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“Time remembered”: La concezione musicale e il pensiero improvvisativo di Bill Evans

26MAR 2019

/ La Soffitta

dalle 10:00 alle 20:00 - Palazzo Marescotti - Via Barberia 4, Bologna (Aula Marescotti)

Giornata di studi internazionale

partecipano Vincenzo Caporaletti (Macerata), Paolo Cecchi (Bologna), Laurent Cugny (Parigi), Ludovic Florin (Toulouse), Marco Mangani (Ferrara), EnricoPieranunzi (Roma), Pascal Wetzel (Parigi)

in collaborazione con
Associazione culturale «Il Saggiatore musicale»
e con
Centre de Recherche International sur le Jazz et les Musiques Audiotactiles - (IReMus) dell’Università La Sorbona di Parigi

a seguire, ore 19
Concerto per Bill Evans, Enrico Pieranunzi, pianoforte
INGRESSO LIBERO

 

Bill Evans (1929-1980) va senza dubbio considerato – con Bud Powell e Thelonious Monk – il più importante pianista del jazz moderno, che ebbe origine all’inizio degli anni Quaranta con il movimento del Be-bop. Evans fu artista dotato di una grande varietà, fantasia e rigore improvvisativi, e perseguì sempre con indefettibile coerenza i propri personalissimi intendimenti estetici. Per oltre un trentennio seppe innestare nel lessico del jazz nuove soluzioni soprattutto armonico-melodiche, ampliando gli orizzonti del rapporto tra armonia e decorso lineare dell’improvvisazione, grazie anche alla capacità di utilizzare alcune conquiste dell’armonia della musica colta europea realizzate da compositori come Skrjabin, Ravel, Debussy e Rachmaninoff. Bill Evans elaborò un lessico pianistico ed una concezione improvvisativa che  ebbero un’influenza determinante, o comunque significativa, su gran parte dei pianisti attivi a partire dagli anni Sessanta.

La giornata di studi, che vedrà la partecipazione di studiosi italiani e francesi, sarà dedicata all’indagine della personalità artistica e del linguaggio di Evans. Dalla ricostruzione di taluni aspetti dei suoi anni di formazione, all’analisi dei suoi importanti apporti in ambito compositivo, dalla sua reinvenzione degli standard songs del repertorio di Broadway, all’analisi dell’architettura e della coerenza formale dei suoi soli. La giornata di studi si concluderà con una tavola rotonda dedicata alla trascrizione di molte improvvisazioni pianistiche di Evans tratte dalle sue incisioni discografiche, e all’utilizzo di tali trascrizioni sia per lo studio analitico del suo stile improvvisativo, che a fini specificamente didattici.

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