Nonostante i notevoli passi avanti dal punto di vista educativo, tecnologico e terapeutico compiuti negli ultimi trent’anni, la cardiopatia ischemica rimane la principale causa di morte a livello globale. Un aspetto ancora critico è rappresentato dalle disuguaglianze, nell’accesso e negli esiti delle cure, che colpiscono maggiormente donne, anziani e persone fragili, gruppi spesso esclusi o sottorappresentati nei principali studi clinici, con conseguenze negative sulla qualità delle cure ricevute.
Il Laboratorio di Epidemiologia e Cardiologia Clinica è nato sotto la guida del Prof. Raffaele Bugiardini e della Prof.ssa Olivia Manfrini con l’obiettivo di identificare e analizzare tali disparità, comprenderne le cause e sviluppare soluzioni.
Il lavoro del gruppo di ricerca è fondato sulla consapevolezza dell’importanza dei Big Data nella ricerca clinica. Fin dalle prime fasi, il laboratorio ha riconosciuto il potenziale di analisi su larga scala per comprendere e affrontare problematiche di interesse clinico. In linea con tale principio, una delle prime e principali attività del Laboratorio è stata la creazione del registro ISACS-TC (International Survey of Acute Coronary Syndromes for Transitional Countries, NCT01218776). Questo studio osservazionale multicentrico e internazionale fu progettato per raccogliere dati sulle sindromi coronariche acute (angina instabile e infarto) nei Paesi dell’Europa orientale che avevano un'economia in via di transizione, fornendo una base solida per l’analisi delle disparità nella prognosi rispetto all'Europa occidentale.
Negli anni, il laboratorio ha integrato tecniche avanzate di analisi statistica e Machine Learning, in collaborazione con centri specializzati. Questi strumenti hanno consentito di condurre studi approfonditi su temi cruciali, tra cui:
Attualmente il laboratorio coordina ed elabora i dati relativi a più di 100.000 pazienti provenienti da centri localizzati in Serbia, Macedonia, Croazia, Romania, Kosovo, Bosnia-Herzegovina, Italia e Montenegro. La prospettiva globale che da sempre anima i progetti ha consentito di costruire una solida rete di collaborazioni internazionali che unisce passione per la ricerca, etica e rigorosità del dato. Ciò ha dato il via a numerosi lavori scientifici realizzati in collaborazione con altri registri, tra cui il britannico EMMACE.