Intervista narrativo-esplicitativa
Dodici domande orientate ad attivare il vissuto professionale degli psicologi, chiedendo loro di raccontare il proprio lavoro, descrivere le finalità del loro intervento e definire il proprio ruolo a scuola. Da questa parte dell'intervista emergono le macro-competenze: le rappresentazioni generali con cui gli psicologi concettualizzano la propria professione, distinguendo tra ciò che dichiarano di fare (pratica professata), ciò che ritengono di dover fare (pratica prescritta) e ciò che vorrebbero fare in condizioni ideali (pratica ideale).
Diciannove domande in cui agli psicologi viene chiesto di descrivere un episodio concreto e significativo della loro pratica, ricostruendone i passaggi azione per azione. Da questa parte dell'intervista emergono le micro-competenze: le capacità professionali situate che si manifestano nell'agire reale — le scelte, le posture, le abilità relazionali che compongono la "cassetta degli attrezzi" dello psicologo scolastico in situazione.
Come gli psicologi scolastici pensano e descrivono il proprio ruolo in relazione a pratica professata (ciò che dichiarano di fare), pratica prescritta (ciò che ritengono di dover fare); pratica ideale (ciò che vorrebbero fare).
Emergono:
Tre modelli regionali a confronto. Dall'incrocio dei dati emergono tre configurazioni ricorrenti. In Emilia-Romagna prevale un modello sistemico-integrato, fondato su co-progettazione e lavoro d'équipe strutturato. In Campania è centrale un modello di legittimazione professionale, in cui il ruolo va continuamente negoziato e difeso all'interno dell'istituzione. In Abruzzo emerge un modello operativo-diretto, con un focus sull'intervento nel gruppo-classe e sull'accompagnamento degli studenti fragili. Questi modelli non si escludono: riflettono adattamenti a culture istituzionali e bisogni territoriali diversi.
Cosa fanno concretamente gli psicologi scolastici in situazione.
L'analisi delle interviste ha permesso di identificare delle micro-azioni concrete, di raggrupparle in micro-pratiche e micro-competenze, organizzate in 10 aree operative. Queste aree non sono fasi sequenziali, ma dimensioni dell'intervento che si attivano in modo flessibile a seconda delle situazioni.