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Metodologie per la ricerca

In questa pagina potete trovare gli strumenti principali e i metodi adottati per la conduzione delle nostre ricerche.

Per avere maggiori informazioni sui singoli progetti cliccate sul titolo. 

Immagine: un dialogo tra antropologia e design.  Milano. Foto di Germana De Michelis

Ricerca-azione

un approccio trasformativo

 

Il termine ricerca-azione rimanda ad una pratica di ricerca mirata a produrre delle trasformazioni nel contesto indagato e, nello stesso tempo, a mettere in moto un processo di 
presa di consapevolezza di questi cambiamenti. Ciò che la contraddistingue è il rendere «esplicito e finalizzato l’intervento nell’ ambiente sociale che è implicito in ogni indagine di tipo sociologico, antropologico ed educativo» (Giacalone, 1994).

Esistono varie tipologie di ricerca-azione che portano a privilegiare un certo tipo di materiali rispetto agli altri, riscontrando differenze notevoli.

Nei suoi aspetti generali la ricerca-azione presenta un carattere di richiesta in quanto comincia con l’individuazione di uno o più problemi da parte degli individui coinvolti che poi si rivolgeranno al ricercatore in cerca di una soluzione.

Immagine: Un dialogo tra antropologia e design. Milano. Foto di Germana De Michelis.

Immagine: Sguardi Oltre al teatro Aurora, Firenze.

Design Thinking 

Dare forma alla tua realtà

 

Teorizzato a Stanford intorno agli anni 2000 e approdato in Italia principalmente grazie ai contributi del professor Claudio Dell'Era, il Design Thinking è oggi un approccio volto a risolvere problemi complessi attraverso la creatività. Mettendo al centro la persona e le sue risorse il Design Thinking spinge gli individui a lavorare di concerto e democraticamente per realizzare un prototipo in grado di venire incontro, se non anticipare, i bisogni dei possibili fruitori. 

Utilizzato principalmente in ambito dirigenziale, il Design Thinking può essere impiegato anche nell'ambito della formazione e, in generale, in qualsiasi contesto che prevede un team di lavoro, un obiettivo, un esercizio di creatività collettivo che punti a creare qualcosa di nuovo. 

 

Immagine: Sguardi Oltre al teatro Aurora. Firenze. Foto di Roberta Bonetti.

Immagine: Co-design per immaginare nuove tecnologie. Firenze. Foto di Secil Ugur Yavuz.

Co-design

Immaginare e costruire insieme

 

Oggi il paesaggio della ricerca nel design è profondamente cambiato e vede la collaborazione tra antropologia e design come parte di un processo di co-design. Possiamo intendere il co-design come un approccio che coinvolge un gruppo di persone in quanto stakeholders – i diversi portatori di interesse – nella fase di generazione delle idee e di progettazione di un concept, un prodotto o un servizio, con lo scopo di condividere i bisogni di tutti i componenti e di definire insieme le linee guida di un progetto. Sullo stesso tavolo si trovano quindi a lavorare persone con competenze e livelli operativi diversi, che potranno convogliare e allineare le loro idee verso un obiettivo comune con lo scopo di definire alcuni dei criteri che incideranno sui futuri sviluppi del progetto.

Immagine: Co-design per immaginare nuove tecnologie. Firenze. Foto Secil Ugur Yavuz.