La conferenza è parte della rassegna i Mercoledì di S. Cristina. Incontri con l'arte 2026
Data: 25 MARZO 2026 dalle 17:00 alle 19:00
Luogo: Aula Magna di S. Cristina (Piazzetta G. Morandi 2 - Bologna)
Tipo: Conferenza
Tema: DAMSLab
Il cardinale don Gil Álvarez de Albornoz, legato pontificio e principale artefice del recupero dello Stato della Chiesa nella seconda metà del XIV secolo, dispose nel suo testamento, redatto ad Ancona nel 1364, dei beni necessari per fondare nella città di Bologna una domus hispanica. Costruito tra il 1365 e il 1367 secondo le disposizioni dello stesso prelato e sotto la supervisione dell’architetto Matteo Gattapone da Gubbio, il Collegio di Spagna presenta un’architettura di carattere singolare, i cui modelli vanno ricercati nel sud della Francia, oltre a risultare innovativa, poiché avviò un percorso orientato verso le nuove premesse del Rinascimento.
Sin dall’inizio, in conformità con la volontà del cardinale, il centro si configurò come un punto di riferimento culturale e artistico per la città, non solo nell’ambito architettonico, ma anche in quello decorativo. In tal senso, nel corso dei suoi oltre seicentocinquant’anni di storia, il Collegio di Spagna ha progressivamente accresciuto il proprio patrimonio artistico.
In questa conferenza viene proposto un percorso generale di alcuni dei complessi più rilevanti. All’interno della chiesa situata nel Collegio si conservano, in tal senso, gli importanti affreschi del pittore e miniatore bolognese Andrea de’ Bartoli, autore anche degli affreschi della cappella di Santa Caterina nella chiesa di San Francesco d’Assisi, dove Gil de Albornoz fu inizialmente sepolto.
A questi si devono aggiungere importanti cicli di affreschi. Nella stessa chiesa quelli di Camillo Procaccini, purtroppo scomparsi. Si ricordano inoltre i rilevanti affreschi del Cinquecento, probabilmente opera di Tommaso Laureti, che decorano i saloni principali del piano nobile.
Così come i complessi pittorici di diverse epoche e di vari autori, tra i quali Lippo di Dalmasio, Marco Zoppo, Lorenzo Sabatini, Bartolomeo Passerotti, Giuseppe Maria Crespi, Giacomo Bolognini, Joaquín Ynza, ecc., attraversando le riforme barocche dei secoli XVII e XVIII.
Fino a giungere all’ultima e più ambiziosa campagna di interventi, riparazioni, riforme, ricostruzioni, restauri e decorazioni che interessarono simultaneamente molteplici ambiti del Collegio, realizzata dal rettore Manuel Carrasco nel primo terzo del XX secolo. Tra questi spiccano la decorazione murale della galleria superiore del cortile e la costruzione della Casa di Cervantes.
Infine si farà riferimento agli ultimi interventi, restauri e ritrovamenti realizzati dal rettore José Guillermo García Valdecasas già nel XXI secolo, che sono stati insigniti del premio Europa Nostra.
Il Ciclo mira a un confronto sempre stimolante e propositivo attraverso il quale la sezione Arti Visive e Moda del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna si apre alla Città su temi della storia dell’arte nelle sue più diverse manifestazioni e metodologie.
L’intento è mostrare la vitalità e la ricchezza di prospettive con le quali sono oggi praticati la ricerca e l’insegnamento delle discipline storico-artistiche.