A cura del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica
Data: 08 MAGGIO 2025 dalle 17:00 alle 21:30
Luogo: Cappella Farnese, Palazzo d'Accursio, Bologna
Tipo: Rassegna 2025/26
Catastrofi naturali, guerre, incertezze politiche, sociali ed economiche, la recente pandemia affliggono le donne e gli uomini del nostro tempo con preoccupazioni, paure e timori nei confronti di un futuro che appare sempre più insicuro. L’esperienza dell’incertezza collettiva non è però una novità del mondo contemporaneo: lo dimostra la letteratura, soprattutto quella dei capolavori dei classici, grazie alla quale possiamo accedere ad un patrimonio di memoria collettiva condivisa. Giovanni Boccaccio visse l’inquietudine di una pandemia globale, la peste del 1348 e di un tempo in cui ogni speranza sembrava svanire. Al disastro della morte, Boccaccio oppose la ‘medicina’ della letteratura, della memoria e del racconto, per salvare quanto di bello e di utile potesse sopravvivere.
In occasione del 650° anniversario della sua scomparsa, il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica propone un pomeriggio e una serata nel corso dei quali, partendo dalla vitalità proprio di un classico come Boccaccio, si apra una riflessione collettiva su ciò che, tramite la letteratura e la musica, ci definisce come ‘umani’.
Il dialogo di alcuni studiosi con lo scrittore Paolo Di Paolo sarà accompagnato dalla lettura di testi tratti dall’opera di Boccaccio, da interventi di poeti del Centro di poesia contemporanea e dall’esecuzione di brani di musica medievale e rinascimentale.