La tradizione latina tardoantica e medievale registra una grandissima quantità di opere anonime o pseudepigrafe, nonché di opere che, allo stato attuale delle ricerche, sono considerate perdute o conservate in brevi frammenti. Benché riflettano – in modo altrettanto e talvolta più significativo di quanto facciano le opere ‘d’autore‘, anche delle personalità letterarie più emblematiche – il progressivo mutamento della mentalità e del sapere che dal declino del mondo classico giunge alla fine del medioevo, questi testi costituiscono una testimonianza della cultura e del pensiero che non è stata ancora adeguatamente studiata.
OPA. Opere perdute e opere anonime nella tradizione latina dalla tarda antichità alla prima età moderna (sec. III-XV) nasce da un un progetto finanziato dal 2021 al 2024 grazie al Fondo integrativo speciale per la ricerca (FISR) del Ministero dell’Università e della Ricerca (FISR2019_03352) e portato avanti da tre gruppi di ricerca, afferenti al Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica (FICLIT) dell’Università di Bologna, al Dipartimento di Studi umanistici e del Patrimonio Culturale (DIUM) dell’Università di Udine e al Dipartimento di Studi Umanistici (DIPSUM) dell’Università di Salerno, con la collaborazione della Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino (SISMEL) di Firenze.
Attualmente OPA continua la sua attività di ricerca grazie alla SISMEL di Firenze e al FICLIT dell'Università di Bologna, continuando l'indagine sui testi anonimi, pseudepigrafi, perduti e frammentari, al fine di produrre strumenti che permettano una migliore comprensione della cultura e della tradizione tardoantica e mediolatina.
Oltre a promuovere una collana di studi e di edizione di opere anonime giunta al suo decimo volume (https://www.sismel.it/catalogo/collane/opa-opa-opere-perdute-e-anonime-secoli-iii-xv), uno degli obiettivi principale del progetto è l'implementazione di una banca dati che ospita attualmente circa 6000 schede relative a testi anonimi e pseudepigrafi, accessibile in linea e consultabile in open access (https://www.mirabileweb.it/). Inoltre, è attualmente in preparazione un volume dedicato alla pseudepigrafia di Tommaso d'Aquino, con edizione di testi e repertorio.
Il progetto OPA si pone innanzitutto l’obiettivo di costruire un repertorio scientifico digitale di testi anonimi e pseudepigrafi. Se fino a qualche anno fa una mappatura complessiva di tali opere sarebbe stata ostacolata dalla mancanza di un’infrastruttura informatica adeguata, è oggi possibile servirsi delle ricche banche dati dell’Archivio Integrato per il Medioevo (AIM) della SISMEL, che ha fornito – e continua a fornire – i dati bibliografici di partenza per le operazioni di schedatura.
Ogni scheda presenta estremi testuali (titoli, incipit, explicit), tipologia letteraria, bibliografia completa, cronotopo di produzione e diffusione, tipologie di trasmissione ed elenco dei testimoni manoscritti.
Un tale repertorio offre agli studiosi un valido e aggiornato punto di partenza per intraprendere le proprie ricerche specialistiche.
Schede attuali (aggiornate al 15/01/2026): 5700
Durante la prima fase del progetto OPA, il fenomeno pseudepigrafico è stato studiato in maniera inedita attraverso il corpus di opere spurie attribuite a Bonaventura di Bagnoregio. La ricerca ha portato alla pubblicazione del volume Lo pseudo Bonaventura. Studi, edizioni e repertorio dei testi e dei manoscritti, a cura di F. Santi, Firenze, SISMEL. Edizioni del Galluzzo, 2024.
La prima parte del lavoro è consistita nella schedatura dei testi pseudo bonaventuriani all'interno della banca dati e sulla base della bibliografia editoriale e fondamentale (edizione di Quaracchi, repertorio del cappuccino Distelbrink). Un secondo momento della ricerca ha portato all'edizione critica di alcuni testi raccolti nel repertorio, utili a chiarire alcuni aspetti della pseudepigrafia bonaventuriana.
In linea con le precedenti imprese del progetto OPA, l’attenzione per il fenomeno pseudepigrafico continua con lo studio e la repertoriazione delle opere attribuite indebitamente a Tommaso d’Aquino. Il lavoro è strutturato in due fasi: la prima prevede la schedatura dei testi pseudo tommasiani all’interno della banca dati, rispettando i criteri di inserimento e catalogazione che hanno sino a oggi contraddistinto OPA, sulla base della bibliografia scientifica ed erudita precedente, a cui si aggiungono acquisizioni scientifiche nuove. La seconda fase, invece, prevede lo studio e l'edizione di alcuni testi, scelti in modo da rappresentare tutta la gamma di scritture che riguardano il fenomeno pseudepigrafico legato al Doctor Angelicus.