Sophie Bessis, Les Liens Qui Liberent, 2025
Da quarant'anni, il concetto di "civiltà giudaico-cristiana" domina i discorsi politici e mediatici in Occidente, presentato come la base culturale dell'Europa e del Nord America. Ma cosa nasconde questa espressione diventata un riferimento egemonico?
Recuperato da vari attori - Stati, movimenti politici o nazionalismi - questo concetto è usato da tutte le parti per riscrivere la storia, servendo in Europa a nascondere due millenni di persecuzioni antisemite, a negare il contributo dell'Oriente nel suo passato e ad escludere l'Islam dai suoi riferimenti culturali. Il sionismo e poi lo Stato di Israele a partire dalla sua creazione hanno avuto bisogno di affermare il loro ancoraggio esclusivo in Occidente, proclamandosi oggi come il "bastione avanzato della civiltà giudaico-cristiana" di fronte al "nemico arabo-musulmano", mentre i nazionalismi arabi hanno visto in questa espressione uno strumento conveniente per negare la dimensione ebraica della storia dei loro stessi paesi.
Sophie Bessis svela come questo binomio, lungi dall'essere neutrale, viene utilizzato ovunque per rendere impossibili le convergenze culturali e politiche che potrebbero essere altrettante strade verso la pace.