La ricerca scientifica sta sempre più chiaramente evidenziando un parallelismo tra obesità e invecchiamento biologico, suggerendo che l'obesità possa accelerare il processo di invecchiamento e ridurre la durata della vita sana delle persone.
Portiamo qui ad esempio due studi che hanno analizzato il problema e che sono più facilmente compresi se considerati in sequenza:
"L’obesità può accelerare il processo di invecchiamento" e "L’obesità persistente fin dall’infanzia o dall’adolescenza accelera l’invecchiamento biologico nei giovani adulti della coorte di nascita più anziana del Cile".
Nel primo articolo è stata analizzata l’abbondante letteratura scientifica relativamente al modo in cui l'obesità possa incidere negativamente su vari marcatori di invecchiamento, come la lunghezza dei telomeri (le estremità dei cromosomi, le molecole che contengono la nostra identità genetica), la funzionalità dei mitocondri (le centrali energetiche delle cellule) e i cambiamenti epigenetici (dove l’epigenetica è quella branca della genetica che spiega il perché cellule diverse di un organismo svolgono funzioni diverse pur avendo lo stesso corredo genetico). L'obesità è associata a stress ossidativo e infiammazione, fenomeni che possono accelerare il processo di accorciamento dei telomeri, un marcatore dell’abbondanza della senescenza cellulare, ed alterare i pattern epigenetici che mantengono l’identità dei tessuti biologici. Questa revisione ha evidenziato anche chiaramente come la restrizione calorica possa opporsi a queste alterazioni, migliorando la funzione mitocondriale e ritardando la deriva epigenetica cioè quel lento processo che porta le cellule del nostro corpo verso un’identità non definita e quindi ad operare non in sincronia al contesto in cui sono anatomicamente inserite.
Il primo articolo conclude quindi proponendo che l’abbondante letteratura scientifica sull’obesità ci indica indirettamente come questa condizione metabolica possa essere interpretata come un acceleratore dei processi deteriorativi dell’invecchiamento.
Il secondo articolo non è una revisione della letteratura scientifica ma un’indagine mirata per valutare le prove a favore dell’ipotesi che l’obesità provochi un’accelerazione del naturale deterioramento generalizzato osservabile con il passare degli anni. Questa ricerca indaga una coorte di persone nate in Cile negli anni '90 e che hanno vissuto in ambienti obesogenici (cioè favorenti l’obesità) per gran parte della loro vita. Questo studio rileva come i marcatori di invecchiamento siano più pronunciati in giovani adulti con persistente obesità fin dall'infanzia o adolescenza. Qui, i segnali di invecchiamento biologico, come l'accorciamento dei telomeri e le variazioni epigenetiche, appaiono molto precocemente, collegandosi a profili cardiometabolici compromessi.