Questo corso esplora come le narrazioni mediatiche plasmino le percezioni pubbliche delle/gli atlete/i paralimpiche/i e della disabilità. Analizzando stereotipi ricorrenti – come i frame del “supercrip” e della “pietà” – e mettendoli a confronto con le prospettive degli/lle atleti/e, mette in luce lo scarto tra rappresentazione e realtà. Basandosi su interviste reali, teoria dei media e pratiche giornalistiche, il corso promuove ritratti delle/gli atlete/i con disabilità più rispettosi, accurati e valorizzanti.
Sviluppato come risultato del progetto PRIN 2022 PNRR “dis-ABILITY! – Challenging the stigma of disability by altering the media representation of the Paralympic Games”, questo MOOC è concepito come una legacy sociale: una risorsa aperta e co-creata insieme alle/gli atlete/i paralimpiche/i, non soltanto su di loro.
Il motivo: perché esiste questo corso
Le persone con disabilità restano significativamente sotto-rappresentate nei media. Quando compaiono, le loro storie vengono spesso raccontate attraverso una lente ristretta che non riesce a cogliere la complessità delle loro vite come atlete/i e come cittadine/i.
I Giochi Paralimpici offrono un raro palcoscenico globale di visibilità, eppure questa opportunità non sempre viene utilizzata per promuovere rappresentazioni eque, accurate e inclusive. Questo MOOC nasce come risposta diretta a tale scollamento: è progettato per andare oltre l’analisi accademica tradizionale e affrontare il divario tra come gli/le atleti/e vengono raccontati/e e chi sono davvero.
La metodologia: un progetto di legacy sociale
Questo MOOC è il risultato di un finanziamento PRIN-PNRR realizzato in collaborazione da due Unità di Ricerca. Guidato dal Principal Investigator Prof. Sakis Pappous (Università di Bologna) e dal Co-Principal Investigator Prof. Paolo Diana (Università di Salerno), il progetto è concepito come un “social legacy project” con una missione chiara: dare voce ai protagonisti del movimento.
Per creare questi contenuti, i team di ricerca hanno intrapreso un intenso processo di co-creazione, intervistando un’ampia gamma di atleti/e paralimpici/he italiani d’élite. È stato chiesto loro direttamente di valutare l’attuale rappresentazione mediatica: cosa apprezzano, cosa ritengono manchi e come desiderano essere raccontati.
Le evidenze presentate nel corso riflettono quindi l’esperienza vissuta di chi attraversa ogni giorno il panorama dei media sportivi. È un progetto costruito con loro, non semplicemente su di loro.
L’obiettivo: costruire una nuova narrazione
L’obiettivo principale di questo MOOC è mettere nelle condizioni giornalisti, professionisti dei media, studenti e membri della comunità delle persone con disabilità di raccontare storie diverse e più autentiche.
Combinando i risultati di ricerca dell’Università di Bologna e dell’Università di Salerno con le esperienze dirette degli/lle atleti/e paralimpici/he, il corso fornisce strumenti pratici per:
- riconoscere e superare trope mediatici ricorrenti;
- adottare cornici narrative più inclusive e accurate;
- favorire un cambiamento culturale duraturo nel modo in cui lo sport paralimpico viene rappresentato.
Progettato come risorsa aperta, flessibile e rinnovabile, questo corso invita ad ascoltare queste voci e a diventare parte attiva del cambiamento..
Il MOOC è disponibile qui.