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ISSN 2724-6485 - Griselda, il portale della letteratura

Aggiornamento del sito: 29 maggio 2026

Aggiorniamo la sezione Dibattiti e questioni con due interventi

Il primo, di Claudia Correggi (Sabotata 'l'antilingua', la 'pappa' è pronta), prende in esame il testo delle Nuove indicazioni nazionali (NIN) del 2026 e quello delle NIN 2010, in un’analisi comparativa esercitata su alcuni elementi semantico-lessicali presenti nei due testi. Prima che una riflessione sui contenuti delle proposte, una meditazione su come termini e concetti (è ad esempio illuminante la diversa articolazione che nei due casi assume il termine “cittadinanza”) facciano emergere (inaspettatamente) nelle Indicazioni 2026 una diversa scala di valori assiologici che riguardano non solo la scuola, ma l’immagine stessa di società che emerge dalle scelte degli estensori, rispetto alle Indicazioni del 2010.
L’articolo di Alessandro Ferioli (Le tracce della prima prova dell’esame di Stato - Sessione Ordinaria 2025-2026) è ormai un appuntamento fisso nell’inizio dell’anno scolastico. Anche quest’anno Ferioli approfondisce aspetti culturali, ideologici e di impianto educativo delle singole tracce, che appaiono quest’anno particolarmente tra loro diverse e insolite. Confrontandosi con giudizi e valutazioni che hanno commentato, più o meno a ridosso dell’esame, le scelte ministeriali (espressi da Simone Giusti, da Corrado Ocone, Francesca Licci e altri) Ferioli si interroga a sua volta non solo sulla logica complessiva che ha guidato la scelta delle tracce, ma anche sugli aspetti formativi più generali che esse sembrano richiedere e stimolare, rivelando forse un punctum dolens complessivo del sistema-scuola italiano, che è il dovere, spesso mancato di (sono parole di Francesca Licci) «insegnare anche il coraggio del pensiero».

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Gian Mario Anselmi - La letteratura e l’insostenibile brusio di fondo delle vite cancellate

Pubblichiamo nella sezione “Dibattiti e questioni” una stimolante riflessione di Gian Mario Anselmi (La letteratura e l’insostenibile brusio di fondo delle vite cancellate).
L’intervento si interroga provocatoriamente sulla ricerca di un nuovo senso da dare allo studio (e quindi all’insegnamento) della letteratura, di fronte allo sconvolgimento vertiginoso delle coordinate spazio/temporali e culturali del nostro presente.
L’attenzione per il “brusio” indistinto degli esclusi dalla Storia e dalla Geografia dell’Occidente (ma, dobbiamo chiederci, quale Occidente?), non può essere ridotta al facile sarcasmo sugli eccessi di certo teratologico cancelling; è invece il momento di ripensare, secondo Anselmi, lo “spazio” attuale della letteratura, non per contrapporre al Canone occidentale la voce degli esclusi recuperabile negli interstizi della storia o nelle “periferie” (siano esse geografiche, sociali o antropologiche), ma soprattutto per leggere con occhi nuovi e nuove sensibilità i grandi testi della tradizione, che possono ‘interrogarci’ in maniera inaspettata, a condizione di uscire dagli steccati di ogni filologismo asfittico.
Che sia questa (e la domanda che chiude il testo è quanto mai pertinente in prossimità del Congresso annuale ADI a Trento) “la vera nostra responsabilità qui ed ora?

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Novità

Nel nuovo numero di Griselda troverete un lungo resoconto sulla vita di Carlotta Bologna, a firma della sua pronipote Elisa Zimarri: Bologna, nata a Parma, ha vissuto la maggior parte della sua vita in Polonia, dove è stata un’importante attrice e pittrice, partecipando alla vita culturale del paese negli anni a cavallo della Seconda guerra mondiale. Pochi anni fa è uscita in lingua polacca una sua autobiografia, di cui Zimarri ha trascelto alcuni passi per poi ricucire i vari episodi in una narrazione unitaria che qui presentiamo. Un ampio saggio di Andrea Pagani sulla Gerusalemme Liberata rilegge il poema come una sorta di controcanto emotivamente turbato all’impresa eroica (ma sanguinaria) della conquista del Santo Sepolcro. Nicola Bonazzi intervista poi Antonio Castronuovo sui due volumi da lui realizzati per Sellerio: Dizionario del grafomane e Dizionario del bibliomane. Chiudono il numero due saggi interdisciplinari di Bruna Capparelli: nel primo si propone una riconfigurazione del rapporto fra giustizia e letteratura attraverso una lettura dell’Odissea come grande laboratorio antropologico e giuridico; il secondo intervento ripensa il tempo della Giustizia alla luce della lentezza, dell’ascolto e della sospensione, in opposizione alla logica accelerata della modernità giuridica e produttiva. La Giustizia, così intesa, non coincide con la punizione, ma con la capacità di attendere, comprendere e accompagnare. Buona lettura!

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E' uscito il numero 15 (nuova serie) - maggio 2026 - della Sezione didattica del portale

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Gli strumenti dell'Italianistica digitale

Una sitografia che riunisce gli strumenti digitali dell’Italianistica attualmente disponibili in rete

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E' uscito il nuovo numero della rivista «Griseldaonline», V. 24 n. 2 (2025): Censura

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Le illustrazioni del nuovo numero sono dedicate ai poster del Rijksmuseum Museum

Le immagini di questo numero sono concesse con la licenza Creative Commons

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