Prof. Giorgio Turchetti

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E-mail: giorgio.turchetti@unibo.it

Gia’ professore ordinario di Fisica Matematica presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia della Universita’ di Bologna.

Come esposto nel mio CV allegato in PDF, il mio interesse scientifico è progressivamente passato dai sistemi dinamici classici non lineari ai sistemi complessi. Esiste tra questi un legame profondo ma la complessità abbraccia ambiti più ampi rispetto ai sistemi fisici ed in particolare i sistemi viventi e di vita artificiale. Le dinamiche fisiche di base sono sempre non lineari ma la organizzazione tra i costituenti su livelli diversi porta a forme di auto-organizzazione da cui emergono proprietà nuove che obbediscono a leggi proprie. La teoria delle reti complesse e la termodinamica del non equilibrio ne colgono alcuni aspetti. L’analisi di questi sistemi evidenzia i limiti del riduzionismo e come una eventuale teoria finale TOE , che combini il modello standard e gravità quantistica, non potrà spiegare oltre all’evoluzione del cosmo la nascita e lo sviluppo della vita.

More is different: con questa frase lapidaria Anderson metteva in luce la impossibilità di dedurre tutte le leggi della chimica dalla fisica e quelle della biologia dalla chimica. Il ruolo cruciale che gioca l’informazione era stato messo in evidenza da Von Neumann nella sua teoria degli automi autoreplicanti. I progressi della tecnologia consentono oggi di dare forma a quelle intuizioni che erano state formulate in modo astratto. Sistemi di Intelligenza Artificiale come le reti neurali generative mostrano che queste hanno raggiunto una capacità di ragionamento autonomo come proprietà emergente. Di conseguenza possono essere sviluppati sistemi robotici avanzati.

Le sfide che dobbiamo affrontare quali il riscaldamento globale, la transizione energetica, le pandemie richiedono l o sviluppo di strumenti che consentano di interpretare il comportamento di sistemi complessi e di strategie per poterli governare. Questo implica il superamento delle barriere disciplinari e un utilizzo appropriato degli strumenti che la tecnologia della informazione è in grado di fornirci. Aprire un dibattito fornendo una solida base scientifica è il presupposto per contrastare posizioni alimentate da fake news (movimenti no VAX durante la pandemia e no nuke dopo gli incidenti nucleari) e favorire scelte che privilegino l’interesse collettivo. Credo che da parte di chi ha fatto ricerca e formazione in ambito scientifico o in ambito umanistico ma è aperto al dialogo interdisciplinare, sia un dovere portare il proprio contributo di verità scientifica su temi quali clima, energia, salute contrastando le fake news rimanendo aperti al confronto purché questo rimanga entro i confini della convivenza civile.