Gli alimenti contengono composti bioattivi in grado di interagire con i meccanismi epigenetici. Sono incluse le vitamine, i minerali, i polifenoli e altri fitonutrienti che possono influenzare in modo positivo o negativo l’espressione genica.
Alcuni nutrienti, come la colina, la betaina, la metionina e le vitamine del gruppo B (B6, B9 e B12), forniscono gruppi metilici (-CH3) necessari per la metilazione del DNA.
L’acido folico, o vitamina B9, è presente in alimenti quali asparagi, spinaci e legumi ed è essenziale per il metabolismo del carbonio e la metilazione del DNA.
La carenza di questi nutrienti può compromettere i processi di metilazione, aumentando il rischio di patologie cardiovascolari, tumori e disturbi neurologici.
I polifenoli, composti presenti in frutta, verdura, the verde, cacao e vino rosso, hanno un’azione epigenetica. Un esempio è dato dall’epigallocatechina gallato (EGCG), un polifenolo contenuto nel the verde, in grado di inibire enzimi coinvolti nella rimozione di gruppi acetilici dagli istoni, mantenendo attivi geni dall’azione protettiva.
Allo stesso modo, il resveratrolo, presente nell’uva e nel vino rosso, è noto per l’attivazione di geni associati alla riparazione cellulare e alla resistenza allo stress. Gli acidi grassi polinsaturi (PUFA), come gli omega-3 presenti nel pesce azzurro e nelle noci, possono modulare l’attività dei microRNA, influenzando l’espressione di geni legati all’infiammazione e al metabolismo.
Questo effetto è importante nella prevenzione di malattie croniche come il diabete di tipo 2, l’obesità e l’aterosclerosi. Le crucifere, come i broccoli, i cavoli e i cavolfiori, sono ricche di glucosinolati, in grado di influenzare la metilazione del DNA e attivare geni coinvolti nella detossificazione e nella protezione contro il cancro.