Intervista a Luca Bersaglia

Conosciamo Luca Bersaglia, Programming Director di Disney+ e Alumnus dell’Università di Bologna. Luca ci ha raccontato del suo percorso formativo e della sua carriera professionale.

Il tuo percorso professionale al momento ti ha portato a lavorare per Disney+ Italia. Di cosa ti occupi di preciso?

Il mio lavoro mi vede sostanzialmente impegnato su tre aree: il content planning, ossia l’organizzazione e la pianificazione di tutti i contenuti presenti sulla piattaforma; content acquisitions, cioè dell’acquisto di licenze della selezione di prodotti di proprietà di altri editori attraverso i quali andiamo a colmare eventuali gap di contenuto su alcuni target specifici; infine, di content merchandising, la strutturazione di come la piattaforma appare all’abbonato. Ciò comporta una serie di analisi di dati e ragionamenti editoriali che hanno come obiettivo ultimo quello di migliorare l’esperienza dell’abbonato e favorire la scoperta di contenuto potenzialmente interessante.

Potresti spiegarci come sei arrivato a questo ruolo di valore?

Il mio è un percorso ormai lungo e variegato che mi ha portato ad esplorare tutte le aree del settore televisivo. Mi sono laureato in Economia nel 2001 con il professor Carlo Boschetti, il mio docente di Strategie d’Impresa, una persona alla quale devo tantissimo. Nella mia testa c’era già la voglia di lavorare in questo settore e ho colto l’occasione della tesi per fare la sua conoscenza, dedicando il mio lavoro a un tema molto innovativo per l’epoca: le strategie di internazionalizzazione di MTV. Dopo la laurea mi sono trasferito a Milano per frequentare il Master in Marketing e Comunicazione di Publitalia 80. Successivamente ho iniziato un viaggio fatto di tanti step con l’obiettivo di rendere la mia esperienza la più completa possibile in un settore in costante evoluzione.

Come sei passato poi a lavorare sui contenuti? 

La prima esperienza è stata in un centro media, un’esperienza per me essenziale perché ho avuto la possibilità di prendere confidenza con le metriche che definiscono il business televisivo. Successivamente sono passato a lavorare per Magnolia, una casa di produzione indipendente fondata da Giorgio Gori, una delle figure più importanti della televisione italiana, ex direttore di Canale 5 e Italia 1. Con una squadra di giovani professionisti e Gori e le sue socie Francesca Canetta e Ilaria Dallatana come guide abbiamo fatto crescere tantissimo l’azienda in tempi rapidissimi. Il bello di lavorare in quella che nel 2005 era poco più di una start up è stata la possibilità di poter fare conoscenza diretta conoscenza di tutti i diversi anelli che compongono la filiera di un programma televisivo, dallo studio delle performance di un programma televisivo all’estero, all’acquisizione dei diritti per il suo adattamento locale, fino alla post analisi delle performance. Inoltre, grazie alla mia esperienza in Magnolia ho potuto studiare a fondo il mercato globale dei contenuti e fare le mie prime esperienze all’estero, nello specifico in Francia e Spagna, Paesi dove nel frattempo l’azienda si era espansa.

Dopo Magnolia, il lancio del format di MasterChef e XFactor in Italia sei passato in Mediaset. Quali differenze hai riscontrato?

Sono entrato in Mediaset nel 2010 e ritengo quel cambiamento uno snodo fondamentale del mio percorso di carriera. Per la prima volta, infatti, ho potuto fare esperienza in un grande broadcaster e passare dalla piccola azienda alle dinamiche della grande azienda molto strutturata. Per due anni e mezzo ho lavorato nel Marketing Strategico riportando a Laura Casarotto (attuale direttrice di Italia Uno) in un momento di transizione fondamentale per tutti gli editori televisivi: quelli erano gli anni del passaggio al Digitale Terrestre con la conseguente nascita della multicanalità e col conseguente cambiamento di tutte le strategie di gestione del contenuto. Quando, però, a metà del 2012 si è presentata la possibilità di lavorare sui palinsesti di canali, uno dei miei sogni fin da ragazzino, ho deciso di accettare la proposta di Discovery, una realtà che in quegli anni era in grande crescita avendo saputo cogliere come nessun altro le opportunità date dalla nuova tecnologia digitale.

Quanto ha contributo la tua tesi di laurea dedicata su MTV per dare il via il tuo percorso formativo?

La tesi è stata fondamentale nello sviluppo della mia carriera e ha inciso tantissimo. Grazie al corso del Professor Boschetti ho avuto modo di comprendere il fascino della Strategia d’Impresa, le complesse dinamiche e valutazioni che stanno dietro ad ogni decisione strategica. Durante la tesi ho avuto la possibilità di utilizzare gli strumenti forniti dal corso per comprendere meglio il settore nel quale aspiravo a lavorare. Credo che la mia tesi mi abbia aiutato tantissimo a trovare la conferma dell’autenticità della mia passione per questo settore e la voglia di “provarci” davvero una volta laureato.

Sei soddisfatto del percorso che hai costruito?

Mi ritengo molto fortunato per due motivi. Da un lato perché svolgo il lavoro che sognavo di fare quando avevo 19 anni; dall’altro perché ho avuto la possibilità di costruirmi un percorso completo vedendo tutte le principali aree del settore.

Oltre alla tua esperienza come professionista sei anche docente al GIOCA- Innovation and Organization of Culture and the Arts di Bologna?

Sono Visiting Professor dal 2008 e trovo che l’Università di Bologna sia cresciuta tantissimo in questi anni. In particolare, la facoltà di Economia oggi è in grado di formare studenti con un livello di preparazione e conoscenza in linea con le Università Europee più importanti. Chi esce oggi da Economia – e lo dico alla luce della mia doppia veste di docente e dirigente d’azienda è molto preparato e consapevole di quanto non lo fossi io 20 anni fa.

Quanto è importante per te il networking? Hai avuto qualche punto di riferimento?

Ne ho avuti diversi in realtà. In particolare il Professor Ferriani e il Professor Boschetti, che non smetterò mai di ringraziare e con i quali ho un rapporto di scambio regolare e cerco di non disperdere il nostro legame. Avendo mantenuto un piede all’interno del mondo accademico mi pare opportuno citare i colleghi del GIOCA che tutt’ora mi permettono di imparare tantissimo. Insieme al network universitario sicuramente importante il network lavorativo. Costruire e mantenere i rapporti con le persone delle aziende partner con cui ho collaborato (clienti e fornitori) e con i colleghi delle aziende per cui ho lavorato in passato ha rappresentato e rappresenta un elemento fondamentale di arricchimento, in termini di confronto e scambio.

Intervista effettuata il 3/3/2022 - Associazione Almae Matris Alumni