Archivio 2020/2021

Di seguito le locandine degli eventi svolti durante l'a.a. 2020/2021

Febbraio 2021

 

#Odio. Spunti di resistenza (interculturale) alla violenza delle parole

Di «linguaggi», «discorsi», «parole d’odio» – o, per usare l’originaria locuzione inglese, di «hate speech» – sentiamo parlare quasi tutti i giorni. Sembrano far parte, ormai, della comunicazione quotidiana, pubblica o privata, online o offline. Spesso sono soltanto un rumore di fondo a cui non facciamo più caso. Ma quanto ne sappiamo, davvero? Sapremmo definirli, riconoscerli e, possibilmente, decostruirli? Federico Faloppa – autore di #Odio. Manuale di resistenza alla violenza delle parole, coordinatore della Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio, e membro del Committee of experts on combating hate speech del Consiglio d’Europa – prova a fornire alcuni spunti, in prospettiva interculturale, per rispondere a queste domande. Dalle definizioni linguistiche a quelle giuridiche, dai discorsi offline a quelli online, dal lessico più esplicitamente aggressivo alle strategie discorsive basate su forme più implicite, dai bersagli diretti a quelli indiretti, dall’odio intersezionale a quello “dei giusti”, dalle sfide sociali a quelle digitali, non mancano infatti i temi di riflessione per cercare di capire che cosa sia oggi l’hate speech, e come – forse – si possa contrastare. 

 

Federico Faloppa

È professore associato di Italiano e Linguistica all’Università di Reading (UK). Da vent’anni il suo lavoro si focalizza sulla costruzione dell’alterità attraverso il linguaggio, su politiche linguistiche e migrazioni, sulla rappresentazione delle minoranze e dei fenomeni migratori nei media, sul razzismo nel linguaggio e sui discorsi d’odio. Su questi argomenti ha pubblicato diverse monografie, tra cui :  Parole contro. La rappresentazione del diverso in italiano e nei dialetti (2004), Razzisti a parole (per tacer dei fatti) (2011), Sbiancare un etiope. La pelle cangiante di un topos antico (2013), Brevi lezioni sul linguaggio (2019), e #Odio. Manuale di resistenza alla violenza delle parole (2020). Con il fotografo Luca Prestia ha lavorato al progetto e alla mostra Beyond the border. Segni di passaggi attraverso i confini d’Europa, sulla stratificazione dei segni linguistici in alcuni confini del Vecchio Continente. È vice-presidente della Fondazione Alexander Langer Stiftug di Bolzano, e dal 2018 è consulente per Amnesty International Italia sui temi dei discorsi d’odio e su linguaggio e discriminazione. Coordina la Rete nazionale ed è membro del comitato di esperti del Consiglio d’Europa che sta stilando le nuove linee guida sul contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio per i 47 paesi membri del Consiglio

Marzo 2020

Marzo 2021

Aprile 2021

 

Mobilità internazionale e dinamiche interculturali

L’incontro presenterà le caratteristiche della popolazione studentesca straniera e/o di origine straniera nei diversi percorsi formativi, la relazione fra migrazioni, generazioni e processi di inclusione e alcune dinamiche interculturali. In particolare, dopo aver esposto i dati principali e le questioni più rilevanti, ci si soffermerà sulle specificità di alcune collettività nazionali e sugli intrecci fra cultura, biografia e appartenenza religiosa.

Giugno 2021

GIUGNO 2021

 

La valorizzazione del plurilinguismo per l'apprendimento integrato

L’educazione interculturale ha una sua storia ormai pluridecennale e si è sviluppata a partire da bisogni emersi in seguito alle prime ondate di inserimenti di alunni stranieri nelle scuole italiane. Sulla scia di tali ondate, la necessità è stata quella prima di rivedere l’impianto progettuale dell’azione didattica alla luce di uno sfondo integratore che permettesse di rendere inclusiva l’accoglienza dei nuovi alunni stranieri, poi l’attenzione si è spostata sul recupero e sulla valorizzazione della L1. Ora, a nostro avviso, siamo giunti a una nuova fase: la consapevolezza che le diverse lingue presenti nelle classi non sono oggetti da valorizzare, ma strumenti di apprendimento integrato. Inoltre, è sempre più presente la definizione di “repertorio linguistico” d’origine e di arrivo. Tale definizione rende la condizione dell’alunno in classe molto più aderente alla realtà: nessuno di noi è abitato da un’unica lingua, ma da un insieme di lingue conosciute e utilizzate a livelli diversi, per scopi diversi. Ecco, allora, che l’educazione interculturale si inserisce in un nuovo processo atto a riequilibrare i rapporti tra le lingue, restituendo una funzione costruttiva nel percorso di apprendimento a ogni lingua presente in classe, proprio perché ogni lingua vale. In questa prospettiva può essere inquadrata anche l'analisi del contatto fra lingue diverse, nel nostro caso, tra l'arabo e l'italiano.

Gennaio 2020

 

Tokyo Zentai


‘When my whole body is covered with the euphoric sensation of lycra, I feel immersed in a sublime sense of tranquillity. Something we felt before we were born, still inside our mother’s womb.’
[Rawen, Office worker and Zentai enthusiast]
A zentai—short for zenshen taitsu, meaning ‘full-body tights’—is a spandex suit that covers the whole body, from head to toe, including the face. It is unclear how and when the passion for wearing tight lycra developed into the zentai subculture that became popular in Japan today. Over the past few years, people wearing lycra started to connect and gather at social events and clubs, and even at organised walks around Tokyo. Many prefer to wear full-body lycra at home, alone or with their partners. Zentai practitioners are students, office workers, and other professionals, and their reason for wearing the body suits are the most diverse. To many a spandex costume, by erasing personal and social identity and granting anonymity, can ease the pressure to conform to the strict rules that are well acknowledged in Japanese society.

Laura Liverani is a photographer and lecturer based between Japan and Italy. Her work has been featured in magazines, books, exhibitions and festivals in Asia and Europe. She has also been involved in photographyrelated educational projects for arts centers, secondary institutions, NGOs and universities for over a decade. Throughout 2011 she was an artist in residence in the photography department at Middlesex University, London. In 2015 she was awarded the Premio Voglino grant for her long term series on the indigenous population of Northern Japan, Ainu Neno An Ainu. She had solo shows, among others, at the Italian Institute of Culture in Tokyo (2017) and at the Japan Foundation, Sydney (2019). In 2018 Italian publisher Iperborea
exclusively assigned her the cover to cover photography for The Passenger- Giappone, a magazine-book that has proved a national editorial success. Other publications include Clothes for Humans by Benetton, Marie Claire, D - la Repubblica, New Scientist, Washington Post, and the Guardian. Laura is part of international photojournalism agency Prospekt.

Maggio 2021

Entrare a far parte del gruppo classe: Il ruolo di bambini e bambine nell'inserimento a scuola dei neo-arrivati

Cosa succede quando un bambino non nativo fa il suo ingresso nella scuola italiana? In questo incontro cercheremo di vedere come avviene concretamente il processo di socializzazione linguistica e culturale che porta il bambino a diventare un membro competente della nuova comunità in cui si è inserito. In particolare, il focus sarà sul ruolo di compagni e compagne in tale processo e sulla rilevanza didattica e pedagogica di questa risorsa all'interno della classe.

Dicembre 2020

Novembre 2020

 

Plurilinguismo, affettività e identità emergenti nelle interazioni fra richiedenti asilo e personale medico in Francia

Nel suo intervento Vanessa Piccoli proporrà alcuni dei risultati delle ricerche da lei condotte presso l’Ecole Normale Supérieure di Lione nell’ambito del progetto REMILAS (REfugiés, MIgrants et leurs LAngues face aux services de Santé), che, fra il 2016 e il 2020, ha coinvolto linguisti, sociologi e psicologi con l’obiettivo di studiare la comunicazione con pazienti migranti in ambito medico in Francia.

Basandosi sull’analisi conversazionale di un corpus audiovisivo di 92 consultazioni fra diversi professionisti del settore sanitario e pazienti di origini varie, l’intervento si concentrerà in particolare sulla relazione fra plurilinguismo, identità e affettività in questi contesti. Tre nuclei di analisi verranno presentati: in primo luogo, un’analisi della produzione da parte degli operatori sanitari di frammenti discorsivi nella lingua madre del paziente durante le consultazioni permetterà di riflettere sull’efficacia comunicativa e sulla funzione affettiva di tale pratica plurilingue. In maniera speculare, concentrandosi sul ricorso a frammenti in francese (lingua seconda) da parte di richiedenti asilo che si esprimono nella loro lingua madre con la mediazione di un interprete professionale, il secondo nucleo di analisi esplorerà le implicazioni identitarie dell’utilizzo del francese in questo contesto. Infine, la relazione dei richiedenti asilo con la lingua francese e con il suo apprendimento verrà indagata sulla base di alcune sequenze di consultazioni psicoterapeutiche in cui i pazienti parlano delle loro difficoltà e insicurezze di apprendenti.