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Storie di Field Work. Valeria Branca: "Sono volata in Messico per studiare la corruzione, con il sogno della carriera diplomatica in valigia."

Valeria Branca, classe ’95, è nata a Roma e cresciuta con la passione per quel modo connesso e internazionale di vivere il mondo che andava via via sviluppandosi a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio. Nella sua città natale, Valeria ha scelto di concretizzare quella sua naturale inclinazione con una laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso La Sapienza.

Con il primo 110 e lode in tasca e il progetto di una carriera diplomatica ben delineato all'orizzonte, e poi partita alla volta dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna per prendere parte al programma di Laurea Magistrale International Cooperation on Human Rights

Il biennio presso l’ateneo bolognese è stato caratterizzato da tanto impegno ma anche da una stimolante vita studentesca, ulteriormente arricchita dall’esperienza di cooperazione internazionale allo sviluppo resa possibile dal programma Field Work.“Ho conosciuto il bando Field Work nel settembre del 2018. Me lo ricordo bene, perché mi trovavo in Erasmus ad Alicante e cercavo disperatamente un’opportunità che mi permettesse di scrivere la tesi all’estero. Un giorno, a casa con un mio amico abbiamo trovato il bando, appena pubblicato sul sito, e ho subito pensato che non poteva che essere un segno del destino,” ricorda Valeria. “Il bando sembrava creato appositamente per me, per le mie esigenze. In tutta onestà, sognavo di poter scrivere la tesi e mettermi in gioco in un paese in via di sviluppo. Ho sempre viaggiato in contesti europei ed era ormai maturato in me il desiderio di mettermi alla prova in un contesto diverso.”

Valeria parte per Città del Messico il 4 agosto 2019, con il progetto di lavorare con una NGO locale e scrivere la sua tesi in materia di corruzione. L’Observatorio Nacional Ciudadano è infatti una NGO che si occupa di analizzare i crimini di alto impatto, i crimini locali e il tasso di corruzione locale, con un focus sulla società civile. Un'esperienza diretta, questa, decisiva per dare corpo alla ricerca di Valeria. “Lavorando direttamente con questa organizzazione, ho potuto comparare il loro operato in materia di politiche anticorruzione con quelle attuate dalla nostra ANAC (Autorità nazionale Anticorruzione, ndr.). La mia tesi di ricerca è stata una comparazione tra le misure poste in essere in Messico e in Italia.”

Partire per un periodo, più o meno lungo, di studio e lavoro all’estero, è sì un’esperienza di crescita che rimarrà per sempre parte del nostro DNA culturale, ma allo stesso tempo può anche presentare difficoltà di adattamento a contesti nuovi e caratterizzati da codici sociali sconosciuti. In questo, Valeria sente di essere stata molto fortunata con la sua scelta: “il Messico è un paese meraviglioso. La cultura è vicina a quella italiana in molti aspetti. Le persone sono estroverse, gentili, e soprattutto amano il cibo. Non incontrerai mai un messicano o una messicana che ‘no quiere compartir la comida contigo’ (non desidera condividere il suo pasto con te, ndr.).” Questo perché il cibo, la comida, è un simbolo di condivisione.

“Se dovessi scegliere una parola per descrivere le persone con cui mi sono rapportata, sceglierei ‘generosità’. Ho fatto tantissime amicizie e sono stata anche molto fortunata perché due miei amici conosciuti in Spagna, vivevano proprio a Città del Messico. Tutte le volte che si poteva viaggiare, esploravamo. Mi è rimasto impresso nella memoria anche un weekend in particolare, durante la festa dell’indipendenza, quando sono stata ospite della famiglia del mio amico Eric. Ho iniziato a mangiare alle 9 di mattina e ho smesso dopo la mezzanotte!”

Una cultura familiare, quella messicana, che però ha anche un risvolto meno positivo. “C’è un aspetto che mi ha turbato molto: il machismo. È assurdo come non ci rendiamo conto della società in cui viviamo, finché non usciamo fuori dal nostro piccolo guscio e ci misuriamo con altre realtà. In Messico, il culto del machismo è profondamente radicato e ho avuto innumerevoli episodi che me lo hanno dimostrato. Non mi sento di entrare negli esempi specifici, però ci tengo a dire che purtroppo siamo ancora molto lontani dall’avere la parità di diritti tra uomo e donna e lo si può constatare in qualsiasi ambiente lavorativo. L’idea che la donna debba stare a casa a lavare, stirare, pulire e a fare la brava casalinga è radicata in tantissimi messicani.”

Il Field Work non è stata però un’esperienza puramente culturale, ma sopratutto di crescita professionale. “Non capita tutti i giorni di poter lavorare con una NGO che si occupa di denuncia del crimine. Lavoravo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18. Una sfida continua, durante la quale imparavo ogni giorno qualcosa di nuovo, dal draft dei report all’analisi dei big data, dall’uso di programmi specifici per il calcolo alla divulgazione sociale. La skill principale che credo di aver sviluppato in questa esperienza è stato senza dubbio il problem solving.” E alla domanda, se il Field Work sia stata per lei un’esperienza da consigliare ai suoi colleghi studenti, Valeria risponde: “Assolutamente sì, mi sento migliorata sotto qualsiasi punto di vista. Non essendomi mai avvicinata così tanto al mondo del lavoro, il semplice essere sempre puntuale in ufficio è stato un piccolo traguardo. Oltre a questo, rapportarsi con colleghi con un background culturale completamente diverso dal tuo non è facile, riuscire inoltre a gestire le situazioni in un’altra lingua è altrettanto dura. Ma lo rifarei altre mille volte.”

Nel novembre del 2019, Valeria ha discusso con lode la sua tesi, mettendo così a disposizione della collettività la sua ricerca e la sua esperienza. La passione per la carriera diplomatica ha poi portato Valeria a continuare la sua formazione a Roma, con un Master di II livello in International Public Affairs presso la Luiss Business School.

“Un grazie di cuore va all’Università di Bologna che mi ha dato questa opportunità e che mi ha sempre supportata e aiutata durante tutto il percorso. Ora guardo al futuro ancora più convinta delle mie aspirazioni e desidero tramutarle in realtà al più presto, vincendo il concorso diplomatico.”


In bocca al lupo, Valeria!

Field Work - Città del Messico

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