistola con coraggio, ferocia e destrezza - doti che le permisero di farsi sempre più strada nel cuore di Calico Jack e di avere un forte ascendente sul pirata.
Calico Jack, nel frattempo, fu perdonato e assoldato per fronteggiare il nemico spagnolo - incarico che valse a lui e alla sua ciurma diverse ricompense pregiate e bottini che lui spendeva soprattutto per Anne Bonny. Lei, invece, propose a Calico Jack di usare il bottino per pagare suo marito e convincerlo a firmare i documenti del divorzio che gli avrebbe permesso di vagare per i sette mari in libertà. L’idea giunse però all’orecchio del Governatore che minacciò la coppia. Non si trattava di una opposizione al loro amore ma di un necessario contenimento politico: c’erano troppi pirati beneficiari di perdono e, per quanto il clima sembrasse sereno, tutti sapevano che le vecchie abitudini sono dure a morire. Troppa ricchezza nelle mani dei pirati li avrebbe resi troppo liberi e potenti.
Così, mentre Anne Bonny mentì al Governatore promettendo che si sarebbe ricongiunta al marito, lei e Calico Jack avevano architettato un piano, a cui serviva una nave per diventare realtà. Calico Jack, in quanto ex-pirata, non godeva della libertà di radunare una ciurma in mezzo al porto, davanti a tutti, e salpare. Inoltre, nel resoconto del capitano Johnson non si menziona una nave di sua proprietà ancorata a Providence. C’era solo un modo per ottenerla: rubarla.
Lui e Anne Bonny misero gli occhi su uno sloop pesante ma veloce. L’imbarcazione era di John Haman, residente su una piccola isola non lontano da Providence, abitata solo da lui e dalla sua famiglia. Haman era un corsaro che si procurava da vivere saccheggiando navi spagnole proprio con il suo sloop. Tutti lo sapevano e tutti lo temevano a Providence. Ma adesso era pronto a farla finita con la vita da corsaro: pensava di trasferirsi con la famiglia a Providence, lasciandosi alle spalle le insidie di quell’isola disabitata e difendere la moglie i figli.
Anne Bonny diede inizio al piano: cominciò a far visita allo sloop e ai pochi uomini che lo presidiavano, al porto, salendo a bordo con la scusa di avere degli affari da discutere col corsaro Haman, attenta a scegliere proprio i momenti in cui lui non c’era; studiava indisturbata ogni dettaglio tecnico della nave e i segreti dell’equipaggio. Con o senza travestimento, il piano ebbe successo: lei e la ciurma radunata nel mentre da Calico Jack erano pronti a prendere la nave. Come racconta il capitano Johnson, con una scialuppa, si avvicinarono silenziosi allo sloop ancorato non troppo lontano dalla riva e lo assaltarono, con Anne Bonny in testa, armata di pistola e spada. Se avessero spiegato le vele, avrebbero destato sospetti nelle guardie della costa. Issarono solo una piccola vela e si lasciarono cullare dalle onde. Fermati delle guardie, Calico Jack finse una scusa credibile: la fune dell’ancora si era spezzata e il rampino non bastava a trattenerli, quindi si sarebbero ancorati poco più distanti. Evitati i sospetti delle guardie e lontani ormai da altre navi, issarono le vele e presero il mare. Liberarono i due corsari prigionieri che non vollero unirsi alla loro ciurma e gli consegnarono un messaggio per Haman: gli avrebbero ridato lo sloop, al termine della loro missione.
Prima dovevano regolare i conti con un certo Richard Turnley, però. Tale Turnley che si era rifiutato di fare da testimone dello scritto che James Bonny avrebbe dovuto firmare per il divorzio da Anne. Non solo: aveva informato il Governatore delle intenzioni di Anne e Calico Jack. La coppia lo rintracciò su un’isola dove era scappato: scorsero la nave di Turnley e l’abbordarono senza spargimento di sangue. Gli uomini di Turnley si arresero subito. Anne e Calico derubarono la nave, strapparono le vele, mozzarono l’albero e la affondarono al largo. Turnley si trovava a terra a salare la carne dei maiali cacciati il giorno prima. Vide la scena da lontano e si nascose nel bosco per sfuggire alla furia di Anne, Calico Jack e i loro uomini che remarono verso terra con una scialuppa, per cercarlo. Le ricerche durarono poco: preferirono lasciarlo lì, portandosi via anche tre dei suoi uomini che vollero unirsi alla ciurma. Gli altri furono messi su una nave e mandati a riva con un messaggio per lui: se lo avessero trovato, l’avrebbero frustato a morte.
Il viaggio della coppia continuò e fu costellato di vittorie e saccheggi, diventando una piaga del Mar dei Caraibi e oltre. Anne era considerata la più coraggiosa e intraprendente della ciurma.
Un giorno, però, durante l’abbordaggio di una nave, Anne incontrò una donna che si sarebbe unita alla loro ciurma e con la quale avrebbe condiviso molte avventure: Mary Read.
Come Anne, anche Mary Read era cresciuta con l’abitudine di indossare abiti maschili. Sua madre la vestiva da maschio per nascondere la morte di un fratello e poter percepire così un’eredità. Inglese di origine, Mary ha anche combattuto nell’esercito britannico.
Smise gli abiti da uomo solo quando si innamorò di un tale che, però, morì ben presto. Da quel momento tornò a vestirsi da uomo e si imbarcò per l’America. Fu quella la nave che Anne Bonny e Calico Jack abbordarono. Mary Read decise allora di unirsi all’equipaggio e iniziare così la sua carriera da pirata nel Mar dei Caraibi.
L’identità delle due donne era nota alla ciurma: a bordo Anne e Mary indossavano abiti femminili, ma passavano a quelli maschili in occasione di battaglie e abbordaggi. Questo fu confermato anche da Dorothy Thomas, fatta prigioniera per tanto tempo dall'equipaggio di Calico Jack. Le due erano sempre vestite da uomini e brandivano armi come facevano tutti i loro compagni, se non con maggiore spietatezza. Dorothy, però, capì subito il travestimento dalla grandezza dei loro seni. Il travestimento fu confermato anche da altri prigionieri. Sulla stessa linea, anche le deposizioni di altri testimoni dei loro crimini, raccolte in The Tryals of Captain John Rackam and other Pirates, del 1721.
La carriera di Calico Jack, Anne e Mary fu di breve durata.
Al termine della Guerra di Secessione Spagnola, dopo il 1714, le potenze europee si impegnarono a combattere la pirateria nei Caraibi. Dopo la sconfitta di Edward Teach detto “Barbanera” nel 1718, terrore dei Caraibi per quasi due anni, nel 1720 fu la volta di Calico Jack. L’ufficiale Jonathan Barnet riuscì nell’impresa per volere del governatore della Jamaica (allora, colonia inglese), il 31 ottobre 1720.
I racconti rivelano che Anne e Mary rimasero sui ponti a combattere fino all’ultimo e che, in prigione, più tardi, Anne rinfacciò al compagno di essere fuggito sotto coperta. Calico Jack e i suoi pirati furono giudicati colpevoli e la maggior parte di loro fu impiccata il 18 novembre 1720. Anne e Mary, però, scamparono all'esecuzione dicendo di essere incinta. Nonostante ciò, stando ad alcune fonti, Mary è morta in prigione per le conseguenze del parto. Anne è sopravvissuta ma di lei non si sa nulla con certezza. Non aspettava alcun bambino, secondo alcuni restò in prigione ma non fu messa a morte. Secondo altri, tornò in Carolina del Sud e morì lì. Il suo epilogo resta avvolto nel mistero.
Donne ribelli e anticonformiste, Anne Bonny e Mary Read entrarono presto nella leggenda insieme ai dettagli della loro presunta relazione. Il mito e il fascino delle due condottiere ha continuato a diffondersi nei secoli successivi e perdura tuttora, tanto che in tempi recenti, Anne e Mary sono state muse ispiratrici di diverse opere artistiche e mediatiche.
La pirateria, specie quella femminile, è divenuta una fonte inesauribile di ispirazione per l'industria dell'intrattenimento, contribuendo a plasmare l'immaginario collettivo attraverso una varietà di rappresentazioni nei media.
La cinematografia, ad esempio, ha giocato un ruolo fondamentale nella rappresentazione della pirateria, spingendosi ben oltre la realtà storica. Film come Pirati dei Caraibi hanno trasposto sul grande schermo le gesta e le avventure dei pirati, senza dimenticare di inglobare personaggi femminili, plasmati (anche) dal mito di figure come Anne Bonny e Mary Read.
Sul fronte televisivo, serie come Black Sails o il più recente live action di One Piece hanno contribuito a questa riscrittura della narrazione maschile delle scorribande per i sette mari). Queste opere offrono un ritratto più maturo e sfaccettato delle figure femminili nella pirateria, andando oltre gli stereotipi superficiali. In Black Sails, Anne Bonny è interpretata dall’attrice britannica Clara Paget, mentre nel manga e nell’anime di One Piece, da cui il live action è tratto, troviamo il personaggio di Jewelry Bonney, ispirato proprio a Anne Bonny anche nella somiglianza dei cognomi.
Sempre per restare in tema fittizio, Anne Bonny è presente insieme a Calico Jack e Mary Read anche nel videogioco Assassin's Creed IV: Black Flag oltre che nel videogioco del 2016 Uncharted 4: Fine di un ladro, in cui il suo mito ascende a leggenda, quando viene citata per essere scampata alla sua uccisione e aver fondato una leggendaria colonia utopica di pirati. La troviamo anche in compagnia di Mary Read nel film d'animazione Detective Conan - L'isola mortale uscito nel 2007, per quanto in quest’ultimo caso si riportino episodi non pienamente fedeli alla vita delle due donne pirata.
Di per sé, la rappresentazione della pirateria nei media ha subito un'evoluzione significativa nel corso degli anni. Che si tratti di eroine romantiche o di figure più complesse e realistiche, Anne Bonny ha rappresentato per tutte un punto di partenza per una riflessione più profonda sul ruolo delle donne nella storia della pirateria e, per traslato, nella Storia in genere.
Charles Johnson, A General History of the Pyrates, 1724
The Tryals of Captain John Rackam and other Pirates, 1721
Teuta, su wikipedia.org (data di ultima consultazione: 06/04/2026)
Ching Shih, su wikipedia.org (data di ultima consultazione: 06/04/2026)
La storia di due piratesse. Chi erano Anne Bonny e Mary Read, su geopop.it (data di ultima consultazione: 06/04/2026)
Anne Bonny and Mary Read: the deadly female pirate duo, su historyextra.com (data di ultima consultazione: 06/04/2026)
Foto 1 da lavocedimaruggio.it (data di ultima consultazione: 06/04/2026)
Foto 2 da worldhistory.org (data di ultima consultazione: 06/04/2026)
Foto 3 da meisterdrucke.com (data di ultima consultazione: 06/04/2026)
Foto 4 da lorenzomanara.it (data di ultima consultazione: 06/04/2026)
Foto 5 da www.alamy.it (data di ultima consultazione: 06/04/2026)
Foto 6 da black-sails.fandom.com (data di ultima consultazione: 06/04/2026)