"Yellowstone": l’altra America

Martina Belcecchi

Yellowstone (2018-2024) è una serie televisiva creata da Taylor Sheridan, composta da cinque stagioni, la cui popolarità è stata accompagnata da due mini-serie che fungono da prequel (1883 e 1923, trasmesse rispettivamente nel 2021 e 2022) e due spin-off che seguono gli eventi della serie principale (Y: Marshals e Dutton Ranch, 2026).

La serie televisiva originale narra la storia della famiglia Dutton e della sua lotta per la conservazione e la proprietà del ranch, ubicato nel Parco nazionale di Yellowstone, nello stato federato del Montana. La serie è ambientata ai giorni nostri ma i ricordi di questa terza generazione Dutton si intrecciano con il passato familiare e con la drammatica conquista delle terre appartenute ai nativi americani.

Yellowstone si presenta, quindi, come una valle di dualismi e contrasti che racchiude passato e presente, natura e urbanizzazione, violenza e religione, uomini e animali.

La musica country della ricca colonna sonora accompagna inquadrature e panoramiche dei meravigliosi luoghi dello Yellowstone National Park, sottolineandone la solennità e la bellezza, ricordando allo spettatore quanto questo luogo sia in pericolo in quanto preda prelibata per costruttori e investitori attratti dal potenziale turistico del territorio. Non a caso, a volte nel corso della serie il parco viene definito “la nuova Aspen”, la rinomata località sciistica situata in Colorado.

1. Il cavallo: il migliore amico dell’uomo
2. Nemici amici: i nativi americani
3. Qual è il reale valore dell’appartenenza?


1. Il cavallo: il migliore amico dell’uomo

Il primo episodio della prima stagione inizia con la scena di un incidente tra due veicoli, un SUV e un TIR, durante il quale è rimasto gravemente ferito un cavallo che viaggiava a bordo di un rimorchio. Il protagonista, proprietario di un noto ranch, John Dutton (interpretato da Kevin Costner) viene presentato allo spettatore come colui che, consapevole del danno irrimediabile provocato all'animale, uccide il cavallo sparandogli per evitare il protrarsi delle sue sofferenze. Il contrasto tra la crudeltà della modalità e il rispettoso scopo del gesto è alla base del rapporto tra il cowboy e il suo destriero: la cura del cavallo va di pari passo con il suo addomesticamento e il suo sfruttamento, la sua vita finisce quando termina la sua utilità.

Da animale che aiuta a controllare e radunare il bestiame durante il pascolo a merce costosa in grado di vincere tornei e rodei che fruttano sostanziosi assegni; da vittima di rapimento per poterlo vendere alle aste a soggetto indotto all’eiaculazione per poterne raccogliere lo sperma per immettere nel mercato puledri purosangue che alimenteranno questo ciclo infinito di denaro: attorno al cavallo ruotano diverse cariche professionali che l’uomo può svolgere. Che sia un allevatore o addestratore, il controllo della vita del cavallo e le tecniche per poterlo gestire eliminando la sua parte selvaggia iniziano quando, attraverso sella e redini, l’animale viene montato per la prima volta e inizia a muoversi convulsamente, in una sorta di lotta corpo a corpo, nel tentativo di disarcionare chi si è permesso di salirgli in groppa. La conquista di questo animale continua nelle fiere e nei rodei, dove gli equini vengono valutati per le loro misure, il loro mantello e le loro abilità con esposizioni, roping, percorsi, simulazioni di gestione del bestiame e gare col lazo.

Il commissario del bestiame (livestock officer), oltre a regolare e supervisionare gli scambi e i conflitti tra allevatori, preserva il cavallo e ne garantisce benessere e salute. L’importanza di questo ruolo è tale che il protagonista della serie e capostipite della famiglia Dutton non vuole lasciarlo in mani sconosciute, affidandolo prima al figlio maggiore Jamie (interpretato da Wes Bentley) e poi al figlio minore Kayce (Luke Grimes). Contrariamente alla lotta di prevaricazione tra cowboy e cavallo, questo animale, assieme al bufalo, ha rappresentato la fonte di sostentamento dello stile di vita dei nativi americani fino all’arrivo dei colonizzatori: oltre ad allevare bufali per nutrirsi della loro carne e coprirsi con le loro pellicce, gli indiani d’America addestravano cavalli che poi utilizzavano per spostarsi da una parte all’altra della valle. Questo equilibrio è stato rotto dai colonizzatori europei che, così come hanno tentato di dominare la natura ingabbiando gli animali nei recinti, analogamente hanno rinchiuso gli indigeni nelle riserve.

 

2. Nemici amici: i nativi americani

Dopo la cacciata degli indiani d’America dai propri territori, avvenuta intorno al 1860, i nativi non possono far altro che perpetrare le loro tradizioni attraverso la religione. Il rispetto per la natura e per i loro antenati sono i pilastri portanti della loro incrollabile spiritualità. Morte e mondo naturale sono interconnessi e trovano la loro massima espressione nei rituali religiosi. Per esempio, la perdita del secondogenito di Kayce viene suggellata da una doppia tumulazione: un cavallo morto per un incidente quello stesso giorno viene seppellito accanto alla tomba del neonato, in questo modo l’animale potrà accompagnarlo e aiutarlo nel superamento del confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti per il raggiungimento dell’Aldilà.

Rilevante per comprendere questo legame tra uomini e mondo animale è l’episodio durante il quale viene rappresentato il processo tantrico sperimentato da Kayce: quando deve prendere una decisione cruciale per il suo futuro, un lupo gli si manifesta numerose volte e, su suggerimento della guida spirituale Mo (interpretato da Mo Brings Plenty), lui lo “affronta” con un digiuno di quattro giorni nella natura, durante i quali è intrappolato in un quadrato di nastri sciamanici. Solo attraverso la fame, il freddo e le allucinazioni (e, pertanto, raggiungendo il limite del proprio corpo e del proprio spirito), Kayce potrà comprendere quale via l’animale gli stia indicando di intraprendere. 

Nella serie televisiva, il primo contatto dello spettatore con gli indiani d’America è proprio attraverso Kayce: il figlio minore di John Dutton è sposato e ha un figlio con una donna di origini native, Monica (Kelsey Asbille). L’unione interrazziale, però, in questo caso non rappresenta il problema dei rapporti interrotti tra padre e figlio quanto il tradimento di quest’ultimo, che aveva abbandonato il ranch col proposito di costruirsi la propria vita. Quando queste divergenze verranno superate per contrastare un nemico comune che vuole danneggiare il territorio nel quale entrambe le famiglie vivono, i due si riappacificheranno e a John sarà permesso di godersi del tempo con suo nipote Tate (Brecken Merrill).

Cowboy e nativi americani hanno più punti in comune di quanto si possa credere. Uno di questi è il senso di appartenenza, sebbene con sfumature di significato diverse: John Dutton richiede un patto di lealtà ai suoi cowboy suggellato da un marchio a fuoco sul petto a forma di Y (“Yellowstone” è anche il nome del ranch Dutton, ndr.); i nativi, invece, sono fedeli alle proprie tradizioni e alla propria terra, che a volte devono sfruttare per poter raccogliere le risorse necessarie a riprendersela. Questo è il caso del casinò del Presidente della Confederazione delle Tribù, Thomas Rainwater (Gil Birmingham), il cui incasso arricchirà la Confederazione fornendo, un giorno, l’occasione alle tribù di riscattare i loro territori.

 

3. Qual è il reale valore dell’appartenenza?

Proprio il tema dell’urbanizzazione scatena le vicende della serie televisiva: la famiglia Dutton lotta da tre generazioni per non perdere la proprietà situata in uno dei punti migliori nel cuore del Parco e adesso questo gioiello è minacciato da gru e turismo di massa

John Dutton, uomo d’altri tempi, cerca di impedire la costruzione di residenze di lusso, resort e altre attrazioni turistiche privando il territorio delle caratteristiche che lo rendono appetibile. Per esempio fa esplodere una zona del bosco così da interrompere il corso d’acqua necessario a garantire una buona rete idrica. Anche sua figlia Beth (interpretata da Kelly Reilly) combatte una guerra, una di quelle spesso invisibili agli occhi del padre ma ugualmente violenta. Donna intelligente e scaltra negli affari economici, con i suoi modi di fare schietti e figli di un’educazione avuta in un ranch popolato da uomini cowboy, non evita la violenza e viene coinvolta in scontri fisici e attentati, battaglie strategiche di mercato e insider trading con le quali cerca di salvare l’economia finanziaria del ranch Dutton.

In questo tipo di guerre fatte di contratti e clausole, non può mancare la politica. Non solo la carriera universitaria e professionale del figlio maggiore di John Dutton, Jamie, è improntata a far sì che diventi un avvocato impeccabile nel garantire la preservazione del ranch pavoneggiando abili trucchetti legali, ma nell’ultima stagione della serie, lo stesso John Dutton arriverà a candidarsi e a ottenere la carica di governatore nel tentativo estremo di salvare la proprietà. 

Il contrasto tra urbanizzazione e natura è comparabile alla dicotomia tra un mondo “antico”, quello dei cowboy, fatto di bestiame, letame e sudore, e la modernità della tecnologia, della ricchezza economica e del comfort. Questa opposizione può essere esemplificata da due scene. Nella prima, la governatrice Lynelle Perry (Wendy Moniz) raggiunge John Dutton al campo estivo per discutere urgentemente con lui di temi politici riguardanti la cessione del ranch e l’inquadratura si sofferma su come i tacchi di Lynelle affondino nella terra fresca del mattino mentre cammina. Nella seconda, invece, la presidente della società Market Equities, Caroline Warner (Jacki Weaver), si reca sul luogo di un cantiere dove spera di costruire un resort sabotato dai locali. Quando la avvisano della presenza di eventuali escrementi nell’erba, lei risponde che non desidera altro se non il momento in cui tutta quella terra sarà ricoperta di cemento.

 

La lunga e sanguinosa lotta della famiglia Dutton, costellata di tradimenti, sofferenze e perdite, terminerà con il suo trionfo morale. Trucchetti politici ed escamotage finanziari permetteranno ai figli e ai nipoti di John Dutton di godere, se non di tutta, almeno di una parte della loro tenuta. Le tradizioni dei cowboy e dei nativi torneranno a coesistere. La natura trionferà, emanando bellezza, così come le splendide panoramiche sul Parco Nazionale dello Yellowstone hanno inondato di incanto gli occhi dello spettatore durante tutte le stagioni della serie televisiva.

 

Fonti

Foto 1 da culturamente.it (data di ultima consultazione 24/06/2026)

Foto 2 da tg24.sky.it (data di ultima consultazione 24/06/2026)