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DEAR - Dare forma alle città giuste: integrare l'Agenda 2030 nelle politiche locali in tempi di grandi migrazioni e rifugiati

EUROPEAID

Il progetto rappresenta una campagna internazionale e un progetto di advocacy condotti e implementati dalle Amministrazioni locali.

Il 25 settembre 2015, gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno concordato i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (in inglese Sustainable Development Goals, d’ora in poi SDG) dell'Agenda 2030. Nel settembre 2019, il primo vertice sugli SDG si è svolto a New York presso la sede delle Nazioni Unite. Nella stessa settimana si è svolto in tutto il mondo lo sciopero globale per il clima (Global Climate Strike).

La campagna internazionale ha carattere informativo, educativo e di advocacy e il suo obiettivo principale è di fare conoscere l'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, in molti paesi ancora generalmente sconosciuta, come è emerso dai sondaggi condotti dalle municipalità partner del progetto sul proprio territorio (Modena, Forlì, Reggio Emilia, Vejle, Falkoeping, Spalato, Scutari, Poznan, Pemba). Target diversi sono coinvolti nelle diverse attività del progetto: dalle consultazioni multilaterali ai corsi di formazione, dalle campagne locali alle produzioni multimediali, tutte le attività saranno realizzate con la partecipazione attiva e il coinvolgimento diretto di istituzioni comunali e regionali, autorità locali, funzionari pubblici, organizzazioni della società civile, università, cittadini.

17 è il numero totale degli SDG delle Nazioni Unite, come 17 sono i partner del progetto, provenienti da dieci paesi dell'UE e due non UE (elenco completo dei partner alla fine di questo documento). 17 è anche il numero dell’ultimo SDG dell’Agenda 2030, sull’importanza della partnership per il raggiungimento degli obiettivi. Shaping fair cities incarna questo principio nella sua essenza, perché fonda su una vasta partnership internazionale e multi-stakeholder la sua azione per promuovere il ruolo cruciale dei governi locali nell'attuazione degli obiettivi, aprendo la strada ai piani locali dell'Agenda 2030. Mobiliterà le autorità locali nell'attuazione degli SDG affrontando le sfide migratorie e le relative politiche locali con un forte approccio di genere (SDG5), promuovendo società pacifiche e inclusive (SDG16), rendendo le città inclusive, sicure, resilienti e sostenibili (SDG11) e mettendo in atto azioni per combattere il cambiamento climatico e i suoi impatti (SDG13).

Nell'ambito del progetto, la Regione Emilia-Romagna ha emesso un bando rivolto agli enti locali per la realizzazione di campagne di comunicazione e sensibilizzazione che, in modo innovativo ed efficace, aumentino la consapevolezza e mobilitino i cittadini a favore dell'implementazione dell'Agenda 2030 nelle nostre città. L’obiettivo è quello di coinvolgere quanti più enti locali della Regione (Comuni, Città Metropolitane ed Unioni di Comuni), organizzazioni della società civile e cittadini nel processo di localizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Nella fase finale del progetto la Regione Emilia-Romagna organizzerà i "Fair Cities Days", un evento europeo di tre giorni che si svolgerà a Bologna nel 2020 durante la campagna locale dell'Emilia-Romagna (che prenderà avvio alla fine del 2019), coinvolgendo rappresentanti, autorità locali, direttori di società, esperti e professori in seminari, conferenze e dibattiti con l'obiettivo di creare una sinergia tra politica e società e avviare un dibattito strategico sull'attuazione delle politiche di sviluppo a livello delle città.

Shaping Fair Cities è un progetto europeo finanziato nell’ambito dell’Azione DEAR (Development Education Awareness Raising) dello Strumento di cooperazione DCI II- Organizzazioni della società civile e Autorità locali, ideato e coordinato dalla Regione Emilia-Romagna con la partecipazione di 17 partner di 8 Paesi europei (Italia, Spagna, Grecia, Romania, Polonia, Croazia, Danimarca e Svezia) e 2 Paesi non UE (Albania e Mozambico).

I coordinatori della campagna internazionale sono l’istituzione regionale polacca ROPS e la Ong italiana WeWorld-GVC, con la supervisione e il coordinamento della Regione Emilia-Romagna, ideatrice e capofila del progetto.