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Una scogliera naturale per la protezione costiera e l’aumento della biodiversità marina

Il progetto LIFE NatuReef (Nature-based reef solution for coastal protection and marine biodiversity enhancement) ha per scopo l'applicazione, a livello dimostrativo, delle migliori pratiche disponibili per il ripristino delle antiche scogliere di ostriche e sabellarie, reintroducendo le specie autoctone, localmente ecologicamente estinte, in un raro tratto costiero non urbanizzato della costa del Adriatico settentrionale all'intero del sito protetto Ortazzo, Ortazzino, Foce del Torrente Bevano (Rete Natura 2000 - ZSC-ZPS IT4070009), parte del Parco regionale del Delta del Po.

Luigi Ferdinando Marsili

Ricostruzione immaginaria di Luigi Ferdinando Marsili (Bologna, 1658-1730), scienziato, accademico, diplomatico, generale, nonché fondatore dell’Istituto delle Scienze di Bologna, intento a descrivere e cartografare le scogliere di ostriche lungo le spiagge romagnole (liberamente tratta dal manoscritto: Bruzzo G. (1930). L'opera militare e scientifica di Luigi Ferdinando Marsili nella difesa della costa pontificia dell’Adriatico).

I biocostruttori

Le ostriche (Ostrea edulis) e le sabellarie (Sabellaria spinulosa) sono importanti biocostruttori: costruiscono strutture tridimensionali che creano habitat e rifugi per numerose altre specie, aumentando la biodiversità. Le ostriche, inoltre, filtrano l’acqua, contribuendo a migliorarne la qualità e a regolare i nutrienti. I reef di sabellarie, formati da aggregazioni di tubi di sabbia, stabilizzano i sedimenti. Entrambi contribuiscono quindi al funzionamento e alla resilienza degli ecosistemi costieri.

La protezione della costa

Queste biocostruzioni, estendendosi per decine di metri lungo la direzione costa-largo, smorzano il moto ondoso durante le mareggiate limitando l'erosione della spiaggia, senza pregiudicare la normale circolazione delle acque in condizioni di mare calmo o poco mosso. Essendo strutture vive e dinamiche possono anche adattarsi alle variazioni del livello marino.

Realizzazione

Sulla base degli studi idrodinamici, geologici ed ecologici sono stati scelti i substrati adatti per gli organismi marini — pietre calcaree racchiuse da gabbie di reti metalliche — e definite le dimensioni, profondità e la posizione delle gabbie, coprendo un’area di 50×100 m e 60 cm di altezza. La struttura è stata completata a giugno 2026. Ostriche e sabellarie provenienti da popolamenti adriatici sono state portate nei mesi successivi.

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