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Quartetto d’archi Prometeo: Le quattro vie del melos

17APR 2019

/ La Soffitta

dalle 21:00 alle 22:00 - DAMSLab/Auditorium (piazzetta P. P. Pasolini 5b, Bologna)

LE QUATTRO VIE DEL MELOS

Quartetto d’archi Prometeo
Giulio Rovighi, Aldo Campagnari, violini
Danusha Waskiewicz, viola
Francesco Dillon, violoncello
musiche di Alban Berg, György Kurtág, Franz Schubert

In collaborazione con
Associazione culturale «Il Saggiatore musicale»

Ingresso gratuito con ritiro di coupon dalle ore 20

 

Con il Quartetto per archi op. 3, composto nel 1910, Alban Berg licenziò quella che va considerata – assieme alla coeva Sonata per pianoforte op. 1 – la sua prima opera del tutto matura ed originale. Concepito in soli due movimenti, il quartetto venne composto secondo i canoni della libera atonalità schönberghiana, e, come scrisse Theodor Wiesengrund Adorno, che di Berg fu allievo come compositore: «nel Quartetto, almeno nel secondo tempo, non ci sono più “temi” nella vecchia accezione statica del termine. Il continuo passaggio e interconnessione tra le singole unità melodiche le schiude a ciò che precede e a ciò che segue, le mantiene nel flusso incessante delle varianti, la fa sottomettere al primato del tutto. Le idee tematiche si contraggono: si riducono a minime unità motiviche». I 12 Microludes per quartetto d’archi di György Kurtág, composte nel 1977, costituiscono un insieme coeso e coerente di brevissime composizioni a carattere aforistico, che paiono far coesistere taluni aspetti dell’“inaudità brevità” di molte opere di Anton Webern con l’intensità costruttiva ed espressiva di taluni brevi passaggi dei quartetti bartokiani, con esiti di originalissima e disadorna compiutezza. Ultimo dei quindici quartetti per archi scritti da Franz Schubert, quello in Sol minore è anche il più lungo e formalmente dilatato. Composto nel 1826, il lavoro ben rappresenta – assieme alle ultime tre sonate per pianoforte e al quintetto per archi in do minore – alcune delle caratteristiche salienti del postremo stile cameristico di Schubert: la dilatazione formale, una più ardita concezione dei poli tonali e delle modalità di transizione tra le diverse aree armoniche, la tendenza ad un uso radicale dell’alternanza tra i modi maggiore e minore, il ricorso al rapporto tonica-mediante nell’impalcatura tonale, la variatissima e insistente metamorfosi tematica.

Il Quartetto Prometeo ha suonato in molte delle più prestigiose istituzioni e festival concertistici europei quali il Concertgebouw di Amsterdam, il Musikverein a Vienna, la Wigmore Hall di Londra, l’Aldeburgh Festival, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, la Società del Quartetto di Milano, gli Amici della Musica di Firenze. Collabora con interpreti come Mario Brunello, David Geringas, Veronika Hagen, Alexander Lonquich, Enrico Pace, Enrico Bronzi, Lilya Zilberstein, e con alcuni importanti compositori contemporanei, in particolare Salvatore Sciarrino, Ivan Fedele e Stefano Gervasoni. Il quartetto ha al suo attivo una serie di incisioni discografiche con le etichette ECM, Sony e Brilliant. Dal 2013 è “quartetto in residence” all’Accademia Chigiana di Siena in collaborazione con la classe di composizione di Salvatore Sciarrino.

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