Eventi

Università di Trento- Facoltà di Giurisprudenza

27 febbraio 2021

ore 9:30-12:00

Il giudice della protezione internazionale e il sapere antropologico: prove di un approccio interculturale nel giudizio?

Secondo incontro del Ciclo di dialoghi interdisciplinari sull'interculturalità

L’incremento dei flussi migratori ha comportato, tra le altre cose, la crescente necessità per i giudici di interrogarsi relativamente al se e in che modo l’applicazione e interpretazione delle norme giuridiche debbano tenere in considerazione il bagaglio culturale delle persone immigrate. 
La protezione internazionale rappresenta certamente uno degli ambiti in cui tale fenomeno è maggiormente evidente: l’utilizzo stesso di talune categorie specifiche del diritto della protezione internazionale (la nozione di “appartenenza a un determinato gruppo sociale” o di “religione” ai fini del riconoscimento dello status di rifugiato, ad esempio) e la circostanza che l’oggetto del giudizio sia prevalentemente costituito dal “vissuto” della persona implicano per i giudici della protezione internazionale la necessità, al fine di garantire l’effettività del rimedio giudiziale, di guardare alla realtà processuale con occhi culturalmente consapevoli e ragionevolmente attenti alla diversità. In questo contesto, l’interprete può essere indotto a cercare da sé, magari attraverso fonti internazionali di informazione, indicazioni relative alle realtà sociali dei Paesi di provenienza dei/delle richiedenti asilo oppure può integrare il suo sapere attraverso l’apporto di periti esperti in discipline diverse da quelle giuridiche, quali, in primo luogo, l’antropologia. 
In questo secondo incontro per il ciclo dei dialoghi interdisciplinari sull’interculturalità, giudici della protezione internazionale e antropologhe affronteranno il tema in oggetto, evidenziando le opportunità, ma anche le sfide di un dialogo autenticamente interdisciplinare, oltre che interculturale.

Presiede:

  • Prof. Davide Strazzari, Università di Trento

Intervengono:

  • Prof.ssa Barbara Sorgoni: L’antropologia “in” giudizio o “a” giudizio?, Professoressa di Antropologia delle migrazioni, Università di Torino

  • Dott.ssa Maria Cristina Contini: Il mondo in un fascicolo: il giudice della protezione internazionale di fronte allo straniero, Magistrato addetto all’ufficio legislativo preso il Ministero della giustizia, già giudice della sezione specializzata in materia di immigrazione, Tribunale di Milano

  • Dott. Luca Minniti: Il giudice e la comprensione di quel che accade altrove tra approcci scettici o, al contrario, “fideistici”, Giudice della sezione specializzata in materia di immigrazione, Tribunale di Firenze

  • Prof.ssa Livia Holden: La “cultural expertise” in Europa: a cosa serve?, Professoressa ordinaria di Antropologia, Università di Padova, Directrice de Recherche Paris Nanterre, Principal Investigator of EURO-EXPERT and CULTEXP (European Research Council)

Comitato scientificoCinzia Piciocchi, Davide Strazzari, Roberto Toniatti, Carla Maria Reale (Università di Trento)

Il Seminario si svolge nell’ambito del progetto PRIN (2017) - "Dal pluralismo giuridico allo Stato interculturale. Statuti personali, deroghe al diritto comune e limiti inderogabili nello spazio giuridico europeo".

L'incontro si svolgerà tramite la piattaforma Zoom. Per partecipare è necessaria l'iscrizione entro il giorno 25 febbraio 2021 ore 12:00 tramite il form di adesione on line

Lo stesso giorno verranno inviate via mail le credenziali Zoom per accedere e assistere all'incontro.

 

Locandina

Conferencia internacional

Esperando las elecciones a la Convención Constitucional:

cuestiones a debate

20 de enero 2021, 16.00-17.30 (Italia) - 12.00-13.30 (Chile)

Contemporary Theories of Constitutionalism: Interdisciplinary Patterns

Post-docs Webinar Series, Department of Social and Political Science, University of Bologna

 

January 13th, 2021,14.00 – 15.00 (CET)  

Speaker: Dr. Pasquale Viola

Discussant: Nguyen Tien Duc (Vietnam Academy of Social Sciences – Ha Noi, PhD Candidate Unicampania)


 

 

Università di Trento- Facoltà di Giurisprudenza

27 novembre 2020

ore 14:30-17:30

Interculturalità e diritto alla salute, una ricerca interdisciplinare

Primo incontro del Ciclo di dialoghi interdisciplinari sull'interculturalità.

In questo primo incontro, presentiamo la ricerca del Laboratorio dei Diritti Fondamentali (LDF) di Torino, diretto da Vladimiro Zagrebelsky, in tema di pluralismo etico e conflitti di coscienza nell’organizzazione ospedaliera.
La ricerca è stata condotta a partire dal 2017 seguendo un approccio fortemente interdisciplinare che integra prospettiva giuridica e antropologica nel riflettere sulle questioni che emergono in ambito sanitario attraverso numerose interviste sul campo e confronti diretti con i professionisti coinvolti negli ambiti oggetto di analisi: medici, infermieri, psicologici, personale ostetrico, mediatori culturali. Il progetto di ricerca mira quindi a unire la ricostruzione teorica all’osservazione dei fenomeni così come si presentano nel concreto delle interazioni ospedaliere in settori nei quali libertà di coscienza, autonomia professionale, autodeterminazione personale e crescente pluralismo etico e culturale si intersecano in maniera particolarmente complessa.
Ne deriva un quadro quotidiano impegnativo, spesso faticoso, ma anche fonte di arricchimento sul piano professionale, umano, sociale. Soprattutto, si assiste ad una prospettiva preziosa, quanto al(i) possibile(i) significato(i) del concetto di interculturalità nell’ambito della salute, in cui ci si prende cura della persona, in una dimensione olistica che la pone al centro, in ogni fase della sua vita. 

Introduzione:

Vladimiro Zagrebelsky, Le ragioni di una ricerca
Direttore del Laboratorio dei Diritti Fondamentali già giudice alla Corte Europea dei Diritti Umani

Intervengono:

Laura Ferrero, Rituali in movimento e prospettive di dialogo con i servizi sanitari: il caso della circoncisione rituale maschile
Antropologa, Laboratorio dei Diritti Fondamentali; Università di Torino Ana Cristina Vargas, Morire altrove: interculturalità nelle scelte di fine vita
Antropologa, Laboratorio dei Diritti Fondamentali; Fondazione A. Fabretti ONLUS, Torino
 Elisabetta Pulice, Interculturalità e ruolo del professionista sanitario in prospettiva giuridica e deontologicaGiurista, Laboratorio dei Diritti Fondamentali, Torino; Università di Trento

Discussant:

Cinzia Piciocchi, Università di Trento, Facoltà di Giurisprudenza

 

Comitato scientifico: Cinzia Piciocchi, Davide Strazzari, Roberto Toniatti, Carla Maria Reale (Università di Trento)

Il Seminario si svolge nell’ambito del progetto PRIN (2017) - "Dal pluralismo giuridico allo Stato interculturale. Statuti personali, deroghe al diritto comune e limiti inderogabili nello spazio giuridico europeo".

L'incontro si svolgerà tramite la piattaforma Zoom. Per partecipare è necessaria l'iscrizione entro il giorno 26 novembre 2020 ore 12:00 tramite il form di adesione on line

Lo stesso giorno verranno inviate via mail le credenziali Zoom per assistere all'incontro.

Università di Trento- Facoltà di Giurisprudenza

11 giugno 2020

ore 10:30-13:30

Pluralismo religioso e culturale e norme speciali.

 

La libertà religiosa è ampiamente tutelata nei diversi ordinamenti: la garanzia delle diverse manifestazioni del credo religioso rappresenta uno degli ambiti storicamente fondativi delle libertà costituzionali. L’intensità della tutela giunge talvolta alla previsione di “diritti speciali”, quando l’appartenenza religiosa rappresenti il presupposto per una disciplina derogatoria, intesa come espressione dell'assetto pluralistico delle società.

La richiesta di previsioni ad hoc, tuttavia, non nasce solo da esigenze religiosamente orientate ma anche lato sensuculturali, che traggono origine da comportamenti fondati su principi non religiosi, ma espressione di convincimenti filosofici personali (individuali e collettivi).

Con riguardo a taluni atti normativi (ad esempio la direttiva 2000/78/CE), il riferimento alla Weltanschauung(“convinzioni personali” nella versione italiana, “beliefs” nella versione inglese), accanto alla religione, quale fattore di tutela, sembra offrire una garanzia più ampia. Da un lato, si possono ricondurre a tale ambito attitudini e stili di vita  espressivi di convincimenti dell’individuo a carattere anche non religioso (intendendo quest’ultimo come sfera inerente alla trascendenza) – si pensi al pacifismo o al veganesimo –, dall’altro, si permette di valorizzare una certa dimensione soggettiva del credere, a prescindere dal fatto che questo si fondi su dettami strettamente imposti dalla religione di appartenenza (si pensi, ad esempio, al porto ed ostensione di simboli religiosi in ambito di lavoro non strettamente imposti da una regola religiosa).

Rimane, tuttavia, il fatto che i comportamenti culturalmente determinati non godono di una protezione costituzionale altrettanto intensa se non sotto il profilo della libertà di coscienza. Tuttavia, la ricostruzione del concetto di cultura – per quanto di per sé concetto polisemico – sistematicamente comprende al suo interno anche la religione, insieme ad altri contenuti (la lingua, le tradizioni sociali, gli stili di vita, le espressioni artistiche, le prassi economiche, etc.). Sorge pertanto l’interrogativo sul rapporto intercorrente fra cultura e religione: la prima include la seconda? Ovvero i due concetti sono intrinsecamente distinti e separati? E la tutela dell’una comprende anche la tutela dell’altra ovvero si richiedono norme distinte e forme di tutela differenziate?

L’incontro propone un confronto sul rapporto tra religione e cultura, nella prospettiva della loro rilevanza eventualmente condivisa come possibili fondamenti costituzionali di discipline di riconoscimento e tutela anche di natura derogatoria.

Presiede: Prof.ssa Cinzia Piciocchi, Università di Trento

Relatori: Proff. Paolo Carta e Rossella Bottoni, Università di Trento

Discussants: Proff. Davide Strazzari e Roberto Toniatti, Università di Trento

L'evento verrà organizzato tramite la Piattaforma Zoom.

 

Seminario svolto nell'ambito del progetto Prin (2017): "Dal pluralismo giuridico allo Stato interculturale. Statuti personali, deroghe al diritto comune e limiti inderogabili nello spazio giuridico europeo" 

Università di Trento- Facoltà di Giurisprudenza

29 maggio 2020

10:00-13:30

The Austrian Islam Law 2015: Origins, Enforcement, Interpretations

 

Managing cultural diversities is one of the great challenges of all societies that – as in Italy - are still in the process of adapting to new conditions of pluralism. Coping with the presence of Islam appears to be, by itself, a challenge within the challenge. Austria – having since long experienced the need to host Islam within a multinational and multireligious polity – is proposing its own model for regulating the presence of Islam in society within an institutional setting. The meeting will contribute to a better knowledge and a critical understanding of the Austrian Islam Law adopted in 2015.

Introduction:

Cinzia Piciocchi, Principal Investigator, University of Trento

Guest Speaker:

Kerstin Wonisch, Institute for Minority Rights, EURAC Research, Bolzano/Bozen

Discussants:

Rossella Bottoni, University of Trento

Davide Strazzari, University of Trento

Roberto Toniatti, University of Trento

The seminar will take place on the Zoom Platform. 

The Seminar is funded by PRIN Project (2017) - "From Legal Pluralism to the Intercultural State. Personal Law, Exceptions to General Rules and Imperative Limits in the European Legal Space".

Searching for Models of Intercultural Management of Social Conflict

Coordinated by Silvia Bagni, Marc Andrew Brightman, Annalisa Furia

 

«“United in diversity”, the motto of the European Union, first came into use in 2000. It signifies how Europeans have come together, in the form of the EU, to work for peace and prosperity, while at the same time being enriched by the continent’s many different cultures, traditions and languages» (EU website). “E Pluribus Unum” is written on the great seal of the United States. Besides, Europeans have long been emigrants all over the world, and the great American Nation has been built by emigrants.

However, neither Europeans nor Americans seems to believe in the idea that the differences between us enrich our common human nature and help us better understanding who we are; that the “me” makes sense only in relation with the “you”. They still continue to build walls, to close borders and ports.

The aim of this international and interdisciplinary laboratory on cultural diversity is twofold: first, filling a gap between the Academy and the public at large, we will try to bridge theoretical researches with concrete best practices and successful experiences of intercultural co-living in local contexts; secondly, we will be led by experts into a reflection on the meanings of interculturalism in law, humanities and social sciences. 

Flyer

University of Bologna, Ravenna  campus

Thursday, 15th of April 2021, h. 14

International seminar on:

“Defending Nature and Supporting the Creation of an Intercultural State: Challenges for the Constituent Process in Chile”

 Introduction by Prof. Silvia Bagni 

Invited speaker: 

Marco Oñate Salas

Lawyer and researcher at Dirección de Estudios, Tribunal Constitucional de Chile

Victoria Martínez Placencia 

Associate Professor at the Faculty of Law of Universidad Alberto Hurtado and Pontificia Universidad Católica de Valparaíso

Ezio Costa Cordella 

Professor of Environmental Law at the Universidad de Chile and Director of FIMA NGO

Juan Jorge Faundes Peñafiel 

Professor and Researcher, Instituto de Investigaciones en Derecho, Faculty of Law, Temuco, Universidad Automa de Chile

Erwin Aguas Deumacán

Teacher and coordinator of projects of intercultural education, Comunidad de Los Lagos, Chile

Languages: English and Spanish (with simultaneous translation from Spanish to English)

On Zoom platform: the link will be sent to the participants, who will have to register sending an email to: silvia.bagni@unibo.it