The Power City: Cyborg Dystopia

Mostra personale dell’artista Marco Bolognesi

  • Data:

    06 MAGGIO
    -
    29 MAGGIO 2026
     dalle 18:00 alle 19:00
  • Luogo: DAMSLab/ Hall (Piazzetta P.P. Pasolini 5b, Bologna)

  • Tipo: Mostra

  • Tema: Soffitta - Bologna crocevia delle culture

Organizzato da: Giacomo Manzoli e Francesco Spampinato (Dipartimento delle Arti - Università di Bologna)

 

Dal 6 al 29 maggio, nella Hall del DAMSLab (piazzetta Pasolini 5/B), sarà ospitata "The Power City: Cyborg Dystopia”, mostra personale dell’artista e regista Marco Bolognesi, con la curatela di Giacomo Manzoli e Francesco Spampinato, nell’ambito della programmazione culturale de “La Soffitta 2026 - Bologna crocevia di culture” dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

L’inaugurazione è prevista per mercoledì 6 maggio alle ore 18.00 alla presenza di Bolognesi; a seguire alle 19.00, nell’auditorium del DAMSLab, la proiezione di “The Truth on Sendai City” il suo primo lungometraggio, a cui seguirà una discussione tra l'artista Marco Bolognesi, Roberto Chiesi della Cineteca, e i curatori Giacomo Manzoli e Francesco Spampinato.

L’opera di Marco Bolognesi (Bologna, 1974) si configura come un universo ibrido in cui arti visive, cinema e immaginario fantascientifico convergono in modo organico. Al centro della mostra – la prima personale in uno spazio istituzionale della sua città – si colloca un’installazione interattiva: una maquette (plastico) di città futuribile realizzata con materiali di riciclo, concepita al tempo stesso come scultura ambientale e come set per i suoi film di animazione. Grazie a un sistema integrato di realtà aumentata, il visitatore può attivare e animare la città, trasformandola in uno spazio narrativo dinamico e immersivo.

Accanto a questo nucleo, una serie di modelli di astronavi amplia l’orizzonte della metropoli verso dimensioni cosmiche, evocando l’immaginario della fantascienza cinematografica, del fumetto e del videogioco con atteggiamento esplicitamente citazionista. Il lavoro di Bolognesi si distingue, però, anche per una marcata componente espressionista, che prende forma a partire da disegni istintivi e di natura primitiva. In particolare, gli studi dedicati a cyborg e mutanti, una selezione dei quali è presentata in mostra, esplorano il corpo come territorio ibrido, sospeso tra organico e tecnologico.

Il percorso espositivo si completa con una selezione di cortometraggi che restituiscono la dimensione processuale della pratica dell’artista, mostrando come materia e immaginazione si intreccino nella costruzione di un universo visivo coerente e stratificato. Attraverso il linguaggio dell’animazione, la città e i suoi elementi si animano, rivelando nuove possibilità narrative e ampliando l’esperienza dello spettatore. Ne emerge una visione del futuro sospesa tra distopia e possibilità creativa, perturbante ma rivelatrice per affrontare i conflitti e le complessità del nostro presente.

Il progetto espositivo rientra nel programma “Bologna crocevia di culture” del Centro La Soffitta del Dipartimento delle Arti, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.