Figure del repertorio teatrale

La lista delle figure che segue riguarda quelle che appaiono negli oggetti studiati e analizzati della collezione, non è una lista complessiva: 

  • Hannyaè probabilmente la maschera più nota nel teatro nōHannya è la rappresentazione dello spirito demoniaco femminile generato dalla gelosia e dall’ossessione, ed è una figura estremamente vendicativa. Questa maschera compare in drammi come Aoi no ueDōjōji Momijigari. È caratterizzata da una bocca aperta in un ghigno spaventoso, gli occhi spalancati, le sopracciglia corrucciate e le corna, ma allo stesso tempo sembra chiedere aiuto e pietàA volte si possono intravedere singoli capelli scendere sulla fronte in modo scomposto. 
  • Hyottoko: maschera folklorica, rappresenta il buffone ed è spesso associata a Okame, la versione femminile. La sua caratteristica distintiva è la bocca a forma di tubo, leggermente storta, e può presentare entrambi gli occhi ben aperti, oppure un occhio aperto e uno chiuso. 
  • Okame: con i suoi occhi sottili e il volto paffuto e sorridente, esprime benevolenza e prosperità. È conosciuta anche con il nome di Oto, associato al teatro kyōgen, in cui la maschera viene usata per i ruoli di donne non attraenti.  Nelle rappresentazioni folkloriche di tradizione Edo appare spesso in coppia con Hyottoko, e gli attori che indossano queste maschere mettono in scena, in tali occasioni, episodi umoristici. Pare anche che un tempo esistessero cantastorie itineranti che indossavano questa maschera.  
    Nelle rappresentazioni folkloriche la maschera di Okame viene usata anche per il ruolo della dea Uzume, sempre dal contesto del kagura, la dea shintō della danza. Uzume riveste, inoltre, un ruolo fondamentale nella creazione del teatro, poiché la danza che eseguì di fronte alla Caverna Celeste, in cui la dea Amaterasu si nascose, viene tradizionalmente considerato l’atto originario delle arti performative in territorio giapponese. Non è un caso, infatti, che Zeami Motokiyo (XIV-XV secolo), fondatore del teatro nō così come lo conosciamo oggi, nel Fūshikaden(trattato sul nō) includa tra le ipotesi sulle origini del teatro nō proprio il celebre “episodio della caverna”.  
  • Okina: è una delle tre figure di anziano che si esibiscono nell’omonimo dramma nō. L’attore indossa la maschera Hakushi jō, bianca, caratterizzata da rughe lungo il viso, dai baffi e dalla barba sul mento. Presenta poi la caratteristica di avere la mandibola separata dal resto della maschera e tenuta in posizione da corde applicate ai lati della bocca. È riconoscibile, inoltre, per l’okina eboshi (tipologia di copricapo a calotta), e danza con un ventaglio in mano. 
  • Sanbasō: uno dei tre attori che danzano in Okina, è interpretato da un attore kyōgen. Indossa la maschera di anziano di colore nero (in contrapposizione alla maschera di Okina, di colore bianco), detta Kokushiki jō, e il tipico copricapo kensaki eboshi (alto cappello che termina con tre punte, creando una sorta di triangolo, e decorato con linee orizzonatli lungo tutto il corpo). Indossa un hitatare (veste a maniche lunghe tipica del vestiario militare) e dei komi ōkuchi (tipologia di pantalone che prevede un contenimento dell’apertura), e tiene in mano un ventaglio. La danza di Sanbasō faceva parte del programma shikisanban(i tre riti), il quale prevedeva una serie di danze rituali in cui venivano rappresentati tre uomini anziani: Chichi no jō (successivamente scomparso nel repertorio nō), Okina e Sanbasō; queste tre figure di anziani erano viste come manifestazione del divino. La danza e il canto di Sanbasō sono dedite ad augurare un buon raccolto e la sua esecuzione si caratterizza di due sezioni: la prima, detta momi no dan, è vivace e movimentata, caratterizzata dal battere dei piedi sul palcoscenico, e l’attore ancora non indossa la maschera; nella seconda, indossa la maschera e danza con dei campanelli. Nella sezione detta suzu no dan, ha in mano anche un sonaglio. 
  • Senzai: uno dei tre attori che danzano in Okina, è interpretato da un giovane attore. Indossa il tipico vestiario dei samurai: samurai eboshi (caratterizzato da una ripiegatura di una parte del copricapo), hitatareeōkuchi(pantaloni a gamba larga), una spada legata in vita e un ventaglio. Danza la Senzai no mai (la danza di Senzai), preludio di Okina. È una danza vivace con l’accompagnamento di tre kotsuzumi(piccoli tamburi) e un flauto, durante la quale entra in scena il menbako mochi, che porta la scatola all’interno del quale si trova la maschera di Okina.  
  • Shirabyōshi: erano intrattenitrici che ebbero particolare successo in un arco di tempo a cavallo tra i periodi Heian e Kamakura (tra XI-XIII secolo); si distinguevano per un tipo di danza energico e dinamico, caratterizzato dal battere ripetuto dei piedi sul palcoscenico, un canto probabilmente monotono, che si basava più sul ritmo piuttosto che sulla melodia, e un vestiario maschile:suikan(tipologia di sopravveste caratterizzata da un pezzo unico con aperture sulle spalle e due elementi globulari sul davanti) o hitatare,ōkuchi, tate eboshi (tipologia di copricapo alto), una spada e un ventaglio. Il loro strumento di accompagnamento era il tamburo,tsuzumi.  
  • Shōjō: Shōjō è unoyōkai(creatura soprannaturale) popolare giapponese con origini cinesi. Il termine "shōjō" è associato al primate noto come "orango£. Possiamo infatti trovare delle similarità tra questo animale e il modo in cui veniva rappresentato questo essere: viso e capelli rossi, scompigliati, amante del sakè, che vive in prossimità del mare o lungo i corsi fluviali.  Viene rappresentato come un esseredalle fattezze umaneedal fare e l’aspetto giovanile.Poiché è amante dell’alcol, in antichità veniva considerando anche lo spirito delsakè.Shōjōè anche il titolo di un drammanō.