Progetto

Fotografia femminista italiana

Il progetto PRIN Fotografia femminista italiana punta a colmare una lacuna interna alla storiografia italiana, in cui, lo spazio dedicato alle fotografe donne, risulta ancora molto esiguo. Nonostante già dal 1839 molte donne scelsero la fotografia come proprio campo professionale ed estetico, la riscoperta di figure femminili in questo settore è un fenomeno recente. In Italia, ad esempio, inizia a comparire un numero rilevante di studi specialistici solamente a partire dalla metà degli anni Novanta. Tutt’oggi, però, continua a mancare uno studio a più ampio raggio, che analizzi la situazione italiana nel suo complesso, ossia dalle prime esperienze ottocentesche fino agli anni Ottanta del Novecento, e che, soprattutto, implichi una rilettura in una prospettiva di genere. 

Il progetto cercherà di ricostruire organicamente il contributo femminista delle donne nella storia della fotografia italiana. Si partirà dallo studio delle politiche culturali, sia pubbliche sia private, dalla circolazione delle loro immagini su riviste e periodici di settore, dalla ricezione critica del loro lavoro grazie ai saggi pubblicati nei cataloghi di mostre e rassegne. Questa ricostruzione si basa sul principio che esiste, ed è esistita, una fotografia femminista impegnata e storicamente definita, a cui si affianca, parallelamente, un settore della fotografia meno studiato e valorizzato. Si tratta della fotografia generata da donne non esplicitamente dichiarate femministe e che non presero parte alle azioni militanti, ma che comunque si fecero, con la loro fotografia, portatrici di istanze ed esigenze definibili come femministe. 

L'intenzionalità del progetto è quella di mettere in luce una prassi femminista, intesa in senso concettuale e teorico, indagando sulle relazioni tra donne e fotografia specialmente alla luce dei cambiamenti storici, ma anche estetici, che hanno segnato la storia italiana, individuando nel suffragismo, nel ventennio fascista, nel dopoguerra e nella nascita dei movimenti femministi (anni Sessanta/Settanta) momenti nevralgici per comprendere le trasformazioni avvenute nella pratica e nel linguaggio delle fotografe. Lo scopo della ricerca è infatti quello di rileggere la storia della fotografia interpellando le fonti con uno sguardo diverso e a partire da quesiti nuovi che presuppongano un’ottica di genere. Quest’ultima permette di comprendere, per via comparativa, quali siano i modelli e i paradigmi fotografici dominanti e capire se e in quale modo le donne li facciano propri o li rigettino. 

Affinché la ricerca possa avere un impatto sociale e culturale non unicamente rivolto agli studiosi, diventando quindi patrimonio e conoscenza della collettività, alla classica fase di ricerca in archivio, susseguirà una fase coordinata dalla componente delle Information Technologies afferenti al VARLab dell’Università di Bologna. Questa prevederà l’implementazione di una repository per i materiali frutto della ricerca, valorizzati poi in un research web interface (Italian Feminist Photographers Archive), e la sperimentazione di tecnologie webXR in grado di ricreare, e rendere fruibili, spazi interattivi in cui gli eventi, le mostre e le vicende legate alla fotografia femminista in Italia, possano essere ricostruiti e vissuti virtualmente accompagnando l’utente a comprenderne il contesto storico, sociale e culturale, accrescendo la coscienza e la conoscenza collettive delle gender issues con una prospettiva di impatto economico e politico sulla società contemporanea.

Il progetto è legato all’attività di ricerca del gruppo FAF-Fotografia Arte Femminismo 

Unità di ricerca | Università di Bologna

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Unità di ricerca | Università di Parma

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Unità di ricerca | La Sapienza Università di Roma

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