Il progetto

Officina delle lingue, letterature e culture in transito

Negli ultimi anni, anche grazie al progetto di Eccellenza (2018-2022), il LILEC ha sviluppato un percorso transdisciplinare basato su alcune parole chiave che attraversano l’intera comunità di ricerca del Dipartimento, per sua natura plurale, con 18 aree linguistiche, letterarie e culturali: diversità, convivenza, innovazione, sostenibilità e patrimonio. Al centro di questo percorso vi è l’idea che le discipline umanistiche possano e debbano contribuire in modo decisivo a individuare i nuovi bisogni di un territorio, locale e globale, sempre più dinamico e in rapido cambiamento.

Il progetto integra un lavoro di ascolto del territorio, volto a far emergere problemi ed esigenze spesso poco visibili (troubleshooting), con azioni orientate a rispondere alle sfide che ne derivano (problemsolving). In questo modo si configura come un’opportunità per continuare a esplorare e reinterpretare il tessuto urbano, composto da una molteplicità di centri, inclusi quelli considerati marginali e le municipalità limitrofe,  insieme alla cittadinanza, oggi non solo multietnica ma sempre più autenticamente multiculturale.

Le linee di riflessione

Attraverso le ricerche già avviate in Dipartimento (es. Polifonia, WeTell, UniVocittà, KiParla, Nip Pop, le attività del Laboratorio Sperimentale) appare fortissima la necessità di ripensare alcune categorie concettuali consolidate in percorsi di studio già innovativi e a loro modo rivoluzionari. Alcuni esempi di queste categorie sono: il postcoloniale, il postmoderno, gli studi di genere, gli studi sul patrimonio culturale, le digital humanities applicate al campo sociale. Infatti, i cambiamenti portati da comunità che animano da tempo il nostro territorio, come le nuove in arrivo, rendono necessaria la creazione di nuove visioni e descrizioni che colgano al meglio questa dinamicità.

Il nostro approccio

Ci proponiamo di creare nuove pratiche di ascolto del territorio, scaturite dall’incontro con diverse comunità e individui, per mettere in discussione le categorie interpretative finora utilizzate per ragionare di convivenza, diversità e pari opportunità, partecipazione. Inoltre, con l’aiuto della cittadinanza, proveremo a capire se stiamo osservando la società che evolve a partire da pre-giudizi teorici. In questo modo, potremo ripensare il nostro agire e rivedere schemi e canoni interpretativi, aprendoci a nuove prospettive, intercettando i bisogni emergenti di comunità che stanno cambiando orizzontalmente (comunità che si allargano e si “contaminano”) e verticalmente (confronto tra le diverse generazioni di una stessa comunità). La stessa idea di comunità è oggetto di riflessione, poiché è a tutt’oggi inscritta in una semantica fortemente connotata, laddove l’esperienza sul campo ci sta suggerendo che le comunità sono molto più eterogenee dei modelli a tutt’oggi applicati, sia in termini di risorse che di bisogni.

Ecco l'elenco delle parole utilizzate dalle persone intervistate: l'umanità, necessità, vedere, conoscenza, flusso, cambiano, l'infinito, diversità, eredità, viaggio,esperienza, camminare, transito, bisogni, culture, complessiva, metamorfosi, dialogo, nuove, esplorazione, esigenze, raffigurazione, contatto, territorio, trasformativa, comunità, condivisione, conoscere, racconto, multiculturalità

In occasione della Notte  Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori 2025, abbiamo chiesto alle persone cosa significasse per loro "Osservatorio delle Lingue e delle Culture in Transito". Ecco le loro risposte.

I cantieri

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Il festival

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L'officina

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