Qual è la relazione tra concretezza e specificità? In che modo la specificità contribuisce all’elaborazione di parole concrete e astratte? Come varia la specificità dei concetti astratti?
Le nostre ricerche mostrano che concretezza e specificità descrivono aspetti diversi del significato. Le parole concrete tendono a essere percepite anche come più specifiche, ma questa relazione è solo parziale: esistono concetti concreti e generali, come veicolo, e concetti astratti e specifici, come Buddismo.
Per studiare questa relazione, abbiamo raccolto valutazioni di specificità direttamente da parlanti italiani e inglesi, creando risorse utilizzabili nella ricerca sul linguaggio e sulla cognizione. Il confronto con misure ricavate automaticamente da tassonomie lessicali ha inoltre mostrato che queste ultime non coincidono pienamente con i giudizi dei parlanti.
Questi risultati evidenziano la necessità di distinguere le due dimensioni: sapere quanto un concetto sia concreto non basta per sapere quanto sia specifico.
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Specificity ratings for Italian data — Bolognesi e Caselli (2023)
Specificity ratings for English data — Ravelli, Bolognesi e Caselli (2024)
La ricerca sul linguaggio ha spesso osservato un vantaggio delle parole concrete rispetto a quelle astratte nei compiti cognitivi. ABSTRACTION ha mostrato che anche la specificità contribuisce all’elaborazione delle parole.
In uno studio sperimentale, abbiamo misurato i tempi necessari per riconoscere una parola e per classificare il suo significato come concreto o astratto. Accanto al vantaggio delle parole concrete, è emerso un vantaggio delle parole specifiche rispetto a quelle generali. Nel medesimo studio, l’interazione tra concretezza e specificità non è risultata statisticamente significativa.
La specificità è quindi una variabile da considerare quando si studiano le differenze tra parole concrete e astratte: parte delle differenze osservate nell’elaborazione può dipendere anche dal livello di generalità dei concetti confrontati.
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I concetti astratti non costituiscono un insieme omogeneo di significati generali. Attraverso l’analisi semantica di oltre mille parole italiane, abbiamo mostrato che anche i concetti astratti variano in specificità e che questa variazione dipende dal tipo di significato espresso.
Incrociando concretezza e specificità, abbiamo individuato gruppi di parole con profili semantici differenti. Considerare entrambe le dimensioni permette quindi di descrivere l’organizzazione dei concetti con maggiore precisione rispetto alla sola distinzione tra concreto e astratto. Inoltre, alcuni ambiti semantici comprendono parole distribuite lungo molti livelli di specificità, mentre altri presentano una gamma più limitata.
Abbiamo studiato anche come questa organizzazione si sviluppa durante l’età scolare. In uno studio longitudinale con bambini e ragazzi tra i 9 e i 13 anni, i partecipanti hanno costruito “scale di parole”, passando da un concetto a categorie progressivamente più generali. Questa capacità è migliorata nel tempo, soprattutto nei partecipanti più giovani. Tuttavia, i concetti astratti hanno generato scale più brevi: il passaggio dal particolare al generale varia dunque a seconda del contenuto dei concetti.
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