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Incontro con Lucia Calamaro

16APR 2019

/ La Soffitta

dalle 16:00 alle 20:00 - DamsLab/Teatro (piazzetta P. P. Pasolini 5b, Bologna)

Incontro con Lucia Calamaro, con la presentazione della raccolta La vita ferma. L’origine del mondo (Einaudi, 2018) e degli Atti del Convegno Il teatro di Lucia Calamaro: un infinito interiore

a cura di Gerardo Guccini
In collaborazione con ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione

 

ore 16 | DAMSLab/Teatro
INCONTRO CON LUCIA CALAMARO
Con la presentazione della raccolta La vita ferma. L’origine del mondo (Einaudi, 2018) e degli Atti del Convegno Il teatro di Lucia Calamaro: un infinito interiore (Università di Montpellier, 22 novembre 2017), in “Prove di Drammaturgia” (nn. 1-2/2018)
saranno presenti Claudio Longhi (Direttore di ERT) e i curatori del convegno
conduce l’incontro Gerardo Guccini

ore 19 | DAMSLab/Teatro
LA VITA IN PROSA
Conversazione/lettura di Lucia Calamaro
brani da Diario del tempo e Autobiografia della vergogna. Magik montati e rivisti dall’autrice
Spesso i personaggi di Lucia Calamaro hanno i nomi degli attori che li fanno esistere in scena: Silvio (Orlando), Daria (De Florian), Alice (Redini), Riccardo (Goretti)... Qui, le voci scritte dei personaggi ritornano nella voce di Lucia Calamaro individuando nella drammaturga il protagonista dilatato dell’opera drammatica.

INGRESSO LIBERO

 

La drammaturga, regista e attrice Lucia Calamaro è una apparizione lungamente attesa. La sua opera dipana, infatti, presenze e vite che coniugano aspetti restati a lungo disgiunti e come sospettosi l’uno dell’altro: il teatro e lo sguardo tragico sulla vita. Nel teatro di Lucia Calamaro, il mandato espressivo del dramma – che parla di esistenze, linguaggi, destini – è stato raccolto dalle voci dei personaggi. Le voci parlano a chi le scrive e, venendo riportate sulla carta, si dispongono ad essere di nuovo, attraverso l’attore, espressioni di persone presenti. Le voci di Lucia Calamaro manifestano individui vissuti, ricordati, perduti, immaginati. Individui che, per esistere, non hanno bisogno a priori di una storia, di una sceneggiatura, di un ambiente e di un tempo diegetico, perché tutto procede da loro a cominciare dalla dimensione temporale, che non si accorda a modelli prefissati e rigidi ma alle particolari nature dei parlanti.
La morte e il lutto ricorrono nelle drammaturgie di Lucia Calamaro, tuttavia l’ironia, ancor più del lamento oppure dell’autoanalisi, caratterizza le sue voci bizzose e refrattarie a seppellirsi in un sentimento, in una riflessione, in un’espressività a senso unico. Sono, queste sue voci, continuamente consapevoli del fatto che la vita transitoria d’ogni momento è un rigoglioso e beffardo antidoto alla tragicità dei destini, che pure la inglobano (senza però domarla). Il progetto che ERT e il Centro La Soffitta dedicano a Lucia Calamaro affianca alla rappresentazione di Si nota all’imbrunire due momenti rispettivamente dedicati all’approfondimento di questo teatro rappresentativo come pochi altri dell’odierna vitalità del tragico, e alla simbiosi fra scrittura, drammaturgia e vissuto, che lo anima dall’interno. Si tratta della presentazione delle più recenti pubblicazioni dedicate all’opera di Lucia Calamaro e della conversazione-lettura La vita in prosa condotta dalla stessa drammaturga.

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