Progetto pilota per la raccolta differenziata di rifiuti e il compostaggio nel villaggio di Al Jalameh

PROGETTO DI RICERCA

Il villaggio di Al Jalameh, nel governatorato di Jenin, in Palestina, ha per la prima volta un sistema di raccolta differenziata alla fonte, che coinvolge famiglie, scuole, esercizi commerciali e aziende agricole. Un progetto pilota del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna nato per migliorare il sistema di gestione dei rifiuti e, di conseguenza, la qualità della vita degli abitanti e dell’ambiente in cui vivono. E tra gli obiettivi c’è anche quello di promuovere la produzione di compost da destinare come fertilizzante per le coltivazioni locali.

La mancanza di una gestione adeguata dei rifiuti solidi, del resto, è un grave problema in Palestina, che produce serie conseguenze tanto sulla sostenibilità ambientale che sulla salute pubblica. Le cause sono legate alla continua crescita della densità di popolazione, alla debolezza del governo locale e alla mancanza di risorse e di esperienza nella gestione dei rifiuti.

Il progetto è partito dalla separazione dei rifiuti tra frazione umida e frazione secca, realizzata sistemando nei pressi delle abitazioni e nelle scuole contenitori per la raccolta quotidiana.Inoltre, sono stati istituiti dei punti ecologici per la separazione di carta e cartone. I rifiuti raccolti vengono poi trasferiti in un centro di preselezione nella discarica locale, dove vengono trattati per il riciclaggio.  I rifiuti umidi delle aziende agricole vanno invece ad alimentare un impianto per la produzione di compost progettato ad hoc e gestito dalla Al Jalameh Agricultural Cooperative. Il compost nato dagli scarti viene poi venduto agli agricoltori sul mercato locale: una scelta che contribuisce a migliorare le pratiche agricole in un’ottica di sostenibilità. 

Inoltre, viene raccolta anche la plastica proveniente dai tubi di irrigazione e dai teli delle serre delle aziende agricole.  Una volta sistemata in un’area apposita, sarà venduta ad un’azienda in Jalbun – un paese a circa 15 chilometri Al Jalameh – dove sarà riciclata e utilizzata per produrre cavi per uso elettrico.

Grazie a questa migliore organizzazione del sistema di raccolta dei rifiuti, i 2700 abitanti di Al Jalameh possono così migliorare le loro condizioni di vita, sia dal punto di vista igienico e ambientale che da quello delle opportunità di reddito, grazie alla disponibilità sul mercato di fertilizzate naturale a basso costo.

Un progetto riuscito grazie anche al coinvolgimento delle autorità locali, delle scuole e della popolazione. Con un aiuto particolare arrivato dalle associazioni di donne e mamme, che promuovono con entusiasmo i temi della sostenibilità ambientale.