Il progetto PRIN 2022 PNRR "Social representations of cyber-violence against women and girls: advancing knowledge on an under-conceptualized issue", finanziato dall'Unione Europea – NextGenerationEU nell'ambito del PNRR Missione 4 Componente 2, ha indagato le rappresentazioni sociali della violenza digitale di genere (Cyber-VAWG) in Italia, attraverso un'unità di ricerca composta da Università di Bologna (capofila), CNR-IRPPS e Università del Salento.
Finalità
Il progetto si è proposto di analizzare la Cyber-VAWG tra i giovani, nei media di informazione, nei media rivolti a un pubblico giovanile e nelle politiche pubbliche e di prevenzione a livello nazionale ed europeo, contribuendo a colmare un vuoto conoscitivo su un fenomeno ancora poco concettualizzato e a rafforzare la lettura di genere delle dinamiche di violenza online.
Risultati raggiunti
La ricerca ha combinato quattro linee di attività, tutte pienamente realizzate. Sono stati condotti 18 focus group con 105 partecipanti (13-22 anni) a Bologna, Padova e Lecce, che hanno evidenziato una diffusa normalizzazione della violenza digitale e scarsa consapevolezza socio-tecnica tra i giovani. È stata analizzata la copertura giornalistica della Cyber-VAWG su La Repubblica e Il Fatto Quotidiano (2016-2022, 1.109 articoli), rilevando una narrazione prevalentemente episodica e poco strutturale. Un'analisi di contenuti social (8 profili Instagram, oltre 70.000 post monitorati) e di tre serie fiction (Nudes, AlRawabi School for Girls, Adolescence) ha esplorato le rappresentazioni della violenza digitale nei media rivolti ai giovani. Infine, un'analisi comparata delle politiche pubbliche in Italia, Francia e Spagna, integrata dallo studio di 16 campagne sociali e da 18 interviste a professionisti e attivisti del settore, ha ricostruito approcci, buone pratiche e criticità degli interventi di prevenzione.
Il progetto ha prodotto una monografia collettiva (Cyberviolenza e genere. Media, politica e narrazioni giovanili, Carocci, 2026, in Open Access dal 2027) e un numero monografico della rivista Sociologia della Comunicazione (n. 70/2025) dedicato al tema, oltre a 5 ulteriori articoli su riviste peer-reviewed. I risultati sono stati presentati in numerose sedi scientifiche nazionali e internazionali (17 interventi a convegni e 4 relazioni su invito) e discussi in 8 seminari dedicati e in un convegno finale.
Ampia è stata l'attività di terza missione: oltre 20 iniziative di divulgazione rivolte a scuole, enti locali, associazioni e servizi di prevenzione, la partecipazione a due podcast dedicati al tema, lo sviluppo di un sito web bilingue del progetto con relativo glossario tematico, e la realizzazione di una graphic novel (in uscita nel 2026) rivolta a un pubblico adolescenziale, in collaborazione con la collana Comics&Science del CNR. Tra i momenti di maggiore rilevanza istituzionale, la Principal Investigator è stata audita dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, nell'ambito dell'approfondimento dedicato alla violenza di genere online.
Il progetto ha inoltre generato nuove linee di ricerca e proposte progettuali su bandi competitivi (CERV, ERC, Horizon Europe), contribuendo a consolidare reti di ricerca nazionali e internazionali sul tema della violenza digitale di genere, e ha coinvolto attivamente ricercatrici e ricercatori a inizio carriera, in coerenza con i principi di genere, generazionali e di pari opportunità previsti dal bando.