Come la regolazione plasma la trasformazione industriale nell’Unione Europea
Pubblicato il 25 marzo 2026
Un nuovo articolo co-firmato da Manuela Moschella, Professoressa di Scienza Politica all’Università di Bologna e Direttrice di EUFutures, insieme a Fabio Bulfone e Joan Miró, analizza il modo in cui l’Unione Europea utilizza la regolazione come strumento chiave della politica industriale nel contesto del Green Deal e dell’intensificarsi della competizione geopolitica. Pubblicato su Politics and Governance, l’articolo “A Strong Regulator? The EU’s Uneven Regulatory Capacity in Green Industrial Policy” esamina la regolazione come uno degli strumenti principali attraverso cui l’UE cerca di promuovere la trasformazione industriale. Gli autori concettualizzano la politica industriale regolatoria come articolata attraverso tre canali—la strutturazione dei mercati, la definizione dei processi produttivi e l’orientamento dei flussi finanziari—e sviluppano un framework per spiegare la variabilità della capacità regolatoria della Commissione europea. Superando le interpretazioni che enfatizzano esclusivamente autorità legale e competenze tecniche, gli autori sostengono che gli esiti regolatori siano influenzati da due fattori politici cruciali: la coesione degli attori economici e la salienza delle questioni di policy. Sul piano empirico, il framework viene illustrato attraverso tre iniziative emblematiche del Green Deal europeo: la tassonomia UE per le attività sostenibili, la revisione degli standard di emissione di CO₂ per i veicoli e il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM). Nel complesso, questi casi mostrano come la coesione degli interessi economici e il grado di politicizzazione condizionino la capacità regolatoria della Commissione. Più in generale, i risultati mettono in discussione l’idea che regolazione e politica industriale siano approcci antitetici. Al contrario, la regolazione emerge come uno strumento centrale della politica industriale, in grado di orientare i mercati e rimodellare le strutture economiche in modi tradizionalmente associati all’intervento diretto dello Stato.