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Come un suono di natura

06MAG2020

/ La Soffitta

dalle 21:00 alle 22:30 - DAMSLab/Auditorium (piazzetta P. P. Pasolini 5b, Bologna)

COME UN SUONO DI NATURA

Francesco Manara, violino; Oliver Kern, pianoforte

Concerto
a cura di Paolo Cecchi e Carla Cuomo

In collaborazione con
Associazione culturale «Il Saggiatore musicale»


Due Fantasie per violino e pianoforte, quella in do maggiore op. 159 di Schubert (1827) e l’op. 47 di Schönberg (1949), in ambo le quali il violino primeggia, di carattere virtuosistico ed espansività melodica la prima, di asciutta costruzione in stile dodecafonico la seconda, incorniciano una serie di brani solo pianistici all’insegna dello stesso Schubert e della trascrizione. Ai "Six Moment musicaux "(1823-1828) che appartengono alla fase più matura del compositore viennese, “fogli d’album” in apparenza indipendenti gli uni dagli altri e invero uniti da una certa coerenza tonale, seguono le "Cinque variazioni sopra un tema di Franz Schubert" scritte dal ventunenne Lachenmann (1956), il quale rielabora il Valzer in do diesis minore D 643 di Schubert spogliandolo della connotazione storica e lavorando sui suoni e sulle loro relazioni in un gioco dialettico con la tradizione. Le trascrizioni dei Lieder "Gretchen am Spinnrade" (1814) e "Erlkönig" (1815) di Liszt (1838), gemme preziose della sua produzione, come il "Liebesleid" del violinista Fritz Kreisler trascritto da Rachmaninov, si distinguono per la bellezza melodica e la scintillante strumentazione pianistica.

Francesco Manara ha studiato a Torino e si è perfezionato come solista con F. Gulli e S. Gheorghiu, nonché con H. Krebbers ad Amsterdam, e in formazione di duo violino e pianoforte sempre con F. Gulli e la pianista E. Cavallo, ma anche con P. Amoyal e A. Weissenberg.
Premiato in numerosi concorsi internazionali, fra i quali qui si menzionano solo lo “Stradivari” di Cremona, l’“ARD” di Monaco, il “Tchaikovsky” di Mosca e il “Paganini” di Genova, ha intrapreso una brillante carriera solistica suonando con un centinaio di orchestre come l’Orchestra della Suisse Romande, la Bayrische Runfunk di Monaco, la Wiener Kammerorchester, la Royal Philarmonic Orchestra, la Tokyo Symphony, la Sinfonica Nazionale della RAI e, in più occasioni, la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Muti.
È primo violino dell’Orchestra della Scala ed è docente nell’Accademia dello stesso Teatro, ma anche nella Manhattan School di New York.

Oliver Kern ha studiato a Stoccarda e si è perfezionato con R. Buchbinder alla Musik Akademie di Basilea e con Karl-Heinz Kämmerling al Mozarteum di Salisburgo.
Pluripremiato in diversi concorsi pianistici internazionali, s’impone all’attenzione della critica vincendo i due prestigiosi concorsi internazionali: ARD di Monaco 1999, Beethoven di Vienna 2001. Apprezzato interprete di Beethoven e Brahms, la critica gli riconosce il merito di un virtuosismo tecnico mai fine a sé stesso, e la maestrìa di un fine cesellatore. Ha suonato in importanti Festivals e sale concertistiche in America, Asia ed Europa.
Ha suonato con orchestre famose quali: New Japan Philharmonic Orchestra, China National Symphony Orchestra, Radiosinfonieorchestre di Berlino, di Monaco, di Hannover e di Vienna, dirette dai Maestri Dennis Russell Davies, Michael Stern, Lü Jia.

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