La Casa Matha di Ravenna, nell’ambito del Corso AMBIENTE 2026 “Cambiamenti”, ospita lunedì 2 marzo alle ore 17.00 presso l’Aula Magna (Piazza Andrea Costa 3) l’incontro “Ostriche e Adriatico: un legame antico”, dedicato alla storia, al valore ecologico e al futuro dell’ostrica piatta (Ostrea edulis), l’unica specie realmente autoctona dell’Adriatico.
Coordinato da Piergiorgio Vasi, l’evento propone un approfondimento su come questa specie, un tempo abbondante, possa tornare a essere un elemento chiave per gli ecosistemi costieri grazie alle attività del Progetto MER – Marine Ecosystem Restoration, finanziato dal PNRR e attuato da ISPRA.
Il programma MER è tra le iniziative più rilevanti in Europa per il ripristino degli habitat dell’ostrica piatta, classificati come “in pericolo” nella Lista Rossa Europea degli Habitat Marini. Coinvolge cinque regioni dell’Adriatico (Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo) e prevede:
- reintroduzione di individui adulti riproduttori (da allevamento o da pesca sostenibile);
- posa di substrati per favorire la ricostruzione di nuovi banchi;
- “reclutamento naturale” delle larve tramite collettori;
- produzione in schiuditoio fino a 1 milione di giovani ostriche da reimmettere in mare.
Nei parchi riproduttori sono già state ottenute oltre 300.000 larve, con dati preliminari particolarmente promettenti nel Nord Adriatico.
Ospiti dell’incontro
Otello Giovanardi – biologo marino, già dirigente tecnologo ISPRA, esperto di pesca e acquacoltura; oggi collabora scientificamente con CNR IRBIM.
Massimo Ponti – professore associato di Ecologia marina, Università di Bologna (Dip. BiGeA); coordina il Corso di Laurea Magistrale in Biologia Marina e svolge attività di ricerca su habitat costieri e conservazione della biodiversità.