Disponibile su YouTube il documentario "Fango: Faenza, 18 mesi dopo", realizzato da studenti e studentesse di Compass nell'ambito del corso “Giornalismo e media digitali I”.
Pubblicato il 18 novembre 2025 | Ambiente
Fiumi esondati, case sommerse dal fango e quartieri da ricostruire. Queste sono solo alcune delle scene che molti cittadini della Romagna si sono trovati a vivere da marzo 2023 a settembre 2024, quando quattro alluvioni si sono susseguite nel loro territorio. Ma cosa è successo? Quali sono le cause di quanto accaduto? Cosa si sta facendo per ricostruire? E per prevenire?
Nel cercare le risposte a queste e altre domande, un gruppo di studenti e studentesse del laboratorio di Giornalismo e Media Digitali 1 di Compass ha realizzato Fango, un progetto multimediale per raccontare le alluvioni che hanno colpito il cuore della Romagna. La video-inchiesta si muove per le vie di Faenza, città romagnola particolarmente segnata dall’alluvione del maggio 2023, diciotto mesi dopo questo evento e coinvolge esperti della materia, amministratori locali e cittadini. Si è voluto quindi indagare cosa è successo, cosa è stato fatto e cosa resta ancora da fare, mettendo in dialogo politica e scienza su temi come la prevenzione, la gestione e la reazione ad emergenze alluvionali.
Per rispondere agli interrogativi di natura tecnico-scientifica, come la definizione di “alluvione”, la predisposizione idromorfologica del territorio romagnolo e le misure preventive da adottare, il video raccoglie le considerazioni di tre esperti nei settori dell’idrologia, climatologia e geomorfologia: Attilio Castellarin, Francesco Brardinoni e Giovanni Liguori, tutti professori dell’Università di Bologna.
Accanto al sapere scientifico, intervengono anche le istituzioni locali, rappresentate dal sindaco di Faenza Massimo Isola e dal consigliere di opposizione Massimo Zoli. I punti toccati dalla politica riguardano principalmente la gestione distaccata dell’emergenza da parte del governo – quasi come se si volesse “ricostruire la Romagna via PEC”, afferma il sindaco – e la divisione frammentaria delle competenze per reagire agli effetti dell’alluvione, ancora visibili nelle case dei Faentini.
Nel racconto si dà voce anche a due vittime dell’alluvione, Elisa Alberghi e Marica Iacuzzo. Le due donne, come molti altri concittadini, raccontano come si sono rimboccate le maniche e hanno pulito mattonella dopo mattonella le loro case riempitesi di fango, con l’aiuto – ricordano teneramente – dei volontari degli Angeli del Fango. Il calore umano e la forza di una comunità unita hanno permesso alle vittime di ricominciare non senza preoccupazioni e timori. Il senso di vulnerabilità è ancora forte nella memoria della città che sta cercando di abituarsi a questa nuova normalità.
Il video contiene materiale audiovisivo e fotografico realizzato da Martina Albini, Alessia Bandini, Niccolò Bonato, Laura Garau, Luca Innocenti e Michele Loli nell’autunno del 2024, oltre a contenuti di testate locali e di privati cittadini quali LocalTeam, Roberto Zama e BuonsensoFaenza.
Maggio 2023. La Romagna e i romagnoli ricordano ancora i segni lasciati dalle alluvioni sul loro territorio. Ma cosa è successo? Quali sono le cause di quanto accaduto? Cosa si sta facendo per ricostruire? E per prevenire? “Fango. Faenza 18 mesi dopo” è un progetto di un gruppo di studenti e studentesse Compass, che tenta di rispondere a questi interrogativi raccogliendo voci, opinioni e testimonianza senza filtri e preconcetti.
Di Martina Albini, Alessia Bandini, Niccolò Bonato, Laura Garau, Michele Loli, Luca Innocenti