Le esperienze degli startupper

Nidhal Louhichi

Nidhal Louhichi

Fondatore di E-steps

A quale edizione dello StartUp Day hai partecipato?

Ho partecipato all’edizione 2019

Ci racconti la tua startup? (di cosa si occupa, a chi vi rivolgete, che problema volete risolvere)

eSteps è una start-up innovativa di carattere eHealth, con l’obiettivo di contrastare l’aumento della disabilità motoria degli arti inferiori, sviluppando soluzioni che mette al centro il paziente. La nostra caratteristica è la possibilità di coniugare: l’Internet of Things (IoT), l’intelligenza artificiale e la sostenibilità ambientale a supporto del paziente/medico.

In questo periodo di pandemia, abbiamo messo in atto un sistema di telemonitoraggio intelligente per i pazienti affetti da malattie neurodegenerative, in particolare i pazienti affetti da Sclerosi Multipla.

Questa soluzione ha il potenziale di offrire un supporto ad una popolazione pari al massimo di 85% dei pazienti affetti da sclerosi multipla, ossia quelli che si trovano nella prima fase della malattia, la fase recidivante – remittente (RRSM). La possibilità di essere monitorati da remoto consentirà ai pazienti di conoscere in maniera trasparente i propri progressi e ciò permetterà un maggior engagement durante la terapia.

Ad oggi questa soluzione, permette un rallentamento del decorso della malattia riducendo l'avanzamento alle fasi progressive e fermandosi alla fase recidivante – remittente, di fatto molto più gestibile. Inoltre questa soluzione, grazie alla notevole quantità di dati prodotti ed elaborati, favorisce l'efficienza nella scelta del trattamento più idoneo e un risparmio pari ad almeno il 30% dei costi, oggi coperti della spesa pubblica del sistema sanitario nazionale.

Da chi è composto il team e cosa avete studiato?

Nidhal Louhichi - Ingegneria Biomedica UNIBO

Fabrizio Gaudenzi - Fisica UNIBO,

Giulia Alessandri - Design del prodotto - UNIBO

Davide Giosuè Lippolis - Fisica UNIBO

Marco Di Felice - Ingegneria Informatica UNIBO

Alice Scaioli - Laureanda presso il Master in European and International Studies dell’Università di Trento, con triennale in Filosofia UNIBO

Alessandro Sfrappini - Laureando presso la Magistrale di Automation engineering UNIBO

Come ha influito il tuo percorso di studi nella nascita del progetto?

Durante il mio percorso di studi, la mia curiosità mi ha sempre portato ad approfondire e spaziare oltre i contenuti delle singole materie,  confrontandomi su diversi aspetti  con i professori. È da li che ho iniziato interessarmi dell’energy harvesting applicato al corpo umano, come il pacemaker che si alimenta dal battito cardiaco.

Partecipare allo Startup day come ti ha aiutato?

Partecipare allo startup day ci ha dato visibilità, opportunità di creare network e soprattutto qui ho incontrato il mio primo socio, con il quale ancora oggi lavoro insieme e sto costruendo una giovane realtà ambiziosa.

Quali sono le principali difficoltà che avete dovuto affrontare finora?

Le principali difficoltà sono state trovare i primi finanziamenti, e trovare persone competenti o programmi verticali che ti aiutino ad avviare e comprendere i procedimenti più delicati del nostro settore: clinici, policy e regolamentazioni.

Quali sono i consigli che daresti a chi vuole creare una startup?

Oltre a trovarvi dei buoni compagni di viaggio, trovatevi anche dei mentor/advisor competenti del vostro settore che vi possono aiutare in modo continuativo. Inoltre, abbiate il coraggio di osare!

Caterina Giuliani

Caterina Giuliani

Fondatrice di Bioverse

A quale edizione dello StartUp Day hai partecipato?

2019

Ci racconti la tua startup? (di cosa si occupa, a chi vi rivolgete, che problema volete risolvere)

Bioverse è una startup innovativa che sviluppa dispositivi biomedici appropriati per contesti di emergenza e a basse risorse. Il principale prodotto è Corax, un dispositivo che controlla le condizioni ambientali per pazienti con difese immunitarie basse, in particolare bambini ustionati. Infatti ogni anno il 66% delle ustioni severe riguarda bambini in paesi in via di sviluppo che troppo spesso muoiono non disponendo delle infrastrutture adeguate.

Da chi è composto il team e cosa avete studiato?

Il team è composto da due ingegneri biomedici: Caterina Giuliani e Barbara Tommassini.

Come ha influito il tuo percorso di studi nella nascita del progetto?

La startup opera nel campo dell’ingegneria biomedica e incarna perfettamente il lavoro dei nostri sogni e per cui abbiamo studiato. Il progetto nasce all’interno dell’esame di Ingegneria Biomedica per Paesi in via di sviluppo e grazie al prof. Stefano Severi è diventato anche un lavoro di tesi. 

Partecipare allo StartUp day come ti ha aiutato?

Partecipare allo Startup day ci ha aiutato a valutare le fondamenta della nostra idea e a muovere i primi passi per realizzarla. Questo evento è stato la prima occasione per presentarci a un pubblico così vasto.

Quali sono le principali difficoltà che avete dovuto affrontare finora?

In una startup è fondamentale poter testare il proprio prodotto o servizio molto velocemente e a basso investimento. Ovviamente questo per una startup MedTech non è semplice soprattutto se il mercato target si trova a 10 ore di volo.

Quali sono i consigli che daresti a chi vuole creare una startup?

Analizzate bene quali sono le motivazioni che vi spingono a intraprendere questa stupenda avventura e tenetele sempre bene a mente. 

Marco Biasin

Marco Biasin

Fondatore di FruttaWeb

A quale edizione dello StartUp Day hai partecipato?

La primissima, credo 2015

Ci racconti la tua startup? Di cosa si occupa, a chi vi rivolgete, che problema volete risolvere

FruttaWeb è nata con l'obiettivo di vendere ogni tipologia di frutta e verdura, compresa quella esotica e particolare, in tutta Italia, sia al consumatore finale che al mondo ho.re.ca. Oltre 1.500 prodotti disponibili a catalogo che soddisfano le esigenze quantitative e qualitative di un particolare gruppo di clienti.

Da chi è composto il team e cosa avete studiato?

FruttaWeb è stata fondata da me, partendo dalle competenze presenti nell'azienda di famiglia. Da subito ho inserito nel team colleghi universitari che mi hanno supportato molto.
A fine 2019 FruttaWeb è stata acquisita da Apofruit, la più grande cooperativa del settore ortofrutticolo in Italia, che ora la usa per commercializzare online i prodotti a marchio Almaverde Bio. Dal 2014 (data di fondazione) ad oggi è cambiata moltissimo.

Come ha influito il tuo percorso di studi nella nascita del progetto?

Il mio percorso di studi ha influito moltissimo. Ho avuto la fortuna di poter studiare e nel frattempo creare la mia startup. Questo connubio si è rivelato di fondamentale importanza, permettendomi di unire teoria e pratica ogni giorno.

Partecipare allo StartUp day come ti ha aiutato?

Mi ha aiutato per aprire la mente e creare network, due cose indispensabili. In più, mi ha messo in contatto con quello che, due anni dopo, sarebbe stato il Fondo di Investimento che per primo investì in FruttaWeb. Steve Jobs diceva che si è in grado di unire i puntini solo guardandosi indietro. Guardandomi indietro, startup è stata una tappa che mi ha permesso di unire molti puntini.

Quali sono le principali difficoltà che avete dovuto affrontare finora?

Trovare le giuste persone con cui collaborare e supportare la società con i giusti capitali

Quali sono i consigli che daresti a chi vuole creare una startup?

Tre consigli principali:

  1. 1. cercare negazione piuttosto che consenso, il primo ti fa crescere, il secondo è inutile
  2. 2. selezionare accuratamente le persone con cui collaborare, senza farsi prendere dalla fretta o dall'entusiasmo
  3. 3. partire snelli, non voler per forza fare tutto subito, ma mettere un piede davanti all'altro
Andrea Pesce

Andrea Pesce

Fondatore di ZeroCO2

A quale edizione dello StartUp Day hai partecipato?

2019

Ci racconti la tua startup? Di cosa si occupa, a chi vi rivolgete, che problema volete risolvere

ZeroCO2 è una società benefit che si occupa di riforestazione ad alto impatto sociale. Ogni albero che piantiamo lo doniamo a comunità contadine, generando sicurezza alimentare e sostegno economico. In più, formiamo queste comunità su agricoltura organica e gestione sostenibile della terra.

Infine, abbiamo sviluppato Chloe, un innovativo sistema di tracciamento e trasparenza che permette a chiunque di monitorare la crescita di ogni singolo albero.

Da chi è composto il team e cosa avete studiato?

Da ragazzi e ragazze under 30 con profili molto diversi tra loro. Nel team siamo 15 tra Italia e Guatemala. Tre di noi hanno studiato a Unibo. Tutti quanti, più o meno, abbiamo fatto l'erasmus e passato un pezzo di vita all'estero.

Come ha influito il tuo percorso di studi nella nascita del progetto?

Il profilo internazionale del percorso di studi contaminato da esperienze di Erasmus e stage presso le istituzioni europee hanno contribuito a mettere le basi di una visione d’insieme più amplia.

Partecipare allo StartUp day come ti ha aiutato?

È stata un’occasione per mettere in dubbio le certezze che nei primi passi di costruzione di un’idea imprenditoriale erroneamente si hanno. Il confronto e l’aver potuto ascoltare il racconto delle altre storie ci ha permesso, inoltre, di allargare la nostra visione a un ecosistema più composto.

Quali sono le principali difficoltà che avete dovuto affrontare finora?

Spesso si sente che “l’Italia non è un paese per giovani” e finora la nostra esperienza imprenditoriale non ha fatto che confermare questa affermazione. Essere giovani imprenditori in un settore innovativo con idee in discontinuità con quanto fatto finora sono variabili poco gradite al mercato italiano. Sono pochi i casi nei quali si può trovare interlocutori interessati e appassionati.

Quali sono i consigli che daresti a chi vuole creare una startup?

Di sforzarsi sempre a fare un passo indietro e provare a guardare il quadro complessivo delle cose che gli stanno accadendo in torno. Di avere tenacia e perseveranza. Di non ascoltare nessuno che dica di avere la soluzione nel cilindro o di conoscere il modello di sviluppo perfetto.