Alessia Carmen Nizeti Panebianco - Recensione a: Manzoni e Leopardi in digitale. Idee e proposte per la scuola.

a cura di Ersilia Russo con una premessa di Paola Italia e Francesca Tomasi, Bologna, Clueb, 2024

 

I progetti digitali fioriti negli ultimi anni intorno a Manzoni e Leopardi, forti del loro valore didattico e digitale, sono stati oggetto di diverse giornate di studio, tra cui quelle del corso di formazione docenti organizzato nel settembre 2023 da CUBO in collaborazione con l’Università di Bologna. Da quell’esperienza – riPENSIAMOli. Manzoni e Leopardi oggi. Aspettando la Notte dei Ricercatori – prende avvio il volume in esame.

L’obiettivo ultimo della miscellanea, lungi dall’essere una raccolta di elucubrazioni teoriche, è quello di sottolineare la necessità di mantenere costante il dialogo tra Scuola e Accademia per rispondere prontamente alle esigenze delle nuove generazioni di studenti. Argomento principe degli interventi è la proposta di un nuovo approccio didattico: una metodologia “umanizzante” e “sensoriale” che sia tale da permettere alle classi un avvicinamento sensibilmente più vivo e di gran lunga meno pedante alle due “corone” dell’Ottocento – Alessandro Manzoni e Giacomo Leopardi.

Le ragioni del monopolio manzoniano e leopardiano delle esperienze digitali e didattiche sono molteplici. Innanzitutto, il loro impatto sulla storia letteraria, linguistica (e di rimando culturale) del nostro paese; secondariamente, la difficoltosa e quantomai discussa gestione (e digestione) del loro insegnamento in sede scolastica; in ultimo, la struttura delle loro opere maggiori, i Promessi Sposi e le Operette morali: oggetti bibliografici stratificati, polifonici e dinamici attraverso cui il tempo è riuscito a scorrere senza smentirne la natura ma, al contrario, arricchendone il senso. Il gran numero di referenti, attori e materiali extratestuali che li interessano ha giocato infine un ruolo decisivo per la loro espansione web. Per riprendere uno dei due movimenti «uguali e opposti» prodotti, secondo Paola Italia, dalla rivoluzione digitale, si sarebbe in presenza di una tendenza centrifuga che conduce instancabilmente verso un «testo fluido, mobile, processuale […] inafferrabile, multi-autoriale e multi-funzionale»[1].

Oggetti digitali tanto ricchi e duttili trovano pertanto nel contesto-classe un ambito di applicazione privilegiato. Le loro declinazioni didattiche fronteggiano le criticità rilevate dai docenti di Italiano (scarsa attenzione, limiti della lezione frontale, rifiuto di opere e linguaggi “ostici”), avvalendosi di strategie di partecipazione emotiva e forme di apprendimento ludico-immersive che ampliano e amplificano le modalità di ricezione dei testi, abbattendo, di conseguenza, le barriere intimidatorie del tempo. La dimensione atemporale in cui si collocano le opere, infatti, non è trascendente o indifferente alle umane esperienze ma, al contrario, è fatta «di carne e ossa»; non acuisce le distanze tra gli scrittori e il nuovo pubblico di lettori: tenta di accorciarle. A evidenziare tale atemporalità concorrono i verbi della parola (leggere, ascoltare, visualizzare, vedere, commentare, dibattere, riscrivere) coniugati rigorosamente all’infinito e posti a introduzione di ogni intervento per esplicitare le potenzialità dello strumento digitale discusso.

Per Manzoni, si passa così da strumenti filologici di raffronto (PhiloEditor) a tools di letture ad alta voce (podcast nati nel contesto di ManzoniOnline) e, ancora, da software di analisi testuale (VoyantTools) a percorsi di storytelling visivo (Vedo Manzoni) e interattivo (Leggo Manzoni) e, infine, da riletture critiche della Storia della Colonna infame a esperimenti di riscrittura «diamesicamente connotata» dei Promessi Sposi (le chat prodotte da alcuni studenti di terza media durante l’attività linguistica proposta da Chiara Lanzoni).

Di non meno valore sono le applicazioni didattiche dei tools sviluppati intorno a Leopardi. Dall’edizione digitale dei Canti ospitata da Wiki Leopardi che, con la sua scientificità, offre (soprattutto agli studenti) un’alternativa affidabile ai «fake texts»[2] disseminati online, si passa alla forza euristica della lettura ad alta voce, di cui sono un buon sostegno alla didattica i nuovi eBooks sui Canti e le Operette morali pubblicati dall’editore Edimidia. Per un ulteriore avvicinamento agli “uomini” che si nascondono dietro i grandi scrittori, si propone poi l’utilizzo di Ecdosys, una web app che, mostrando la materialità delle carte autografe degli Idilli con la loro evoluzione redazionale, evidenzia l’attività tutta umana dello “scrivere”, da cui neanche gli studenti sono esclusi. Si giunge, infine, a Leopardi 3D, un progetto polimorfo nato dall’«illusione» di riuscire a utilizzare la tecnologia RTI per rendere visibile la dimensione temporale delle carte del Quaderno Napoletano ma il cui “fallimento” ha comunque prodotto una piattaforma user friendly, agilmente affiancabile alla didattica grazie ai diversi percorsi di storytelling offerti.

Una menzione d’onore è da rivolgere all’iniziativa Adotta un commento ai Promessi Sposi che, inserendosi nell’ambito del progetto Leggo Manzoni, ha coinvolto attivamente degli studenti delle scuole secondarie, con il doppio risultato positivo di aver contribuito alla formazione delle «Next Generation Classroom»[3] e di aver ricevuto preziosi feedback per il miglioramento in itinere dell’applicazione web.

Nell’intento di sviluppare una sinergia volta proprio a un continuo perfezionamento, la sezione del volume che dà voce ai docenti si costituisce come una forma di contraddittorio più che mai necessaria.

La sensazione di essere oramai totalmente immersi in quella modernità liquida delineata da Bauman (ben più di un ventennio fa) ha progressivamente incoraggiato il corpo docente ad allontanarsi dalle metodologie tradizionali e ad aprirsi alle nuove frontiere delle Digital Humanities, non di certo per assecondare il consumo immediato e superficiale delle informazioni ma, al contrario, per invertirne la tendenza. Le attività digital-didattiche hanno offerto dei momenti di riflessione profonda, d’interdisciplinarità e di cooperative learning – momenti che, complici le serrate scadenze dei programmi scolastici, tendono a mancare nelle scuole secondarie. Non è un caso, dunque, che tutti i professori interessati abbiano valutato positivamente le attività esperite in classe e la proficua combinazione di close reading e distant reading. Ad aver riscosso particolare successo sono le applicazioni didattiche di VoyantTools, Vedo Manzoni, PhiloEditor, ManzoniOnline ed Ecdosys – il cui valore formativo non si può fare a meno di rimarcare.

Vale la pena, infine, magnificare la funzione pedagogica del presente lavoro, il quale ha il grande pregio di fornire delle chiare istruzioni per l’uso e delle proposte d’impiego realistiche: pressoché un unicum nel panorama nazionale, in cui il fiorire delle risorse digitali non è sempre accompagnato da altrettanto floridi vademecum, con la conseguenza di una sostanziale compromissione dell’accessibilità delle piattaforme.

Il volume pare dunque rispondere positivamente alle preoccupazioni non troppo lontane di Barbara Distefano:

 

[…] agli auspici di un’editoria author-oriented e di una filologia reader-oriented, si dovrebbe affiancare, in maniera più profonda e sistematica, un’umanistica digitale school-oriented che consegni agli insegnanti quegli stessi ferri del mestiere – approcci, metodi, tecniche e strumenti – che oggi si mettono a disposizione dei ricercatori.[4]

 

La parola, però, va ora agli studenti.

 

 

Bologna, 29 maggio 2026

 

 


[1] Paola Italia, Editing Duemila. Per una filologia dei testi digitali, Roma, Salerno Editrice, 2020, p. 172.

[2] Paola Italia, Fake Texts e Wiki Edizioni. Per una filologia digitale sostenibile, in «Storie e Linguaggi», vol. 5, n. 1, 2019, pp. 113-134.

[3] MIUR, Piano Scuola 4.0 [https://www.miur.gov.it/documents/20182/6735034/PIANO_SCUOLA_4.0.pdf/, ultimo accesso 20 marzo 2026].

[4] Barbara Distefano, Italianistica in Rete: didattica e Digital Humanities, in «Treccani online, Magazine», 11 luglio 2023 [https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/articoli/scritto_e_parlato/Italianistica_in_Rete.html, ultimo accesso 20 marzo 2026].