Suasa

La città romana di Suasa sorge nella media valle del fiume Cesano all'indomani della conquista romana (III secolo a.C.) e viene abbandonata al principio del Medioevo (VI secolo d.C.). Le ricerche dell'Università di Bologna, in corso sin dal 1988, hanno riportato in luce un quartiere abitativo con una grande dimora signorile, chiamata Domus dei Coiedii (II secolo d.C.), impiantata su precedenti abitazioni di età repubblicana, come la Casa ad Atrio e la Casa del Primo Stile. Questo quartiere si affaccia su una strada basolata su cui si apre l'antistante piazza porticata del Foro Commerciale (I-II secolo d.C.). Un grande casale cinquecentesco, chiamato Tappatino, si imposta su un'altra piazza porticata conclusa da un edificio su podio (II secolo d.C.). L'abitato, aperto e privo di mura, era delimitato dalle necropoli sviluppate lungo le principali vie di accesso, mentre sul fianco della collina sovrastante sono adagiati i due edifici per spettacolo, il teatro e l'anfiteatro. Suasa rappresenta una delle scuole di archeologia sul campo di maggiore tradizione dell'Università di Bologna e ha accompagnato la formazione di generazioni di archeologi rispecchiando l'evoluzione stessa dell'archeologia contemporanea.

La storia del sito e delle ricerche

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Progetto Suasa

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