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Plastiche da scarti alimentari

Nuovi materiali plastici derivati da biomassa

Annamaria Celli

 

 

 

“È proprio a partire dalle molecole stesse di cui gli scarti sono composti, come quelli derivati dalla lavorazione del vino, dei cereali e dei legumi, che si possono costruire nuovi polimeri e realizzare materiali 100% sostenibili”

 

- Annamaria Celli - 

La ricerca

In un contesto dove la plastica tradizionalmente usata fino ad oggi sta rappresentando una importante fonte di inquinamento e viene principalmente realizzata con materie prime derivate da fonti non rinnovabili, la ricerca per produrre nuovi materiali a partire dagli scarti dell'agricoltura e dell'industria agro-alimentare permette di valorizzare efficientemente il rifiuto, riutilizzarlo e allo stesso tempo conferire caratteristiche che permettano una degradazione del materiale prevedibile e di minor impatto sull’ambiente.

La ricerca che svolgo mira a studiare le caratteristiche di nuovi materiali plastici, dalla composizione chimica alle proprietà meccaniche, la biodegradabilità e la stabilità all'esposizione a radiazione UV. I nuovi materiali hanno applicazioni in diversi settori e possono essere impiegati come rivestimenti superficiali, soluzioni per imballaggio e materiali per il settore biomedicale.


Benefici attesi

Gli studi per valorizzare gli scarti agricoli e agro-industriali e sulle caratteristiche chimiche di nuove molecole fanno sì che un comune rifiuto diventi una risorsa preziosa, dalla quale ricavare nuovi materiali plastici con un minore impatto ambientale e che possano essere studiati scenari di fine vita più controllati per evitare dispersione e inquinamento da parte di questi.

UN PROGETTO DI

Annamaria Celli

Professoressa associata di Fondamenti chimici delle Tecnologie

Dipartimento di Ingegneria civile, chimica, ambientale e dei Materiali

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PAROLE CHIAVE

scarti agricoli

bioplastiche

packaging attivo

polimeri antibatterici

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