Un percorso di lettura e analisi critica dell’influenza dello stigma sociale sulla percezione di sè dall’Ottocento ad oggi
Il presente percorso didattico trae ispirazione dal webinar tenuto dalla docente universitaria Sara Lorenzetti, intitolato “Letteratura e disabilità: una proposta didattica su Pirandello”, che mi ha offerto spunti teorici, metodologici e tematici utili ad un’analisi della rappresentazione della disabilità all’interno di testi letterari di varie epoche, dall’Ottocento alla contemporaneità, con particolare attenzione alla disabilità sociale. Tali contributi hanno orientato la selezione dei testi e l’impostazione delle attività didattiche che andrò ad illustrare.
Il percorso proposto alla mia classe terza è partito dalla lettura integrale della novella “Rosso Malpelo[1]” di Giovanni Verga, lettura che ha riscosso nei ragazzi particolare attenzione soprattutto rispetto ai contesti di relazione Malpelo-Ranocchio/Malpelo-mamma e sorella/ Malpelo-minatori. Attraverso mie opportune sollecitazioni, ho guidato i ragazzi ad ipotizzare il perché di questo titolo che fa riferimento al protagonista e a ricercare nel testo, successivamente ad una prima lettura, tutti quei passi che contribuiscono a motivare questo appellativo. Ne è subito emersa la figura di ragazzino “reietto”, dove sono proprio coloro che lo circondano che lo pregiudicano e stigmatizzano (“i capelli rossi indicati come simbolo di cattiveria, l’appellativo di Malpelo proprio perché giudicato ribelle e malvagio, il fatto che tutti, in miniera, lo schivavano come un cane rognoso e lo accarezzavano con i piedi allorchè se lo trovavano a tiro[2]”).
Attraverso una seconda lettura abbiamo completato un template sul personaggio, scendendo ancor più in profondità e cambiando il punto di vista, da quello della società che lo vede come emarginato, escluso a quello del personaggio stesso, che si vede così come lo giudica chi lo circonda, fragile e solo.
Il template prevedeva diverse domande:
-cosa pensa Malpelo di se stesso?
-come vede il mondo e come la sua visione del mondo è influenzata da coloro che lo circondano?
-quali pesi porta sulle sue spalle?
-cosa lo sostiene?
-cos’ha nel cuore?
-come vede il suo futuro?
In seguito a questa attività abbiamo realizzato una tabella di questo tipo
ROSSO MALPELO
Chi è realmente
Come lo vede la società
A partire da questa attività abbiamo introdotto il concetto fondante del percorso: talvolta è la società che costruisce la disabilità attraverso lo sguardo che rivolge ai suoi membri (in questo caso a questo giovane ragazzo siciliano). Questo concetto l’abbiamo ritrovato nella lettura di “Ciaula scopre la luna”, un’altra opera che ci presenta un disabile sociale che trova, a differenza di Malpelo, una possibilità di riscatto. Anche qui ho proceduto con la lettura integrale della novella presente nel testo di letteratura[3] e, dopo la lettura, le riflessioni sono state rivolte soprattutto al contesto di vita e alla diversa modalità di reagire di Ciaula rispetto a Rosso Malpelo nei confronti del trattamento a lui riservato dalla società e dal contesto di vita. Mentre il primo soccombe al giudizio degli altri e lo fa proprio nella definizione della sua identità di sfortunato e diseredato, il secondo riesce ad affermare una dignità nascosta, quella interiore, che lo distingue rendendolo “più umano” degli uomini che ha intorno (che lo canzonano rivolgendosi a lui con il verso della cornacchia “Te’, pa’, te’ pa’”). Per sintetizzare il percorso, poi, abbiamo realizzato una tabella di confronto tra i due personaggi dove emergesse proprio il tema del riscatto, della possibilità grazie al contatto con la natura di un personaggio emarginato dal punto di vista sociale.
Rosso Malpelo
Chi è
Come lo considera la società
Come reagisce al giudizio sociale (azioni, pensieri, riflessioni)
Ciaula
Chi è
Come lo considera la società
Come reagisce al giudizio sociale (azioni, pensieri, riflessioni)
Il nostro percorso è continuato lungo questa tematica attraverso letture ad hoc che permettessero di far emergere la disabilità come situazione presente, purtroppo, anche all’interno delle nostre scuole e realtà sociali e come causa di abbandono scolastico e emarginazione sociale: a coppie ho assegnato, in lettura, alcuni brevi testi con relative attività di laboratorio di riflessione e scrittura.
La prima lettura è stata tratta dal libro di Maco Lodoli, Il rosso e il blu[4].
La scelta è caduta sulla lettura del racconto che ha come protagonista Monica, protagonista della canzone “A vita bassa” di Baustelle, adolescente malinconica e superficiale, schiacciata da una società in cui non si vede riconosciuta e nella quale si sente inadeguata e sola. Anche in questo caso, in seguito alla lettura, abbiamo riflettuto insieme sui temi che, pur essendo cambiati epoche e contesto, permangono e sono ancora fortemente attuali: inadeguatezza, marginalità e disabilità sociali in un adolescente.
Un’altra lettura, forse più ironica, ma che, comunque, ci ha permesso di traghettare la tematica della disabilità sociale all’attualità è stata “Sette piani” tratta dai Sessanta racconti di Dino Buzzati.[5] In questo racconto il protagonista è un moderno “Ciaula”, Giuseppe Corte, non un lavoratore ma un semplice uomo che, una volta entrato in una casa di cura per una semplice febbre, subisce le decisioni di chi, per lui, ha scelto il suo destino, quello di essere relegato, via via dal settimo al primo piano dell’edificio, fra i malati più gravi, in attesa della morte, senza che lui possa, in alcun modo, obiettare e tutto ciò per un “esecrabile errore”[6] a cui lui non ha la facoltà né gli strumenti per opporsi, un po’ per ingenuità, un po’ per mancanza di capacità decisionale.
Questa lettura ci ha dato l’occasione per riflettere su alcuni atteggiamenti comuni che possono costituire un pericolo all’affermazione della dignità e autonomia personale.
Le riflessioni e le letture proposte ai ragazzi sono state lo spunto per una rielaborazione scritta del tema della disabilità sociale, contestualizzato nella realtà odierna vissuta dai ragazzi.
Questa la traccia di scrittura assegnata al termine del percorso.
Racconta una scena scolastica dal punto di vista di uno studente invisibile, cercando di mettere in evidenza il suo stato d’animo e i suoi sentimenti in relazione ai fatti accaduti e come un suo limite (fisico, emotivo e sociale) possa diventare, attraverso scelte e atteggiamenti appropriati, lo strumento di riconoscimento sociale.
Considerazioni finali
Attraverso questo percorso che ha avuto anche un risvolto laboratoriale, i ragazzi hanno potuto cogliere l’evoluzione, in campo letterario, del tema della disabilità, colta dal punto di vista sociale: dalla rappresentazione della menomazione (sociale) come segno di marginalità e condanna, fino a una visione più complessa e umana capace di dar voce all’esperienza della fragilità vista nel suo valore più pieno: come strumento di originalità e affermazione, oltre i limiti imposti dal pregiudizio.
Bologna, 29 maggio 2026
[1] Rosetta.Zordan, Lettura oltre, Milano, Fabbri, 2022, p. 335.
[2] Ibidem
[3] Ivi, pp. 377-80.
[4] Marco Lodoli, Il rosso e il blu. Cuori ed errori nella scuola italiana, Torino, Einaudi, 2009, p. 31.
[5] Dino Buzzati, Sessanta racconti, Milano, Mondadori, 1958, pp. 22-51.
[6] Ivi, p. 50.