Aggiornamento del sito: 28 gennaio 2026
Claudio Tubertini è stato come editore uno dei fondatori, con noi due, di Griseldaonline. Aveva già lavorato come editor alla Rizzoli e poi a Bologna alla Clueb. E' lì che l'abbiamo conosciuto. Abbiamo apprezzato subito non solo il suo valore di Editore ma anche la condivisione che con noi e un manipolo piccolo, allora, di giovani studiosi e di un tecnico informatico entusiasta aveva di dare vita presso l'allora Dipartimento di Italianistica alla prima Rivista letteraria universitaria online in Italia e che negli anni si è consolidata come una delle più importanti a livello internazionale. Gian Mario, Elisabetta e Marco avevano bisogno di essere aiutati, in un progetto che allora era agli albori della digitalizzazione, da un vero Editore come Claudio, un Editore che ci supportasse con la sua esperienza e il suo entusiasmo per il nuovo che stava avanzando in modo tumultuoso e che però molti colleghi dell'area umanistica ancora non sapevano cogliere. Claudio aveva da poco fondato una sua casa editrice, la Gedit e poi Archetipo libri, per approdare infine alla Pàtron, con le quali insieme pubblicammo come Dipartimento molti libri, manuali, guide interdisciplinari, taluni veramente importanti. Ma il nostro ricordo va soprattutto a quelle prime riunioni in cui sentivamo che potevamo tentare di sperimentare oltre la "carta": ricordo il sorriso buono di Claudio, la sua discrezione unita a una eleganza un po' british che però si accendeva del nostro entusiasmo e anzi lo rinfocolava mentre prendeva forma la nuova, avventurosa Rivista online (tutti i primi numeri sono reperibili nell'Archivio di Griselda). E poi le discussioni animate e partecipi sull'Editoria, il rapporto sui libri a stampa e il futuro della Rete, spalleggiati dal giovane informatico Marco Serra, anche lui felice di poter lavorare a un progetto che usciva dalle logiche più abitudinarie e ambiva ad incrociare tecnica con saperi (e oggi Marco è una delle anime di Griselda insieme ai quattro Direttori e al variegato e appassionato comitato scientifico). Ti ricorderemo per questo e tanto altro, caro Claudio. Non ci vedevamo da tempo ultimamente ma la tua scomparsa che non prevedevamo così repentina (per noi eri sempre il "giovane" Editore che ci aveva dato fiducia ed entusiasmo) ci ha riportato ad una stagione felice e irripetibile di sogni e progetti pieni di vitalità che speriamo le nuove generazioni sappiano riprendere con la nostra stessa allegra e costruttiva incoscienza, nostra e tua.
Gian Mario Anselmi ed Elisabetta Menetti
Nel nuovo numero di Griselda troverete un lungo resoconto sulla vita di Carlotta Bologna, a firma della sua pronipote Elisa Zimarri: Bologna, nata a Parma, ha vissuto la maggior parte della sua vita in Polonia, dove è stata un’importante attrice e pittrice, partecipando alla vita culturale del paese negli anni a cavallo della Seconda guerra mondiale. Pochi anni fa è uscita in lingua polacca una sua autobiografia, di cui Zimarri ha trascelto alcuni passi per poi ricucire i vari episodi in una narrazione unitaria che qui presentiamo. Un ampio saggio di Andrea Pagani sulla Gerusalemme Liberata rilegge il poema come una sorta di controcanto emotivamente turbato all’impresa eroica (ma sanguinaria) della conquista del Santo Sepolcro. Nicola Bonazzi intervista poi Antonio Castronuovo sui due volumi da lui realizzati per Sellerio: Dizionario del grafomane e Dizionario del bibliomane. Chiudono il numero due saggi interdisciplinari di Bruna Capparelli: nel primo si propone una riconfigurazione del rapporto fra giustizia e letteratura attraverso una lettura dell’Odissea come grande laboratorio antropologico e giuridico; il secondo intervento ripensa il tempo della Giustizia alla luce della lentezza, dell’ascolto e della sospensione, in opposizione alla logica accelerata della modernità giuridica e produttiva. La Giustizia, così intesa, non coincide con la punizione, ma con la capacità di attendere, comprendere e accompagnare. Buona lettura!
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Una sitografia che riunisce gli strumenti digitali dell’Italianistica attualmente disponibili in rete
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Le immagini di questo numero sono concesse con la licenza Creative Commons da Maison de Victor Hugo - Hauteville House sulla piattaforma Paris Musées
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