Winter School

Presentazione della seconda edizione e informazioni sulle iscrizioni e le modalità di partecipazione.

© Jon Kear, Untitled, 2020 [courtesy of the artist]

La seconda edizione della Winter School del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne si incentra sul concetto di patrimonio culturale nell’accezione promossa dall’Unesco, vale a dire un insieme di prodotti e di processi che nel loro insieme costituiscono il capitale culturale delle società contemporanee.

Sedimentatosi nel passato, il patrimonio culturale viene valorizzato e preservato nel presente a beneficio delle generazioni future; esso include non soltanto i beni tangibili e intangibili ma anche le rappresentazioni e le identità che si sono create attorno a essi. Si tratta di un concetto quanto mai attuale sia nel mondo accademico sia nella società tutta, che promuove azioni volte a preservare, difendere e valorizzare la diversità culturale, il contatto tra i popoli e tra le generazioni nell’ottica di uno sviluppo sociale, culturale ed economico condiviso, creativo e sostenibile. In linea con l’identità del nostro Dipartimento – saldamente incentrata attorno alle lingue, letterature e culture moderne – e con la sua vocazione interdisciplinare, la Winter School 2020 esplora il concetto di patrimonio culturale grazie al contributo di studiosi delle culture, esperti museali, critici letterari, linguisti, scrittori e musicisti.

I lavori si apriranno con due interventi che fanno il punto su patrimonio e studi umanistici. Rodney Harrison ci parlerà del futuro di questo ambito concentrandosi sulla connessione tra patrimonio e scienze umanistiche ambientali. A seguire l’intervento di Edoardo Gerlini volgerà lo sguardo verso l’Asia per focalizzare l’attenzione sul testo scritto come patrimonio dell’umanità. A conclusione della prima giornata, Francesco Benozzo curerà un laboratorio dal titolo “Memoria dei luoghi”, incentrato sulle stratigrafie spazio-temporali del patrimonio paesaggistico e sulle complesse dinamiche cognitive presenti a diversi livelli nella nostra percezione dei luoghi.

La mattina della seconda giornata verrà dedicata all’esperienza del Grand Tour con due lezioni plenarie seguite da testimonianze di giovani ricercatori e studenti. La sessione inizia con un intervento introduttivo di Maurizio Ascari sul viaggio di formazione sullo sfondo di desiderio transculturale e pregiudizi nazionali. Seguirà un approfondimento di Fiammetta Sabba sul ruolo delle biblioteche durante il Grand Tour attraverso la ricostruzione virtuale del viaggio del bibliotecario Angelo Maria Bandini da Firenze al Sud d’Italia, alla scoperta di preziosi patrimoni librari. Nell’ottica di attualizzare le dinamiche esperienziali e di condivisione culturale del Grand Tour, la mattina si concluderà con le testimonianze di giovani ricercatori e studenti internazionali sui loro viaggi di formazione e sul ruolo delle biblioteche nei loro percorsi di ricerca. Nel pomeriggio della stessa giornata Kim Potowski focalizzerà l’attenzione sulle heritage languages, vale a dire lingue che vengono usate prevalentemente nel contesto familiare o privato e in situazioni di bilinguismo diglossico. Si tratta di lingue che non trovano una collocazione nel contesto sociale, rimanendo secondarie rispetto alla lingua nazionale dominante. Il suo intervento si concentrerà sullo spagnolo come heritage language negli Stati Uniti. A conclusione della giornata Enrico Fink proporrà una conferenza con interventi musicali di musica ebraica.

La mattina seguente, a raccogliere le sollecitazioni della conferenza di Potowski saranno Claudia Borghetti, Cristina Li, Ana Pano Alamán e Roberto Mulinacci, che cureranno un laboratorio dal titolo “Qual è la mia lingua materna? Dipende…”, nel corso del quale i partecipanti saranno invitati a osservare come un gruppo di cosiddetti heritage language speakers di cinese in Italia si esprimono in merito ai propri repertori plurilingui, inclusa appunto la heritage language.

Le ultime due sessioni saranno dedicate alla letteratura. Attraverso la loro conversazione e le letture tratte dalle loro ultime opere, gli scrittori Lyn Innes e Abdulrazah Gurnah intrecceranno episodi di storia coloniale con i loro ricordi personali per riportare alla luce storie e identità che rischiano di essere dimenticate per sempre. Liliane Weissberg concluderà i lavori offrendo alcune riflessioni sulla storia della letteratura ebraico-tedesca in relazione alla forte attrazione suscitata dal feuilleton negli autori di lingua tedesca e origine ebraica

In seguito ai riscontri positivi della Winter School 2019, anche quest’anno si è deciso di privilegiare una dimensione dialogica e per questo accanto alle lezioni plenarie sono programmati momenti di conversazione tra relatori e studenti, letture, laboratori e una tavola rotonda finale.

 

Partecipazione e iscrizioni

La partecipazione alle lezioni plenarie è aperta a tutti a questo link

 Per informazioni e iscrizione ai laboratori, scrivere a LILEC.SUMMER-WINTER-SCHOOL@UNIBO.IT

Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione

 

© Jon Kear, Untitled, 2020 [courtesy of the artist]