Indaga i fattori psicologici, come benessere psicologico, distress, stili alimentari disfunzionali, che moderano la relazione tra un'intenzione ed un’azione concreta in ambito di comportamenti alimentari sostenibili.
IMPATTO DEL PROGETTO
I risultati ottenuti da 223 partecipanti adulti provenienti dalla popolazione generale hanno rivelato che fattori socio-emotivi come il valore emotivo associato alle scelte alimentari, il senso di obbligo e le norme sociali predicono in modo significativo le intenzioni di alimentazione sostenibile. In particolare, l’external eating (mangiare in risposta a stimoli esterni) e la dimensione autonomia del benessere psicologico (dipendenza dal giudizio altrui e dalla pressione sociale) sono emersi come importanti moderatori psicologici: gli individui con livelli più bassi di external eating o autonomia hanno mostrato un legame più forte tra intenzione e comportamento.
I risultati di questo progetto aprono interessanti opportunità per le campagne di salute pubblica. Offrono indicazioni pratiche per progettare interventi più efficaci, concentrandosi sul valore emotivo attribuito al cibo, sul senso di obbligo morale e sull’influenza delle norme sociali. Le future iniziative di sensibilizzazione dovrebbero quindi mirare a promuovere connessioni emotive positive con un’alimentazione sana e sostenibile, rafforzando al contempo il senso di responsabilità condivisa.
Inoltre, il riconoscimento del ruolo di external eating e autonomia come moderatori psicologici consente di sviluppare strategie mirate per aiutare le persone a superare queste sfide specifiche, ad esempio attraverso interventi volti a formare consumatori consapevoli mediante strumenti pratici—come app che guidano verso scelte ecologiche—per permettere loro di tradurre meglio le buone intenzioni in comportamenti coerenti.