Basta musei, viva i musei! La sfida della rilevanza sociale per i musei dell’Antropocene.
Nel contesto della grande trasformazione eco-sociale in corso, i musei sono chiamati a ripensare radicalmente il proprio ruolo sociale, culturale e scientifico. L’intervento propone una riflessione su linguaggi, pratiche e strategie che i musei stanno sperimentando per rimanere rilevanti, inclusivi e credibili, contribuendo attivamente alla comprensione critica del presente e alla costruzione di futuri possibili.
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Direttore del MUSE – Museo delle Scienze di Trento, ha curato la progettazione di mostre temporanee e allestimenti museali permanenti ed è autore di pubblicazioni tecniche e divulgative in ambito paleontologico e sulla valorizzazione dei beni natural-culturali. Negli ultimi anni i suoi interessi si sono spostati verso un approccio multidisciplinare al concetto di Antropocene attraverso una prospettiva museologica. Insegna presso le Università di Milano, Modena e Reggio Emilia.
Andrea condurrà, con Monica Murano, il laboratorio 1 "A microfono aperto", del pomeriggio.
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Drammaturgo, regista, attore e podcaster, Andrea Brunello opera ai confini tra il teatro e la scienza. È fondatore e direttore artistico di Arditodesìo e del festival di teatroscienza Teatro della Meraviglia. Con il Laboratorio di Comunicazione delle Scienze Fisiche dell'Università di Trento, cura e dirige dal 2012 il progetto di teatro e scienza. Andrea è diplomato alla scuola triennale “SCHOOL AFTER THEATRE advanced training program” del regista e pedagogo russo Jurij Alschitz, affiliata con l’EATC/Russian Academy of Theatre Arts (GITIS) di Mosca. Ha ottenuto la laurea in fisica e matematica alla Cornell University (USA), il PhD in Fisica alla Stony Brook University (New York, USA) e il Master in Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione - SCICOMM presso l’Università di Trento. Brunello ha all’attivo docenze e consulenze in molti istituti e atenei scientifici in Italia e all’estero e insegna corsi di “comunicazione della scienza attraverso il teatro e lo storytelling” presso le Università di Trento (SCICOMM) e di Bologna (DIFA - Dipartimento di Fisica e Astronomia). È membro del comitato scientifico della Theatre about Science International Conference (Coimbra) e del consiglio direttivo di EUSEA - European Science Engagement Association.
"Il rischio di non farsi capire" Comunicare contenuti complessi in modo efficace.
Comunicare l’incertezza non significa “semplificare” un contenuto complesso, ma soprattutto capire cosa dire, come dirlo e a chi. Quando affrontiamo temi legati al rischio, ambientale, sanitario o sociale, il primo passo è capire chi abbiamo di fronte: quali aspettative, emozioni e bisogni porta con sé il nostro interlocutore? A partire da questa consapevolezza, possiamo definire l’obiettivo comunicativo, selezionare le informazioni rilevanti, scegliere esempi e analogie efficaci, modulare tono e linguaggio. Una volta costruito il messaggio, entra in gioco il come. Voce, corpo, intenzione: ogni canale comunica, e può rafforzare o indebolire ciò che vogliamo trasmettere. In questa lezione, ispirata al format TED, lavoreremo in modo pratico e partecipativo su entrambi i livelli: la progettazione del messaggio e la sua messa in scena. Per imparare a comunicare contenuti difficili con maggiore efficacia, empatia e impatto.
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Sono una formatrice esperta in comunicazione della scienza e della complessità. Ho conseguito un dottorato in Analisi e Governance dello Sviluppo Sostenibile presso l’Università Ca’Foscari di Venezia. Durante il dottorato ho avuto modo di trascorrere un lungo periodo di visiting presso la Nicholas School of the Environment della Duke University (NC, USA), dove mi sono specializzata in analisi delle decisioni e gestione dell’incertezza riguardante le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. Tornata in Italia ho avuto modo di applicare quanto appreso all’interno di progetti di ricerca riguardanti lo sviluppo e la diffusione di nuove tecnologie per le energie rinnovabili, sviluppando tecniche di elicitazione di dati da esperti e di implementazione di processi decisionali partecipati. Queste esperienze hanno rafforzato in me l’idea che i ricercatori abbiano bisogno di imparare a comunicare con un pubblico ampio ed eterogeneo per fare sì che la propria ricerca porti un impatto reale sulla società, sull’ambiente e sul mondo. Ho quindi deciso di contribuire alla realizzazione dei primi TEDx organizzati in Italia, a Como e a Milano, e ho poi organizzato due eventi TEDxCaFoscariU come curatrice e licenziataria e ancora oggi mi curo della preparazione degli speaker di TEDxTrento. Durante gli anni come Direttrice della Comunicazione e della Ricerca dell’associazione di aziende Valore D ho avuto l’opportunità di conoscere dinamiche e linguaggi che guidano il mondo della comunicazione e dei media. Infine sono riuscita a chiudere il cerchio e oggi curo con grande passione ed entusiasmo progetti formativi nelle università, nei centro di ricerca, nelle scuole e nelle aziende, curandomi in particolare di soft skills relazionali, tra cui Comunicazione della Scienza, Public Speaking e Intelligenza Emotiva.
“Trattar materie che annojino”(*): comunicare la scienza con i libri.
Chi sono gli autori dei libri di divulgazione scientifica e quali obiettivi si pongono? In che modo evolvono tecniche, strategie e stili narrativi nella comunicazione della ricerca? Quali sono i temi più gettonati, e come risentono del clima culturale e delle mode? Le risposte a questi interrogativi non sono ovvie, e sono mutate nel tempo, con una forte accelerazione negli ultimi anni dovuta alle reti sociali – ma non solo. Grazie alla testimonianza di un esperto, che in alcuni casi vi ha contribuito direttamente, analizzeremo celebri esempi di successi (e insuccessi) editoriali per approfondire la questione, con un occhio di riguardo ad autori che hanno affrontato il tema della comunicazione del rischio e dell’incertezza.
(*) nel caso ve lo chiedeste, è una citazione: «In questo nostro secolo è un delitto gravissimo per uno Scrittore il trattar materie che annojno, e stancando facciano sbadigliare; desiderandosi che le Scienze ancora più astratte, alte e sublimi ricevano per l’industria ingegnosa dello Scrittore qualche grato belletto, e piacevoli tratteggi d’amenità.» Eusebio Sguario, Dell’Elettricismo, o sia delle forze elettriche de’ corpi, 1746
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Traduttore, docente e comunicatore della scienza
Traduttore, docente e comunicatore della scienza, Luigi Civalleri è laureato in matematica. Ha lavorato in alcune importanti case editrici italiane, per poi dedicarsi come libero professionista alla traduzione, all’editing e alla consulenza editoriale. Tra i libri da lui tradotti: Armi, acciaio e malattie, di Jared Diamond; L’universo elegante, di Brian Greene; Il dilemma dell'onnivoro, di Michael Pollan; Spillover, di David Quammen. Dal 2002 insegna al Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” presso la SISSA di Trieste.
Tutor del laboratorio 2 "Comprendere il rischio, gestire l’incertezza, reimmaginare i futuri", insieme a Giulia Tasquier, Lorenzo Miani e Federica Moscatelli.
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Francesco De Zuani Cassina è docente presso l’IIS Crescenzi-Pacinotti-Sirani di Bologna. Ha svolto il dottorato di ricerca in Didattica della Fisica all’Università di Bologna in cui si è dedicato allo sviluppo dell’identità epistemica degli studenti nelle lezioni di fisica, approfondendo in particolare il ruolo delle dimensioni affettive ed emotive nei processi di apprendimento scientifico. Nel suo lavoro di ricerca ha esplorato come incertezza, complessità e pratiche epistemiche della fisica possano sostenere forme più ricche e autentiche di partecipazione degli studenti, con attenzione ai processi di identificazione, consonanza e dissonanza personale ed epistemologica. È coideatore del gioco FyouTURES, un’attività per la costruzione collettiva di scenari futuri sostenibili.
Una filosofa e una chimica si incontrano, un incontro ‘rischioso’ sul difficile e scivoloso crinale di una mediazione tra linguaggi… La posta in gioco è alta: alberi, mangrovie, nuvole, spin, campi, periferie, vengono messe in gioco per ragionare insieme sulle metafore, sia su quelle che, passando dal campo specialistico a quello della comunicazione (e descrizione) scientifica, possono indurre in errore, sia sulle metafore che modellano il linguaggio tecnico. Il rischio vale la candela?
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Sara Laureti si è laureata in Chimica presso l’Università di Roma “La Sapienza” nel 2004. Ha ottenuto il dottorato di ricerca in Scienza dei Materiali presso la stessa Università nel 2007”. L’attività di ricerca è stata svolta presso l’ISM-CNR, dove attualmente lavora come Ricercatrice a tempo indeterminato.
Fin dall’inizio della sua carriera scientifica, la sua attività è stata dedicata allo studio di materiali magnetici modulati su scala nanometrica per importanti applicazioni tecnologiche. In particolare, ha partecipato a numerosi progetti nazionali ed europei e ha trascorso sei mesi presso l’Institut Néel di Grenoble (supervisore D. Givord), dove ha studiato gli effetti del confinamento dimensionale in sistemi magneticamente accoppiati per scambio. È autrice di circa 40 pubblicazioni su riviste ISI e atti di conferenze, focalizzate sulla fabbricazione e sullo studio delle proprietà magnetiche di film sottili e multilayer nanostrutturati, nanoparticelle e sistemi patternizzati. Attualmente è anche Coordinatrice locale del progetto MIUR “Il Linguaggio della Ricerca – dalla Ricerca alla Scuola… e ritorno”, un progetto che mira a contribuire alla comprensione pubblica della scienza creando una rete tra RICERCA, SCUOLA ed ESPERTI DI DIVULGAZIONE SCIENTIFICA. È cofondatrice e presidentessa di Science is Cool (SCOOL), associazione culturale no-profit che promuove attività culturali, educative e formative finalizzate a coinvolgere, a diversi livelli, il pubblico nella scienza.
Raccontare la scienza trasformando noi stessi e chi ci circonda: appunti di viaggio di uno scienziato storyteller.
In questo intervento condividerò alcune esperienze personali che mi hanno portato a scoprire la potenza e la bellezza della comunicazione emozionale della scienza. Dal teatro alle scuole, dalle storie costruite per il palcoscenico a quelle portate in aula o in conferenza, lo storytelling è diventato per me uno strumento fondamentale non solo per comunicare meglio il mio lavoro e la scienza in generale, ma anche per comprendere più a fondo me stesso come ricercatore e le motivazioni che mi spingono a svolgere quello che, a mio avviso, è uno dei mestieri più belli del mondo.
Racconterò come l’esercizio del narrare abbia trasformato il mio modo di spiegare concetti complessi, di coinvolgere gli studenti e di presentare il mio lavoro in contesti accademici e divulgativi, creando spesso un ponte con persone che non avrei mai immaginato di poter raggiungere così intimamente.
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Luca Marchetti è Professore Associato e Responsabile del Laboratorio di Modellistica Computazionale presso il Dipartimento CIBIO dell'Università di Trento. I suoi interessi di ricerca si focalizzano sulla biologia computazionale dei sistemi, sviluppando tecniche per la descrizione matematica e la modellazione di fenomeni biologici, con particolare attenzione alle alterazioni fisiologiche che portano alle malattie umane. È coautore di un libro di testo sugli algoritmi di simulazione di modelli matematici di sistemi biologici e di oltre 60 articoli scientifici su riviste, libri e atti di conferenze internazionali.
Una filosofa e una chimica si incontrano, un incontro ‘rischioso’ sul difficile e scivoloso crinale di una mediazione tra linguaggi… La posta in gioco è alta: alberi, mangrovie, nuvole, spin, campi, periferie, vengono messe in gioco per ragionare insieme sulle metafore, sia su quelle che, passando dal campo specialistico a quello della comunicazione (e descrizione) scientifica, possono indurre in errore, sia sulle metafore che modellano il linguaggio tecnico. Il rischio vale la candela?
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Cristina Marras è Dirigente di Ricerca dell’Istituto Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee (ILIESI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma. Accompagna la sua ricerca in filosofia, storia delle idee, e umanistica digitale con attività di valorizzazione del dialogo interdisciplinare esplorando i linguaggi e le tecnologie che favoriscono la condivisione di metodi, pratiche e risultati della ricerca, con attenzione alla terminologia e alle metafore come modelli concettuali di organizzazione della conoscenza. Il dialogo è particolarmente attivo con le discipline STEM, ed è alla base di un progetto di ricerca condiviso con i colleghi di chimica fisica Sara Laureti (CNR ISM) e Davide Peddis (UniGe&CNR-ISM) tematizzato in diverse pubblicazioni tra cui la curatela del volume Migrazioni e Contaminazioni tra le Scienze, CNR Edizioni 2023, DOI 10.36173/PLURIMI-2023-4)
Tutor del laboratorio 2 "Comprendere il rischio, gestire l’incertezza, reimmaginare i futuri" insieme a Giulia Tasquier, Federica Moscatelli e Francesco De Zuani Cassina.
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Lorenzo Miani è un postdoc presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Bologna. Laureato in Fisica, con una tesi magistrale sul ruolo dell'interdisciplinarità nell'educazione scientifica, nel suo lavoro di ricerca si è occupato del rapporto tra scienza, società, e politica. Nel corso del suo dottorato ha sviluppato un approccio alla Climate Change Education che connette sostenibilità e futuro sviluppando e analizzando l'incertezza come mezzo per arricchire e complessificare il processo scientifico. È autore di diversi paper pubblicati su riviste peer-reviewed nell'ambito della Phyiscs Education e della Science Education; ha partecipato e presentato il suo lavoro a diverse conferenze di ricerca nell'ambito nazionale e internazionale. È coideatore del gioco FyouTURES, un'attività collettiva di costruzione di scenari sostenibili, implementata in contesti educativi con studenti e docenti in diverse comunità di ricerca internazionali di science education.
Tutor del laboratorio 2 "Comprendere il rischio, gestire l’incertezza, reimmaginare i futuri" insieme a Giulia Tasquier, Lorenzo Miani e Francesco De Zuani Cassina.
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Federica Moscatelli è Dottoranda per il XXXVIII ciclo in Lingue, Letterature e Culture Moderne: Diversità e Inclusione- curriculum World Literature e studi postcoloniali. I suoi interessi di ricerca riguardano gli studi postcoloniali, i border studies, le migrazioni e la finzione speculativa nel contesto ispano-americano. Si è laureata all’Università di Bologna con una tesi sulla migrazione centroamericana verso gli Stati Uniti e ha svolto vari periodi di ricerca all'estero. Ha pubblicato diversi articoli in riviste nazionali e internazionali. La sua tesi di dottorato dal titolo: Co-spirazioni per il futuro. Immaginare alternative comunitarie nella letteratura ecodistopica ispano-americana contemporanea porta avanti un'analisi della ricostruzione di futuri alternativi comunitari in alcune ecodistopie contemporanee.
Monica condurrà, con Andrea Brunello, il laboratorio 1 "A microfono aperto", del pomeriggio.
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Comunicatrice scientifica esperta in didattica non formale.
Ha conseguito la laurea in Fisica alla Sapienza - Università di Roma e il master in Comunicazione delle scienze dell'Università di Padova, dove è stata autrice e conduttrice radiofonica per Radio Bue, la web radio universitaria. Possiede inoltre una solida formazione nel teatro di improvvisazione conseguita con la compagnia Teatro a Molla di Bologna, e diversi workshop con i docenti di Orcas Island Project. Ha lavorato per Explora - il Museo dei Bambini di Roma, per il Museo Tridentino di Scienze Naturali e il MUSE, a Trento, e per il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna, progettando ed erogando attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado e mostre per il pubblico generico. Per Fondazione Feltrinelli, in occasione dell'Expo 2015 a Milano, si è occupata dei progetti di comunicazione e didattica.
Monica Murano è stata docente di fisica per AlphaTest, redattrice scientifica e autrice per Zanichelli Editore ed è co-autrice per Le Scienze di cinque saggi divulgativi sui paradossi della fisica moderna.
È socia fondatrice di Logon, associazione per la diffusione della cultura scientifica e digitale.
Moderatrice della tavola rotonda di apertura "Abitare il rischio: scienza e società tra incertezza e decisioni."
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Docente e Media Communicator
Cristina Rigutto è formatrice e docente universitaria nel campo della comunicazione della scienza e coordinatrice del Master in Comunicazione delle Scienze dell’Università di Trento. Nel corso degli anni ha esplorato ambiti diversi della comunicazione scientifica lavorando a cavallo tra università, centri di ricerca e contesti formativi avanzati. Il suo approccio nasce dall’incontro tra due mondi spesso tenuti separati: le tecniche e la disciplina della comunicazione aziendale e il rigore, l’etica e i tempi della ricerca accademica. In ambito formativo costruisce spazi di confronto in cui complessità e chiarezza non si escludono, accompagnando il dialogo perché le differenze diventino risorsa e non rumore.
“Pubblici” è diventato un termine comune nella discussione e nello studio del rapporto fra scienza e società, usato per sottolineare il carattere diversificato e frammentato del pubblico. Parlare di “pubblici” significa riconoscere che le generalizzazioni riguardo al pubblico sono raramente valide e spesso gravemente fuorvianti e significa considerare un modello di comunicazione contestuale, secondo il quale chi comunica la scienza dovrebbe informarsi e prestare attenzione ai diversi atteggiamenti del pubblico. Durante il suo intervento la prof.ssa Saracino presenterà i dati del monitoraggio condotto a partire dal 2005 dall’Osservatorio Scienza Tecnologia e Società di Observa Science in Society sul rapporto tra cittadini italiani, scienza e tecnologia e i dati raccolti nel 2025 durante il progetto Prin 2022 PNRR SCARER (Risk Communication and engagement for societal resilience) su le attitudini, le credenze e i comportamenti degli italiani rispetto ai rischi ambientali.
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Barbara Saracino è professoressa associata in Sociologia presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Bologna. Si interessa ai temi della Metodologia e della Sociologia della scienza. È esperta di tecniche di indagine e di analisi dei dati sia quantitative sia qualitative. Fa parte del direttivo di ricerca di Observa Science in Society ed è coordinatrice dell’Osservatorio Scienza Tecnologia e Società. È responsabile dell’Unità di ricerca del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell'Università di Bologna per il progetto SCARER Risk Communication and engagement for societal resilience finanziato dal bando Prin 2022 PNRR.
Da sempre pericoli e incertezze pervadono ogni attività umana e nelle società contemporanee – che si parli di cambiamenti climatici o pandemie, alluvioni o terremoti, inquinamento industriale o sviluppi delle biotecnologie – la comunicazione dei rischi per la salute e per l’ambiente ha assunto un ruolo centrale nel dibattito pubblico. Condividere le conoscenze sui rischi è infatti essenziale per proteggere la sicurezza delle persone, affrontare le crisi e le emergenze, gestire le controversie, orientarsi nell’incertezza. Oggi viviamo in una “società del rischio” dove l’accesso alle informazioni è considerato un diritto di cittadinanza, mentre dalla capacità di fronteggiare le minacce a cui siamo esposti può dipendere la vita di molte persone e, forse, la stessa sopravvivenza della nostra società.
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Giancarlo Sturloni è un comunicatore della scienza esperto in comunicazione del rischio, disciplina che insegna alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste e in diverse università italiane. Ha scritto per diverse testate giornalistiche nazionali ed è autore di numerosi saggi, tra cui La comunicazione del rischio per la salute e per l’ambiente (Mondadori Università, 2018) e Il pianeta tossico. Sopravviveremo a noi stessi? (Piano B, 2014). È attualmente il responsabile della comunicazione di Greenpeace Italia.
"Giro girotondo, casca il mondo!" Parlare di rischi nelle Scienze della Terra.
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Micol Todesco è laureata con lode in Scienze Geologiche (Università di Bologna) e ha un Dottorato di Ricerca in Scienze della Terra conseguito presso l’Università di Pisa. Dopo aver collaborato con il CNR e l’Università di Bologna, dal 2005 lavora presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dal settembre 2022 ricopre il ruolo di Direttrice della Sezione di Bologna. Ha trascorso periodi di ricerca all’estero, in California (presso l’Università di Santa Barbara e presso il Lawrence Berkeley National Laboratory) e in Spagna (presso lo CSIC di Barcellona). La sua attività di ricerca riguarda la propagazione dei gas attraverso gli edifici vulcanici e l’interpretazione dei segnali che generano nelle fasi che precedono l’attività eruttiva. Ha seguito diversi studenti in tirocini, tesi di laurea e dottorato.
Appassionata divulgatrice, ha sviluppato numerosi prodotti di divulgazione scientifica, come articoli su riviste, infografiche, percorsi didattici per le scuole, video e podcast. Ha coordinato il gruppo di comunicazione del Dipartimento Vulcani dell’INGV (INGVvulcani) e dal 2016 fa parte del consorzio che organizza la Notte Europea dei Ricercatori a Bologna e in Emilia Romagna.